Attilio Fontana, Never again Kabarett

Incontro Attilio Fontana, all’ Ellington Club, di venerdì, infatti sta per iniziare le prove per lo spettacolo della sera. Lo abbiamo conosciuto come cantante e Teen Idol negli anni 90’, per poi farsi notare come un attore veramente completo e re dei musical, insomma come ce ne sono pochi in Italia.

Come tutti gli artisti ha sofferto delle chiusure dovute alla pandemia e così adesso ha deciso di buttarsi in questa nuova avventura con uno spettacolo di cabaret a Roma assolutamente da non perdere, formato da sedici artisti, che intrattengono e stupiscono il pubblico a rotazione.



Cosa mi racconti di questa nuova esperienza?

Questa è un esperienza work in progress, nel senso che è uno spettacolo molto particolare. La storia della mia partecipazione a quest’idea nasce forse dal periodo del lockdown, momento in cui ho conosciuto Vera Dragone e l’Ellington club. Avevo la necessità di registrare un disco acustico e così ci siamo incontrati artisticamente. Vera è proprietaria insieme ad Alessandro Casella di un mondo fantastico, in quanto la prima volta che vi ho messo piede mi sembrava di essere in una scena di “C’era una volta in America”.

E com’è nata l’idea dello spettacolo?

È nata la scorsa estate; per due ore Vera mi ha parlato della sua idea dello spettacolo, nata insieme alle altre due interpreti Camilla Nigro e Miriam Gaudio. Voleva mettere insieme una serie di performer ed artisti, cosa che poi ha fatto curandone la regia. Ha creato una sorta di manifesto della libertà artisticа, dopo che siamo stati intrappolati dentro delle gabbie claustrofobiche e lo siamo ancora per certi versi.

Quindi l’idea finale era quella mettere insieme degli artisti, e come degli spettri inquieti poter abitare il palco regalando la nostra arte.

Insieme a noi ci sono anche tanti altri performer come Giuditta Sin.

Canto anche delle cover, che non è una cosa che faccio solitamente, tranne che a “Tale e Quale” ovviamente, ed in più propongo anche dei brani miei.

Siamo una sorta di nave sogno approdata al Pigneto.

Hai sofferto parecchio tu personalmente come artista per le chiusure?

Si, forse perché sono inquieto, e l’inquietudine mi porta a fare questo spettacolo, perché la mia vita è il palcoscenico.

Ci hanno messo: mascherine, distanziamento, plexiglass, sono tutte cose che remano contro l’empatia dal vivo, che è il mio nutrimento, soprattutto per me che in questi ultimi anni ho vissuto di teatro e musica dal vivo che sono le cose che amo di più fare.



A che ora inizia lo spettacolo?

Lo spettacolo inizia alle 21,30 e v avanti fino a mezzanotte, sono due ore piene, insomma una bella tirata, però siamo tanti ed abbiamo una band dal vivo di musicisti che è straordinaria, e la cosa che amo in assoluto nell’esibirmi qui è l’amore per l’arte che abbiamo tutti quanti. Siamo nell’era dei numeri, ecco noi non sopravviviamo per i numeri ma per la passione. Ci stiamo conoscendo e mescolando gradualmente, qui all’Ellington ci sono una serie di alchimie a cui sono sempre affezionato.

Stiamo vivendo un momento privilegiato rispetto a certe zone dell’Europa, come lo vivi questo momento di incertezza?

Voglio rimanere ottimista, anche perché ho combattuto con l’informazione sin dall’inizio, in quanto esercita un pressing davvero importante sulle persone.

Non entro in merito del buono o del cattivo, preferisco rimanere in una terra di mezzo e combatto con la mia positività.

Crediti:

Foto: Massimo Insabato

Location: Ellington Club Roma

Artists: Attilio Fontana con Vera Dragone e Giuditta Sin e con Camilla Nigro e Miriam Gaudio (interpreti dello spettacolo Never Again Kabarett)

Press: Ufficio Stampa Fabi Savona

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