Traditore, Spietato: ecco il momento d’oro di Alessio Praticò

Alessio Praticò, Calabrese, sta vivendo un momento artistico davvero incredibile. Infatti, se guardate Netflix, lo potete vedere protagonista al fianco di Riccardo Scamarcio ne “Lo Spietato”.
Nel caso siate appassionati del Festival di Cannes, sarà li a presentare il nuovo film di Bellocchio: “Il Traditore”, al fianco di Pier Francesco Favino, sarà l’unico film italiano in gara.
Direi che meglio di così non si può chiedere al destino.

Questo è il tuo momento d’oro, sei protagonista nelle migliori uscite al cinema e TV, come ti senti.

Ovviamente sono super felice, in quanto come dico sempre per me il successo è il poter fare il lavoro che ho scelto di fare e che faccio principalmente per passione.


Per chi non l’avesse visto “Lo spietato”, com’è stato girare riportando in vita gli anni 80’ e 90’.

È stata un’esperienza bellissima e divertentissima, in quanto si è creata un’alchimia straordinaria con tutti gli attori, in particolar modo con Riccardo (Scamarcio) ed Alessandro (Tedeschi) con i quali ho condiviso la licenza di poter essere sempre cialtroni.
E questo anche proprio a scopo di sceneggiatura in quanto dovevamo raccontare vent’anni di amicizia.
Il tutto era avvallato dal regista Renato De Maria.
Ci tengo a precisare che il film è liberamente tratto dal libro intitolato “Manager calibro 9”, che ci rimanda immediatamente alla Milano degli anni di piombo.
Insomma, è un omaggio al genere poliziottesco degli anni 70’, con una lettura in chiave tragicomica.

Com’è stato lavorare con il maestro Bellocchio, andrete anche al Festival di Cannes con “il Traditore” ed uscirà al cinema il 23 maggio.

Innanzitutto, l’essere stato convocato direttamente dal regista senza passare dal lungo processo dei provini, questa è stata la prima vera soddisfazione che ho avuto. La considero una super esperienza in quanto mi considero una spugna io, e trovandomi a lavorare con lui, non fatto che imparare ogni singolo momento condiviso.
È un regista che lascia molto spazio agli attori per parlare ed interagire, non lo fanno tutti, questa è una cosa che non mi sarei aspettato, e mi ha piacevolmente sorpreso.

Quale ruolo ti piacerebbe interpretare dopo tutti questi cattivi

Personalmente sono quanto ci possa essere di più lontano dal cattivo, mi piacerebbe molto il potermi confrontare con un ruolo più leggero.
Una bella commedia al cinema o TV mi manca, invece a teatro l’ho già fatto.

Quanto c’è di stereotipo nei ruoli che interpreti, nel senso, se eri nato a Bolzano?

Pensa che il primo film che ho fatto è “Antonia”, prodotto da Luca Guadagnino, dove, io calabrese interpretavo un milanese, film peraltro ambientato negli anni 30’, quindi parlavo con l’accento di quel periodo.
Poi forse il caso ha voluto che in questi ultimi anni ci fossero storie ambientate e girate in Calabria e quindi ci son caduto a pennello.

Cosa ne pensi del cinema italiano.

Storicamente ha tante cose da dire e da raccontare, una miriade di registi che hanno composto la storia del cinema mondiale. Siamo molto bravi sui generi, forse dovremmo avere il coraggio di ripercorrere questa strada. Generi peraltro, copiati ed emulati in altri paesi.
Invece noi li guardiamo sempre con quell’occhio un po’ snob.
La commedia all’italiana è stata esportata ed ammirata in tutto il mondo.

Qual è la differenza nel recitare in una serie TV o per il cinema per te.

Assolutamente nessuna, come non c’è nemmeno tra cinematografica e teatrale, la differenza è solo il mezzo. Vi è solo la buona e la cattiva recitazione.

Chi era il vero sex symbol tra te e Scamarcio sul set de “Lo Spietato”.

ride(ndr) ti stupirò, Alessandro!

Foto: Alessandro Rabboni

Styling: Identity Communication

Grooming: Cinzia Carletti per Making Beauty

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