Botox: nuovo alleato della sessualità maschile

È ormai assodato che sempre più uomini ricorrono al Botox e a confermarlo sono proprio i dati, che negli ultimi anni ci mostrano un’inversione di tendenza. I maschi che si rivolgono ai centri specializzati per eseguire trattamenti col Botox superano di gran lunga il sesso femminile. I numeri a riguardo ci dicono che le donne che richiedono trattamenti di medicina estetica sono il 74% contro l’85% degli uomini, numero che sembra destinato a crescere visti i numerosi benefici dimostrati dall’uso di Botox come “booster” della vita sessuale. Di questi recenti studi e possibili applicazioni nel prossimo futuro ne parliamo con il Dott. Nicola Macchione, urologo dell’ospedale San Paolo di Milano.

Courtesy of Nicola Macchione

Di cosa parliamo esattamente quando usiamo il termine botox?

Per Botox intendiamo la forma commerciale e purificata della neurotossina A del “clostridium botulinum”, germe appartenente alla famiglia del tetano, gram + e che produce spore. È la proteina più tossica ad oggi conosciuta, con una dose letale molto bassa, ma per fortuna termolabile (si distrugge con il calore).

Data la sua tossicità, come mai la si usa in medicina?

Il meccanismo d’azione che viene sfruttato in medicina é la capacità di tale tossina di causare una paralisi muscolare. La tossina botulinica, agisce a livello della giunzione neuro-muscolare (dove nervo e muscolo si connettono) inibendo il rilascio da parte della terminazione nervosa di acetilcolina, un “messaggero” del nervo che dice al muscolo di contrarsi. Questo determina un “rilassamento” delle fibre muscolari, e quindi la scomparsa delle famose rughe.

Oltre alle rughe, sembra che il botox sia un vero e proprio aiuto anche per migliorare la vita sessuale di noi uomini, è così?

Come spesso accade in medicina, una molecola trova quasi sempre più campi di applicazione, infatti si cerca di sfruttare il suo meccanismo d’azione in tutte quelle condizioni in cui una riduzione della contrazione delle fibre muscolari può tornare utile. Sono tanti gli studi eseguiti per dimostrare l’azione del Botox, quando usato per i genitali maschili.

Raccontaci nel dettaglio..

Uno dei campi in cui sembra essere di particolare beneficio é quando utilizzato per il trattamento dell’eiaculazione precoce. Infatti in un recente studio, eseguito su un campione di 70 pazienti, eseguendo un trattamento iniettivo con la tossina botulinica a livello dei muscoli bulbospongiosi (responsabili del riflesso eiaculatorio) questi ottenevano un aumento dei tempi di eiaculazione ( IELT – tempo di latenza eiaculatoria intravaginale). Tali dati sono apparsi subito incoraggianti tanto che altri studi simili sono in corso per offrire un ulteriore opzione terapeutica per il trattamento dell’eiaculazione precoce.

E per quanto riguarda il deficit erettivo?

Anche in questo caso é ormai dimostrato in diversi studi l’efficacia dell’uso del botox nel deficit erettivo. Il razionale di tale utilizzo sta nel fatto che il “rilascio” delle fibre muscolari lisce del tessuto dei corpi cavernosi causa un aumento dell’ apporto di sangue al pene, migliorando così la qualità dell’erezione. Nel prossimo futuro potrebbe rappresentare un’ulteriore linea terapeutica per la disfunzione erettile.

In quali altri frangenti si può utilizzare il botox?

Ad esempio nelle problematiche che affliggono lo scroto. Più noto come “scrotox”, si tratta di un trattamento chirurgico che prevede l’iniezione della tossina botulinica a livello del muscolo responsabile della contrazione testicolare, ovvero il cremastere. La prima esperienza clinica, che diede il via a questo trattamento risale al 2011, quando tale procedura venne eseguita in un ragazzo affetto da dolori testicolari , non responsivi ad altre terapie, legati all’ipercontrazione del cremastere. Da allora, oltre che per motivi funzionali, tale trattamento viene eseguito anche per motivi “estetici”, per ridurre il tono del cremastere, e permettere ai testicoli di non risalire nella cavità addominale. La ragione estetica sta nel fatto che tale condizione determina un apparente aumento di volume scrotale. Un effetto analogo lo si ottiene anche per il pene.

In quale modo questo trattamento può migliorare le dimensioni del pene?

In realtà si tratta di una condizione analoga, ma si agisce su di un sito differente. In un recente studio infatti é stato dimostrato, che iniettando botox a livello della fascia dartoica peniena (fascia sottocutanea fibromuscolare che avvolge il pene) si riduce il livello di retrazione peniena in stato di flaccidità. Questo, determina un apparente aumento di dimensioni dell’organo nello stato di riposo. Esistono infatti situazioni (stress, freddo, esercizio fisico) dove il riflesso di retrazione peniena é molto spiccato, determinando una erronea percezione delle dimensioni del pene e quindi discomfort. Pertanto tale procedura é di particolare interesse per tutti quei pazienti che soffrono da “sindrome dello spogliatoio”.

L’effetto è temporaneo? Ci sono controindicazioni particolari?

Si, l’attività della tossina botulinica a livello della giunzione neuromuscolare è reversibile. Gli effetti da Botox, sono limitati nel tempo. Dipendono dalla dose e dal sito di iniezione mentre gli effetti collaterali riportati in tutti gli studi sono pochi e rari. Sono tutte operazioni ambulatoriali, quindi non prevedono un ricovero. Dopo il trattamento non bisogna osservare particolari precauzioni.

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