Arma, a Singapore il pullman che si guida da solo

“100% elettrico, 100% autonomo, 100% disponibile”. Si presenta così Arma, il pullman senza conducente prodotto dall’azienda francese Navya, che entro il primo trimestre del 2017 andrà in servizio a Singapore. Il veicolo, che può trasportare fino a 15 passeggeri, percorrerà il tratto della lunghezza di un chilometro e mezzo compreso tra il campus Nanyang Technological University e il parco Clean Tech. Sulla stessa strada, altri due bus elettrici autonomi standard stanno venendo testati. Ma cos’è Arma? “Un mezzo intelligente – spiegano dall’azienda – elettrico (le batterie hanno un’autonomia che va dalle 5 alle 13 ore, ndr) e autonomo al servizio della mobilità, nonché il frutto di anni di ricerca che ha permesso di raggiungere il livello più alto di autonomia, ovvero il 5, rendendolo il primo veicolo interamente autonomo”. Arma, che raggiunge una velocità di 45 chilometri orari, è equipaggiato con dei sensori che gli permettono di “auto-localizzarsi” ed individuare gli ostacoli che incontra lungo il tragitto; il suo efficiente sistema di guida combina tecnologie diverse come il GPS RTK, i sensori Lidar, ma anche la IMU e l’odometria. Resta da considerare il fatto che i suoi utenti possono far fatica a sentirsi al sicuro su un mezzo che si guida da solo: “Possono essere molti i problemi associati a veicoli senza conducente – secondo il CEO di Navya Cristophe Sapet – noi ci siamo concentrati su tre obiettivi principali: sicurezza, affidabilità e comfort. Numerosi test hanno infatti dimostrato che i passeggeri, quando si sperimentano nuove modalità di viaggio, hanno bisogno di sentirsi rassicurati. Il nostro obiettivo è rendere ogni tratta del nostro pullman abbastanza convincente da cambiare le abitudini degli utenti spingendoli a ripetere l’esperienza e a ridurre i rischi legati al flusso di traffico delle strade”. L’azienda, fondata nel 2014, vede una squadra di trenta collaboratori con conoscenze che spaziano in vari campi, dalle telecomunicazioni alla geocalizzazione, ai software, alla costruzione di automobili. Un team forte che vuole a tutti i costi raggiungere i suoi obiettivi: “Ho lavorato – racconta Sapet – nel settore dell’innovazione, inclusi videogames, internet e l’e-commerce, per più di trent’anni. So che alla gente fa paura il pensiero di affidarsi a un veicolo che si guida da solo. Ma la nostra forza arriva dal fatto che noi vogliamo essere diversi”. Altro problema da considerare attualmente resta quello legato alla legislazione: “Un veicolo senza conducente non può muoversi legalmente sulle strade pubbliche, a eccezion fatta per alcuni Stati dell’America come il Nevada, per esempio – continua Sapet – comuque sono convinto che questo cambierà. Abbiamo già una decina di navette, sia pienamente funzionali o in fase di test su vari siti, tra cui università, centrali elettriche e siti industriali. È un importante campo di pratica per noi, prima di fare il salto sulle strade pubbliche. Spero con tutto il cuore che lo Stato francese prenda l’iniziativa sul tema e autorizzi prove in alcune regioni su strade pubbliche”.

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