Antony Morato: intervista a Lello Caldarelli

Ossimoro: accostamento di due concetti o parole opposte. Da questa figura retorica nasce il concept creativo dell’evento di Antony Morato che ha scelto Firenze per presentare la nuova collezione Autunno Inverno – il 7 Gennaio 2020 – con una serata dedicata al binomio tra tradizione e modernità.

La nuova collezione è una rappresentazione in videomapping in cui il mood contemporaneo e underground tipico dell’heritage del brand, viene reinterpretato grazie ai dettagli e alle ispirazioni che rimandano alla tradizione sartoriale del passato.

Lello Caldarelli, presidente e direttore creativo di Antony Morato ci racconta qualcosa di più su questo brand total look che sta crescendo a livello internazionale.

Raccontaci il tuo background professionale prima di Antony Morato

Ho iniziato a lavorare sulla donna gestendo una struttura che produceva collezioni per altre aziende, ciò mi ha aiutato molto a capire le esigenze della moda contemporanea e le innovazioni in termini di materiali, accostamenti di tessuti e dettagli del prodotto finito. 

Quando ho fondato Antony Morato, nel 2007, sentivo l’esigenza di realizzare un progetto individuale: ho trasferito la conoscenza acquisita dall’esperienza con il mercato femminile adattandola alle esigenze del contemporary fashion maschile sviluppando la mia personale visione della moda.

Come sviluppi le tue collezioni che hanno anime così diverse?

L’uomo Morato è attento alla moda e cerca di esprimere la propria identità attraverso le nostre collezioni. Ecco perché, quando creo una nuova collezione, cerco sempre di soddisfare le aspettative del consumatore finale, che sono alte in termini di qualità e offerta, attraverso sempre nuove ispirazioni internazionali, ma tenendo sempre a mente le caratteristiche tipiche dei nostri clienti e il nostro DNA urbano e contemporaneo.

In che modo hai lanciato il brand e quale filosofia lo descrive meglio?

Date le mie esperienze pregresse, sarebbe stato naturale e logico cominciare dall’abbigliamento femminile,  ma quando ho lanciato il brand ho condotto un analisi di mercato e mi sono reso conto che nel segmento della moda maschile mancava un concetto già radicato nella donna, lo smart luxury.

Una ‘moda democratica’ con un prodotto ricco di contenuti fashion, tipici del mondo del lusso. È per questo che ho deciso di intraprendere l’opportunità che il mercato offriva all’epoca proponendo un brand che potesse avvicinare alla moda i consumatori maschili più esigenti.

Quali sono i capi più iconici e riconoscibili del vostro brand?

Più che di un singolo capo parlerei di un approccio al total look che mi piace proporre in ogni collezione e che definisce bene l’identità e l’estetica del marchio.  Mi riferisco al concetto del “Soft Tailoring” che consiste nell’abbinare un paio di pantaloni sartoriali con una t-shirt o un paio di sneakers. In questo contesto, il capo casual è l’ingrediente che “ammorbidisce” la formalità di un look classico, dando un tocco contemporaneo alla proposta finale.

Quale valore aggiunto da il fatto di essere un brand italiano?

Il DNA e il patrimonio italiano, visti come tradizioni consolidate e radici culturali nell’industria della moda, influenzano ogni collezione di Antony Morato in termini di rispetto di uno stile elegante e unico e di un gusto specifico sulla vestibilità e sulla lavorazione dei capi.  

Napoli, in particolare, è anche una delle città più cosmopolite e il nostro DNA internazionale, aperto alle nuove tendenze, trae origine proprio da questo melting-pot culturale e sociale.

Come sta evolvendo il brand a livello internazionale?

Dopo 12 anni di crescita graduale ora vogliamo rafforzare i mercati in cui siamo già presenti – come Italia, Spagna, Paesi Bassi, Germania, Francia, Cina e India – al fine di aumentare e consolidare la brand awareness e il potenziale di vendita.

Consolidamento anche al livello di percepito, proponendoci come principali attori del mercato del fashion contemporaneo e offrendo collezioni total look basate sul concetto di mix&match. Questo approccio  permette ai nostri clienti di raccontare le proprie storie e di esprimere la propria personalità adattando lo stile alle necessità.

Ulteriore obiettivo per i prossimi anni è quello di garantire una completa sostenibilità a qualsiasi livello aziendale: abbiamo già iniziato con un approccio ecologico all’industria 4.0 creando un nuovo hub logistico a Piacenza che è completamente eco-sostenibile e rappresenta un’avanguardia nel settore poichè ha un basso impatto ambientale garantito dalla produzione di energia attraverso il magnetismo.

Una piccola anteprima sulla prossima collezione?

La collezione autunno inverno 2020/2021 reinventa il look metropolitano grazie ad un mix di innovazione e reinterpretazione del DNA del brand. Spaziando tra quattro temi fashion, ognuno con una precisa inspirazione – dal punk/grunge allo sport sartoriale in chiave college – la collezione non rinuncia all’heritage del brand, con la linea Timeless, che propone un’eleganza contemporanea, fatta di dettagli minimal e rimandi al mondo retrò.

Cosa potete rivelarci per il 2020?

Il nostro principale obiettivo è quello di accorciare sempre di più la distanza tra marca e consumatore. Proprio per questo abbiamo pensato di dare vita ad una nuova modalità di presentazione delle nostre collezioni che sia innovativa e che rappresenti un momento di incontro tra stakeholder e consumatore finale. Il prossimo 7 Gennaio 2020 ospiteremo una serata dedicata al binomio tra tradizione e modernità.

All’Auditorium Santo Stefano al Ponte, sveleremo la nuova collezione autunnale in maniera insolita: una rappresentazione in videomapping in cui il mood contemporaneo e underground tipico dell’heritage del brand, verrà reinterpretato grazie a dettagli e ispirazioni che rimandano alla tradizione sartoriale del passato.

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