A CANNES IL FESTIVAL DEL GLAMOUR PREMIA L’IMPEGNO E IL GRANDE CINEMA

Courtesy of Sony Pictures

Un festival che si esprime con la testa ma soprattutto di pancia, sa lanciare provocazioni e appelli ed esprimere tutta la gamma delle passioni umane da qualunque parte del mondo provengano. Mai viste così tante star del firmamento hollywoodiano in un festival, quello di Cannes che normalmente più francese ed eurocentrico non si può: prossima alla celebrazione del suo Settantesimo anniversario questa grande kermesse di cinema e mondanità stellare ha portato alla ribalta il meglio del grande cinema. Sulla Croisette hanno sfilato fra gli altri Robert De Niro, Ryan Gosling e Russell Crowe (protagonisti di ‘The nice guys’), Mel Gibson, Woody Allen, Sean Penn, Charlize Theron e Julia Roberts, protagonista accanto a George Clooney di ‘Money Monster’ un bel thriller di Jodie Foster sul potere malefico e fallace dell’alta finanza in America. La giuria internazionale composta da Kirsten Dunst, Vanessa Paradis ineffabile icona Chanel, Valeria Golino splendida in Gucci e Valentino, Donald Sutherland e Mads Mikkelsen elegantissimi in Brioni e presieduta dall’australiano George Miller, il regista che ha diretto la tetralogia di Mad Max, ha decretato la vittoria della denuncia sociale e dell’impegno civile di Ken Loach. Già premiato a Cannes con ‘Il vento che accarezza l’erba’, con ‘I, Daniel Black’ Loach si è aggiudicato un meritatissimo Palmarès: il film è incentrato sui nuovi poveri, sulle crepe del modello neoliberale e sulle disfunzioni del sistema sanitario. La pellicola definita dai giurati ‘bella e semplice nella sua intensità’ in Italia sarà distribuita da Cinema di Valerio De Paolis. Il regista francese enfant prodige, amatissimo da Louis Vuitton e già famoso per ‘Mommy’, Xavier Dolan, ha portato a casa il gran premio della giuria con il bellissimo film ‘Juste la fin du monde’ distribuito da Lucky Red con Gaspard Ulliel, Lea Seidoux, Marion Cotillard, Vincent Cassell e Nathalie Baye in cui il giovane e geniale cineasta cattura l’anima dei personaggi, familiari di un giovane drammaturgo in fin di vita che torna nel grembo della famiglia dopo anni di assenza. Il pregevole film ‘The salesman’ dell’iraniano Asghar Farhadi e distribuito sempre da Lucky Red, liberamente ispirato alla pièce ‘Morte di un Commesso viaggiatore’ ha conseguito un bis di riconoscimenti: il premio di migliore attore per Shahab Hosseini e quello per la miglior sceneggiatura. Si sono divisi ex aequo il premio per la miglior regia il film ‘Baccalaureat’ di Cristian Mungiu distribuito da Bim, sulla paternità e le grandi scelte, e la pellicola ‘Personal Shopper’ con una Kirsten Stewart (che a Cannes si è presentata sul red carpet vestita Chanel anche come parte del cast di attori del film di Woody Allen ‘Café Society’ con Blake Lively e altri titani) che è un po’ personal shopper e un po’ necromante, capace di mettersi in contatto con le anime dei defunti. Nella sezione ‘Un certain regard’ in cui ha trionfato il film ‘Hymyilevä mies’, storia vera ispirata alla vita del pugile Olli Mäki, spicca il premio alla regia per Matt Ross che ha portato a Cannes ‘Captain Fantastic’ con un convincente Viggo Mortensen, commedia basata su un anticonformismo parossistico di una stramba famiglia di ragazzi geniali retta da un sistema patriarcale. Il gran premio alla giuria di ‘Un certain regard’ è andato al film d’animazione ‘The red turtle’ distribuito anch’esso da BIM. Delusione invece per il cast del pirotecnico ‘Ma Loute’ diretto da Bruno Dumont con una magistrale Valeria Bruni Tedeschi già distintasi nel film ‘La pazza gioia’ che Paolo Virzì ha presentato con successo alla Quinzaine des réalisateurs’, selezione parallela a quella ufficiale del festival, e una straordinaria Juliette Binoche che sul red carpet della Croisette ha fatto qualche capriccio da diva, il film non si è aggiudicato nessun premio come pure Julieta di Pedro Almodovar, giustamente molto atteso. E lo scandalo come in ogni festival non poteva mancare: stavolta ci ha pensato Paul Verhoeven, già regista di Basic Instinct, che ha diretto Isabelle Huppert nella pellicola ‘Elle’ un film che probabilmente non piacerà alle femministe. Glamour, colpi di scena e risate assicurate nella beffarda commedia ‘The nice guys’ distribuita da Lucky Red piena di gag alla Starsky e Hutch e di colori psichedelici in perfetto stile Seventies.

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