Art Hotel Gran Paradiso di Sorrento, l’albergo-museo che tutti aspettavamo

Dormire in un museo oggi si può, un museo tra le comodità di un albergo; a realizzare questo sogno è l‘Art Hotel Gran Paradiso di Sorrento: 100 camere per 100 artisti nella zona più panoramica della città, il Paradiso dell’arte unito alla mirabilia del paesaggio. 

La struttura è nata nel lontano 1970 dalla famiglia Colonna; oggi il visionario Mario insieme ai figli Alberto ed Ignazio, gestisce quello che è a tutti gli effetti un museo a cielo aperto e stanze chiuse: installazioni, quadri, fotografie, sculture, dal giardino, percorrendo le scale dell’albergo e nelle stanze, il cliente può lasciarsi sorprendere dall’esclusività dell’opera e dalla possibilità unica di vivere l’opera stessa e goderne per sé soltanto. Sembravano scene da film mentre oggi divengono realtà all’Art Hotel Gran Paradiso, l’esperienza dell’hotellerie e la grande passione per l’arte contemporanea della famiglia Colonna vi accompagneranno in un viaggio unico ed indimenticabile.



Da amateur, Mario Colonna nel ’74 mancando per un soffio l’acquisto di un capolavoro di Francis Bacon in una Londra fumosa, diviene un appassionato collezionista d’arte contemporanea e l’Hotel viene trasformato in Art Hotel Gran Paradiso nel 2008 inaugurando un progetto davvero unico chiamato 100 al cubo: 100 camere, 100 artisti e 100 anni. 

Sono tutte camere allestite e pronte all’esibizione, gli artisti coinvolti arrivano dai più importanti panorami d’arte contemporanea nazionale ed internazionale, tra loro Claudio Parmiggiani, Friedensreich Hundertwasser, Fabio Mauri, Giulia Piscitelli, Mimmo Paladino…

Un progetto di mecenatismo e una collezione permanente tra le più grandi in Italia e soprattutto “da vivere” singolarmente; nessun museo potrà offrirvi questa immensa possibilità, la fortuna di dormire ai piedi di un Takeo Hanazawa, o di contemplare per una settimana intera un Hundertwasser. 

E’ esattamente di fronte all’Art Hotel Gran Paradiso che l’artista Lello Lopez vive, ai Campi Flegrei, luogo dove trova costante ispirazione, l’heimat tanto ricercato. 
Nella stanza 121 ci regala i disegni dei pavimenti calpestati da bambino, le mattonelle delle case vissute da ragazzo con i genitori, anche i limoni riportati in bianco e nero sulle pareti della camera sono il frutto del suo materiale mnemonico. 

Per Lello Lopez, classe 1954, il passato ci sfiora sempre, l’inizio torna a toccarci, è una spirale raccolta che raccoglie gli oggetti del passato pronti per essere rivissuti e usati per una nuova opera che intitola “Memorie” (2016).

opera di Lello Lopez, stanza 121


E’ di Sasà Giusto la stanza delle “chiavi”, l’opera concettuale e minimale che riporta disegni di ogni tipo di chiave, di ogni forma, con etichetta e numero di camera, infilate in un portafoglio, chiavi d’auto e antiche chiavi da portone, chiavi sospese nel vuoto e chiavi inserite nelle serrature, pronte ad aprire chissà quale porta, chissà quali altre stanze. Una ricerca concettuale legata all’attività che la ospita. 

Carmine Rezzuti porta in stanza i rami e i pezzetti di legno recuperati dal mare, assemblati e colorati con i toni della natura. Messi così in fila sulla parete sembrano lasciare un messaggio…a voi decifrarlo. 

Nella stanza 127 potrete dormire con i figli di Mario, il proprietario, si perchè Martin Maloney ha ritratto la sua progenie con la tecnica della bad art, tratti volutamente grezzi ma dal dettaglio esplicativo, uno sguardo stanco, un sorriso celato, sono i 5 ritratti che vi accompagneranno, giorno, e notte. 

Claudio Parmiggiani lo scoprirete nella 130, con delle piccole-grandi opere; un numero più in là e arriverete al primo amore di Mario Colonna, Friedensreich Hundertwasser, scoperto ad una mostra a Bruxelles. 

opera di Julia Krahn

Julia Krahn, artista sensibile, porta il fondale marino sulla terra con un resto raccolto dal Vesuvio. 

Da questo pezzo ha lasciato colare una striscia di ceramica bianca, sottolineando il contrasto di colori anche sulle pareti immerse nell’azzurro turchese di un mare e di un cielo surreali, dove la materia si fonde e si confonde. 

Personale rappresentazione della natura e dei suoi 4 elementi di Wattanachot Tungateja, artista tailandese; per gli amanti della Pop Art le avventure di Paperino, Pluto ed Hello Kitty in un’esplosione di colore di Angelo Volpe; Salvatore Manzi ci porta in un’immersione desertica, in contemplazione avvolti dalle note calde dell’arancio e dei rossi. Unico segno di umanità, le tende beduine, ma non ci è dato sapere se siano abitate oppure no.

Opera di Serse Roma, stanza 213


Nella camera 213 la matita è protagonista, i disegno di Serse Roma sono onirici e grandiosi come la Luna che rappresenta nella faccia che mostra, e astratti nelle canne di bambù che si riflettono sull’acqua. Perfetti come una fotografia. 

Daniela Morante – La stanza della quieta Esistenza 
Una meravigliosa serenità si è impossessata di tutta l’anima mia , simile a questo dolce mattino di primavera che mi godo con tutto il cuore. Sono solo e gioisco della mia vita in questo luogo che è stato creato per anime come la mia. Sono così felice, mio caro, talmente immerso in questo sentimento di quieta esistenza, che la mia arte ne soffre. Non potrei disegnare ora nemmeno un tratto, eppure mai come in questi momenti sono stato pittore più grande.” J.W. Goethe, I dolori del giovane Werther 

E’ con questa citazione che si apre la stanza di Daniela Morante, artista per cui la cromoterapia assume un significato importante. Dal soffitto scendono righe di colore e piccoli pezzetti di specchi che riflettono la luce che entra dalle finestre. Sono le sfaccettature del mondo, quelle esterne che si riescono a vedere solo quando “ci si avvicina”, e “ci si avvicina” solo con il cuore, questo lo spiega grandiosamente Goethe nel suo lavoro più grande. 

opera di Giulia Piscitelli, il Tempio di Hera

Giulia Piscitelli 

Ospite 
In questo spazio anonimo 
disfati del peso della tua valigia
spogliati
distenditi sul letto 
guarda nel vuoto
e troverai la terra
del Tempio di Hera
 

Il tempio di Hera, moglie di Zeus a cui fu omaggiata la Basilica di Paestum, è riportato in blu e oro sul soffitto della stanza; un invito dell’artista a lasciare fuori dallo spazio i pesi della vita, ad essere centrati e a lasciarsi trasportare dalla luce che viene dall’esterno.

Maurizio Elettrico 
Il Fellini della pittura, Maurizio Elettrico, arricchisce la stanza dell’Art Hotel Gran Paradiso con personaggi immaginari, onirici e fantastici. I simboli disegnati a mano libera sui muri sono ripresi a creta in decori nobili e suggestivi; dai cerchi di plexiglass colorato frasi latine “Deus est Motus” (Dio è movimento).

Elfi, Ufo volanti, draghi sputafuoco, maestose fenici accompagneranno i vostri sogni più belli…o i vostri peggiori incubi. 

opera di Donatella Spaziani


Donatella Spaziani ha dato ben da lavorare anche a tutto il team dell’Art Hotel: una stanza che fuoriesce dal contesto e si differenzia da tutte le altre per colore, fantasia, concetto. 
La Spaziani l’ha letteralmente arredata con una carta da parati rossa da cui spiccano argentee rose. L’effetto optical prosegue sul pavimento con delle maioliche bianche e rosse con dei soli al centro e, composta in una cornice, la figura (o)scura di una donna che pare riposare. Shhh…

Luisa Terminiello 
Una delle poche fotografe coinvolte nel progetto, Luisa Terminiello porta una raccolta di scatti in bianco e nero dove il volto si nasconde, da maschere, maxi foglie, indumenti e grandi recipienti colmi d’acqua. E’ l’espressione del volto a mancare, ma non quella del corpo. 

Imma Indaco
E’ nelle radici che si trova la vera bellezza, così sembra dire sottovoce l’artista che collega i codici del dna alle infinite intersezioni di una lavorazione ad uncinetto. E lo fa a matita con una cura quasi maniacale su dei semplici fogli che non hanno bisogno di altri imbellettamenti. 

opera di Nicola Gobbetto



Nicola Gobbetto 
E’ alla fiaba di “Biancaneve e i sette nani” che si rifà questa foresta fatta di mattonelle colorate. 
Sono le prime traspiranti create da una fabbrica del nord italia, acquistate ben 10 anni fa. 
Una frase impera alla testa del letto “Stay Beautiful”, speriamo per i prossimi 100 anni ma con un principe già accanto!

Takeo Hanazawa 
Da lontano un’onda di Hokusai, le stesse delicate tonalità dei bianchi e dei blu, avvicinandosi scopriamo invece che la composizione è formata da teschi innevati, che ricorrono anche sui frutti ancora appesi agli alberi che spuntano dalle pareti. Una metafora della vita a cui nulla può sfuggire, soprattutto la morte. Ma questi toni pastellosi sembrano comunicarci che l’accettazione è l’unica via per la felicità, chissà che anche questa stanza porti nella notte degli splendidi consigli. 

opera di Takeo Hanazawa

L’arte per lo spirito si fonde all’arte culinaria all’Art Hotel Gran Paradiso, il Tonì Restaurant offre un menù che canta tutte le succulenti prelibatezze della gastronomia locale, dalla mozzarella con la lacrima ai grandi limoni rugosi della Costiera. Potrete godere di un panorama unico dalla collina affacciati sul grande terrazzo del ristorante e abbracciare, come un’opera d’arte, il tramonto che vi saluterà ogni sera.

L’ospitalità tipica partenopea la vivrete anche alle “Colline di Sorrento”, tappa immancabile della città, accompagnati da un’ospitale famiglia che vi racconterà l’affascinante e duro mondo delle limonaie. Anche questo paesaggio lo si vive come immersi in un profondo quadro, tra agrumi profumatissimi e nostalgici ricordi. 

L’Art Hotel Gran Paradiso offre un soggiorno autentico, unico, incomparabile; accontenterà gli amanti dell’arte e avvicinerà i neofiti; cullerà la vista con il placido mare e lenirà lo spirito dei più inquieti. Sarà divertente scegliere ogni volta una nuova stanza tra le 100 e scoprire, come un libro aperto, l’artista e la sua opera d’arte da vivere.

Art Hotel Gran Paradiso 
Sorrento in Via Catigliano, 9
Telefono +39 081 807 37 00 – Fax: +39 081 878 35 55
E-mail: [email protected]

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