Aipoly, l’app che aiuta i non vedenti

«Aiutiamo le persone ipovedenti e che soffrono di cecità a identificare rapidamente oggetti, utilizzando tecnologie accessibili e all’avanguardia». Si presenta così, sul sito ufficiale Aipoly, l’applicazione nata con l’obiettivo di aiutare le persone di tutto il mondo con problemi visivi.
Il concept su cui si basa quest’app è piuttosto semplice. Dopo averla scaricata dallo store – al momento è disponibile solo per dispositivi iOS – gli utenti possono scegliere il metodo di riconoscimento di cui hanno bisogno, tra quello degli oggetti e quello dei colori. Successivamente, basta puntare la fotocamera verso ciò che si vuole identificare. Dopo pochi istanti, Aipoly ha completato l’operazione richiesta, pronunciando il nome o il colore ad alta voce.
Il progetto, nato dalle menti di tre giovani, Marita Cheng, Simon Edwardsson e l’italiano Alberto Rizzoli, si basa su una nuova tecnologia chiamata “machine vision”, che studia le reti neuronali utilizzate dagli esseri viventi per riconoscere gli elementi all’interno di un’immagine. E ha già fatto il pieno di consensi: oltre al successo ottenuto in Giappone, dove sono già stati effettuati oltre ottomila download dall’inizio del 2016, il software è stato premiato al Ces 2017 di Las Vegas come una delle applicazioni mobili più innovative del 2017.
Aipoly attualmente è disponibile in sette lingue diverse e vanta un archivio di circa cinquemila parole e quasi mille colori, che è costantemente aggiornato: tutti gli utenti possono infatti contribuire inserendo personalmente nuovi oggetti, aiutando così a migliorare ulteriormente l’applicazione. «Può identificare diverse centinaia di oggetti fin da subito e può farlo tre volte al secondo – spiegano dal team – Non c’è bisogno di scattare foto, l’app è in grado di vedere e pensare costantemente. Nel prossimo futuro, Aipoly potrà anche comprendere scene complesse e la posizione degli oggetti del contesto, in modo che possa descrivere le relazioni tra gli oggetti che vede».
Altro sviluppo futuro per la startup è “Poly”, software che è stato presentato proprio in occasione del Ces e che nasce come una sorta di “Siri per le immagini”: «Proprio come la famosa assistente di iOS – fanno sapere dal sito ufficiale – Poly risponde ai vostri dubbi, ma attraverso la vista. Poly può fare un sacco di cose, come identificare animali, controllare la vostra alimentazione e tanto altro ancora».

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