Spettacoli: Quando eravamo repressi di Pino Quartullo

In fondo bisognerebbe riflettere sul fatto che “Fare scambio di coppie a volte è il tentativo estremo di salvare un amore”. Lo si può desumere dalla commedia ‘Quando eravamo repressi’ di Pino Quartullo che dopo 25 anni torna finalmente a teatro a Roma. Quando appena si cominciava a parlare, agli inizi degli anni’90 di calo della libido e crisi dei rapporti di coppia il giovane architetto-drammaturgo, regista attore e doppiatore romano Pino Quartullo ebbe l’idea di riunire una coppia di amici, Alessandro Gassman e Francesca d’Aloya, per approfondire il tema sviluppandone i risvolti più intimi, provocatori e impensabili, letti dal suo punto di vista. Ne nacque un testo teatrale prodotto da Vittorio Gassman dal titolo emblematico,‘Quando eravamo repressi’, ricco di verve e colpi di scena in cui con la complicità e partecipazione di una bellissima Lucrezia Lante della Rovere si intrecciavano nelle camere comunicanti di un hotel confessioni e vere e proprie emozioni erotiche ad alto tasso di seduzione che oggi con un cast di attori tutto nuovo Quartullo ripropone in una nuova veste 3.0 al Teatro Ghione fino al 30 ottobre. “Quando Eravamo Repressi è di base un dramma-osserva Quartullo-esiste tuttora nell’epoca digitale un mondo sotterraneo, un’infinità di coppie composte da giovani belli e realizzati ma afflitti da noia da sesso”. Proprio come la coppia borghese del primo dramma-film che alla fine entrò in crisi e si ruppe definitivamente durante le repliche dello spettacolo, negli anni Novanta. “Nella mia commedia-prosegue Quartullo- si parla molto del sesso in maniera patologica e questo fa letteralmente esplodere di risate il pubblico: il corpo umano è presentata come una macchina misteriosa e bizzarra del piacere. Soprattutto ci tengo, che sotto sotto, dietro la carne e gli umori, esplodano i sentimenti, gli affetti, quelle cose non oggettivamente tangibili ma meravigliose e immense che appartengono all’anima degli esseri umani che non sono cambiati”. E’ per questo che i dialoghi pur affidati a personaggi e attori molto giovani e cioè Francesca Bellucci, Matteo Cirillo, Tiziano Floreani e Annabella Calabrese, che nel 1990 quando uscì la commedia erano in fasce, appaiono ancora attualissimi, perché alla fine non è cambiata la natura umana. “Carne e sentimenti sono sempre gli stessi” come dice Quartullo. Menzione speciale ai costumi e alle musiche dello spettacolo, aspetti curati da ex alunni dello IED (Istituto Europeo di Design) formatisi nella sede di Roma della scuola internazionale di creatività: Giuseppe d’Andrea utilizzando capi di altri allievi dell’Istituto Europeo di Design ha assemblato il guardaroba di scena mentre per il commento sonoro e le musiche dello spettacolo Quartullo si è avvalso del talento di altri due ex allievi dello IED di Roma, Federico de Feo e Simone De Feo. Brillante e sensuale, un’opera scanzonata da rivedere e da scoprire.

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