Tra spiagge e grotte: una Sardegna inedita

Ph: Luca Broilo

Meta privilegiata da milioni di italiani, da sempre la Sardegna è conosciuta per l’acqua cristallina, lunghe spiagge bianche ed alte vette montuose. Da poco libera dalle restrizioni post covid-19, l’isola torna ad offrire paesaggi paradisiaci in tutta la sua bellezza. Di seguito quattro destinazioni, circoscritte lungo la costa di Baunei, da non perdere quest’estate.

Si parte con Cala Goloritzè, caratterizzata da un mare unico nel suo genere, dal colore verde e blu cobalto, a seconda della luce del sole. È possibile raggiungere la spiaggia solo a piedi – attraverso un trekking selvaggio dove spesso si incontrano animali come asini, capre e cinghiali – non più tramite barche o gommoni: da pochi anni la riserva naturale è diventata infatti una zona protetta. La caletta è presa d’assalto non solo dagli amanti del mare, ma anche da diversi scalatori: si erge sopra la spiaggia l’Aguglia, di roccia calcarea, simile a quella in Verdon, che consente una impareggiabile arrampicata tecnica su placca in un ambiente fantastico. Conquistata la cima, tramite 5 tiri sulla parete di difficoltà medio alta – grado 6B+- si può ammirare tutto il golfo da 170 m sopra il livello del mare.



Segue, a pochi chilometri, la spiaggia di Cala Mariolu, anch’essa conosciuta al pubblico per le sue, ineguagliabili, sfumature di blu in cui è possibile immergersi in mezzo a branchi di pesci, immortalandoli in scatti mozzafiato. Saraghi e orate sono i veri protagonisti di questa oasi naturale che, grazie alle diverse restrizioni ed alla minore affluenza di persone, sono riusciti a riconquistare a pieno il loro habitat.

Non possono mancare all’appello le grotte del Bue Marino: dalla morfologia litoranea devono il loro nome all’appellativo in lingua sarda della foca monaca, mammifero marino ritenuto ormai scomparso dalla zona, a causa della eccessiva pressione antropica. Oggi sono meta ambita degli amanti della natura e rientrano nel sistema carsico Codula di Luna, il più vasto d’Italia, settanta chilometri di tunnel nelle viscere del Gennargentu. Le cavità marine sono lunghe in tutto 15 chilometri e suddivise in due diramazioni principali. La grotta è famosa anche per esoteriche incisioni rupestri, risalenti al Neolitico,​ raffiguranti un cerchio umano attorno a una rappresentazione del
sole.



Ultima ma non meno importante è l’itinerario “Selvaggio Blu”. Definito come il più impegnativo trekking percorribile in Italia, questo percorso è anche il più originale e suggestivo. Sospeso tra albe e tramonti nel Mediterraneo ed alte pareti rocciose, offre un insieme di paesaggi e situazioni introvabili in altri luoghi. Ci si muove in un ambiente isolato dove raramente si incontrano altre persone. In 5 giorni di cammino, arrampicate e calate in corda si percorre un tratto di costa sarda selvaggio, dormendo in spiaggia, in grotte o, nei casi più estremi, sullo stesso sentiero. È il connubio perfetto per chi ama la terra e il mare: considerato da molti anche un iter spirituale per poter ritrovare se stessi e staccare dai social o dalla vita frenetica.

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