VINTED, il più easy dei marketplace che da nuova vita agli accessori pre-loved

Cosa fare se durante le feste si è alle prese con il lockdown e non si è soddisfatti del proprio armadio?

Ce lo spiega il CEO di Vinted, Thomas Plantenga che, agli albori dell’approdo in Italia, ha come mission quella di contribuire a diffondere la moda circolare in tutta Europa (facendo spazio nel proprio guardaroba).

L’app, infatti, consente la registrazione gratuita e a riconosce ai suoi utenti il 100% del venduto nel segno della sostenibilità.
Infatti, Vinted è la più grande piattaforma online C2C europea dedicata alla moda second hand con una community in espansione di 34 milioni di membri che condividono la stessa passione per stili unici e attenti al consumo responsabile. Fondata in Lituania nel 2008 e già disponibile in Francia, Germania, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Lituania, Lussemburgo, Regno Unito e Stati Uniti, Vinted arriva in Italia per tener fede alla mission dell’azienda: contribuire a diffondere la moda circolare in tutta Europa.



Da New York a Vilnius per condividere le competenze da Ingegnere Biomedico con il team di Vinted. Come un background scientifico può approcciarsi ad una piattaforma dedicata alla moda second hand?

Ci sono alcuni step prima di tutto ciò. Una volta ultimato il percorso formativo scientifico, insieme ad alcuni amici abbiamo dato vita ad un business dedicato alla programmazione, forti del nostro mindset ingegneristico.
Abbiamo iniziato a collaborare con una grande piattaforma dedicata al second hand in fase di espansione. E’ stato quello il momento in cui sono entrato in contatto con gli investors di Vinted che volevano confrontarsi con il mio know how.

Ho detto why not? e mi sono recato a Vilnius. All’inizio dovevano essere cinque settimane poi la realtà mi è piaciuta talmente tanto che ho deciso di restare.



Quale è la differenza tra Vinted e le altre piattaforme dedicate agli articoli pre- loved/second hand?

Uno dei nostri focus è rendere tutto estremamente semplice. La spedizione è integrata, il pagamento è integrato, il sistema di sicurezza è integrato e effettuiamo consegne a costi veramente ridotti. Prima di questo su qualsiasi altra piattaforma tutto era molto più complicato, basti pensare quanto era scomodo gestire l’iter di spedizione per ogni singolo utente.



Gli italiani sono amanti del vintage, cresciuti a pane e capi sartoriali, con un particolare occhio per lo stile ed il buongusto. Qual è il vostro approccio al nostro Paese?

Dalle ricerche nazionali effettuate l’abbiamo assolutamente notato. Gli italiani hanno un mindset focalizzato sulla ricerca della qualità simile a quello francese. Siamo un marketplace manistream e in Italia ci stiamo muovendo come negli altri paesi partendo da una campagna massiva di comunicazione attraverso i vari media. Abbiamo ingaggiato risorse che hanno molta familiarità con il vostro Paese e che ne conoscono non solo la lingua ma anche la cultura.

Vinted è un’ottima opportunità per guadagnare vendendo ciò che non piace nel proprio armadio oppure, per i fashion addicted e gli stakeholder del settore, un modo per proporre la propria personale selezione. Raccontaci le storie di successo che ti hanno particolarmente colpito.

Le storie di successo sono tante come quelle dei giovani studenti che sentono l’esigenza di cambiare costantemente il proprio guardaroba rivendendolo. Ci sono tanti casi di micro business o di madri che si sono aiutate a vicenda rivendendo i capi e gli accessori dei propri figli. I bambini, si sa, crescono alla velocità della luce. Su Vinted sono nate amicizie e anche amori! Siamo molto di più di un marketplace, siamo una vera e propria social community.

Parlaci del future immediate di Vinted durante l’era pandemica

In questo periodo le nostre energie sono focalizzate sul garantire la massima sicurezza per i nostri utenti. Nel primo lockdown abbiamo seguito alla lettera tutte le regolamentazioni e le limitazioni governative stoppando per alcune settimane le spedizioni. Adesso siamo collaudati al meglio con i nostri partner e siamo tornati in modalità ultra safe. Abbiamo anche rafforzato la nostra logistica e le nostre infrastrutture nonché effettuato donazioni per la ricerca Covid19. Nel pieno della seconda ondata, siamo perfettamente in grado di fronteggiare le dinamiche che ne derivano con l’obiettivo di consentire ai nostri membri di operare in sicurezza.

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