The Paris Club Music Renaissance

La scena della musica disco francese si è attenuata dopo l’era del French Touch negli anni ’90, ma ora, con l’arrivo di una nuova generazione dinamica di DJ e produttori francesi, il revival della cultura dei club parigini è in corso. Riempiendo le piste da ballo, sostituendo la radio, girando il mondo e lanciando cd con case discografiche internazionali, questa nuova guardia di musicisti sta portando un eclettico sound elettronico – una combinazione che sfida i generi tradizionali e che include musica techno, house e hip hop con influenze britanniche e africane – sul più ampio palcoscenico mondiale. Abbiamo incontrato dieci delle figure più influenti sulla scena, per capire di più riguardo al ritorno di Parigi sulla scena della musica contemporanea.
In questa prima parte: NSDOS, Bambounou  e Detente.

NSDOS è una sorta di scienziato pazzo contemporaneo, che crea suoni concettuali, usando registrazioni sul campo che raccoglie durante i suoi viaggi. Intuition, il suo ultimo progetto, è un album in due volumi, inciso nelle lande selvagge dell’Alaska e composto di dati digitali raccolti direttamente dalla natura; Il produttore musicale parigino e DJ Bambounou è un nome influente e assodato nella scena della musica elettronica internazionale, dopo essere emerso nel 2010 e ora suona in giro per il mondo. Il suo successo continua nel 2018 con un nuovo EP, un tour mondiale e un remix lanciato con l’etichetta discografica britannica Young Turks. Il DJ e produttore Detente mixa suoni di ambienti astratti e club hit per creare uno stile frammentario, che spinge i suoi fan a ballare a Parigi e oltre, o attraverso il suo programma radiofonico sulla stazione musicale urbana Rinse France. Co-dirige l’etichetta discografica PermaInk e, attualmente, sta lavorando a un nuovo progetto per l’inizio del 2018.

Parigi è tornata sulla scena musicale? Qual è il tuo ruolo in questa community?
N:
Mi sono sempre battuto con la città di Parigi. Dormo lì, mangio lì e basta. Insieme a un gruppo di persone, ho iniziato a credere di non aspettarmi più nulla da una città come Parigi. Abbiamo creato un “Operating System” chiamato “∞OS”, che è stato fondato a Berlino e poi trasferito a Mosca. Abbiamo deciso di organizzarlo a Parigi. L’idea è di usare tutte le risorse che generiamo – come l’attività fisica, l’arte, l’esplorazione dei sogni e il riciclo dei dati – per trasformarli, usando gli strumenti che abbiamo programmato.
B:Parigi è sempre stata ben piazzata nella scena musicale internazionale, ma è vero che c’è una differenza tra adesso e cinque anni fa, in particolare con la nuova musica elettronica. Sta accadendo una vera e propria emancipazione culturale e artistica che si sta definendo dall’ambizione di questa nuova generazione, di cui sono orgoglioso di fare parte.
D: Ci sono molti artisti che stanno producendo un nuovo sound e vedo l’ambiente allargarsi sempre di più, per togliere le barriere tra nozioni di stile. Personalmente, l’idea di fare qualcosa di nuovo e attuale è importante ed è anche la direzione che sto prendendo con la mia etichetta PermaInk.

Come descriveresti il tuo stile?
N:
Ho un approccio scientifico alla musica, ma si esprime con un senso di urgenza. La poesia comincia con la creazione di un suono nel mio lavoro, visto che uso algoritmi estratti da dati che sono collegati alla natura, all’attività delle reti internet, alla danza e al DNA. Il mio lavoro è molto vicino alla scienza, ma è anche un riflesso spirituale tra l’uomo e le nuove tecnologie.
B: Il mio stile non ha niente a che fare con la musica che produco. Non ci presto molta attenzione. In realtà indosso molte cose che mi sono date, così spesso finisco per indossare strane felpe! Quando mi esibisco ho una sorta di uniforme: metto sempre una t-shirt bianca e pantaloni scuri.
D:Indosso molti capi neri, sportswear e abbigliamento tecnico. In riferimento al mio sound, compenso la musica dance e la musica elettronica sperimentale: Dark Survivalism.

Chi e cosa influenza te e la tua musica?
N:
La natura e gli umani che cercano di capire. Gli artisti che erano pionieri nella ricerca e invisibili in questo mondo.
B: Al momento sono più ispirato da ciò che leggo, mi piace molto Kundera. Altrimenti, sono andato a vedere la retrospettiva di Hockney e ho trovato interessanti i colori.
D: Al momento sto ascoltando molto Jim O’Rourke. In riferimento alle mie influenze, quando sono in fase di produzione cerco di non controllarle o di non pensarci. È qualcosa di inconscio.

I social media sono importanti nel tuo lavoro?
B: No, ma li trovo divertenti. Detto questo, sono consapevole che oggi una carriera in qualunque ambito artistico richieda un’attiva partecipazione sui social media.
D: Molto importanti. Li uso per comunicare le novità e per condividere i miei progetti attuali. Detto questo, creare dei contenuti non-stop diventa velocemente noioso così, di tanto in tanto, mi piace stare un po’ lontano dai radar.

Photographer| Lucie Hugary
Stylist| Nicholas Galletti
Assistant Stylist| Ariane Haas
Hair Stylist| Delphine Goichon @Backstage Agency
Make up Artist| Ludovic Cadeo @Backstage Agency

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