Qualche volta scappano di Pino Quartullo

Arguta e salace convince per la sua sottile ironia e la sua capacità di alternare risate e riflessioni ‘Qualche volta scappano’ l’ultima, esilarante commedia diretta e interpretata da Pino Quartullo che arriva a Roma al Teatro Quirino Vittorio Gassman dall’11 al 13 aprile dopo una tournée fitta di appuntamenti in tutta Italia. Adattata dal poliedrico attore e regista dalla garbata commedia francese ‘Toutou’ di Daniel Besse e Agnès Besse, questa commedia mette in scena, dopo infinite storie di padroni che abbandonano i cani, il curioso ‘dramma’ di un cane che scappa dagli affettuosi e confusi padroni, i coniugi Alessandro (Pino Quartullo) e Marzia (Rosita Celentano) affetti come molte persone oggi dalla sindrome da pet therapy. Uscito di casa come ogni sera per il consueto giro serale con il suo barboncino nano ‘Toutou’ (che nella realtà si chiama Euphoria) Alessandro torna a casa senza il suo amato quadrupede gettando se stesso e sua moglie Marzia nella disperazione. Vittime di un’eccessiva umanizzazione degli animali domestici, i due coniugi, affermati professionisti molto confusi, rispecchiano gli stati d’animo di tanti padroni di amici a quattro zampe. Qui il cane non si è perso, né è stato abbandonato, semplicemente forse si è stancato di fare da valvola di sfogo alle nevrosi e alle carenze affettive della coppia. Nello psicodramma interviene in un ruolo interessante e demistificatore l’amico dei coniugi Paolo (Attilio Fontana) che con una buona dose di brioso e arguto cinismo ricco di risvolti e sfumature, insinua il tarlo del dubbio nella coppia un po’ ridicolizzando il dramma divampato a casa dei suoi amici per la fuga del cane. Quest’ultimo con la sua identità e la sua fiera personalità diviene il rivelatore di disagi e compromessi e il detonatore di segreti all’interno della coppia. Freschezza e vis comica ma anche una certa capacità di far pensare e la vocazione a filosofeggiare con sagacia su questioni apparentemente semplici contraddistinguono questa pièce dove, come dice il regista e interprete Quartullo “ci si interroga, si rimette tutto in discussione e si scoprono tante cose, in una notte che sembrava tranquilla come una delle tante”.

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