Cinecult: Lawrence Anyways eil desiderio di una donna di Xavier Dolan

Un vero mélo in piena regola, tempestoso, carnale, sanguigno come si conviene alla migliore e più nobile French Attitude al cinema. Presentato al Festival di Cannes nella sezione ‘Un certain regard’, distribuito da Movies Inspired e realizzato nel 2012 dal golden boy canadese della scena cinematografica internazionale Xavier Dolan, regista di film come ‘Mommy’ e ‘Juste la fin du monde’ approda sugli schermi italiani ‘Lawrence Anyways’ tornando a sollevare dubbi, interrogativi e riflessioni sul tema dell’identità di genere, in un dramma romantico ambientato negli anni’80/90. “Sono gli anni in cui l’omosessualità e l’ambiguità cominciano a infrangere le barriere e a superare la crisi dell’AIDS, un’epoca ideale quindi in cui ambientare questa storia”. Una storia epica e miracolosa di una ‘transizione’ da un sesso all’altro, esperienza struggente e romantica di uno scrittore e professore di letteratura, Laurence Alia (un grandioso Melvil Poupaud) legato sentimentalmente a Frederique-Fred Belair (un’intensa e viscerale Suzanne Clément già vista in un altro film di Dolan ‘J’ai tué ma mère’). Quando a trent’anni appena compiuti Lawrence le rivela la sua volontà di cambiare identità sessuale, inizialmente Fred è travolta da mille dubbi, ansie e pensieri, si sente persa, poi scioccata e infine instaura un dialogo nuovo con il nuovo Lawrence che nel frattempo, vittima dei pregiudizi perde il lavoro di insegnante e viene rifiutato dalla società e dalla famiglia, persino brutalmente picchiato nei bar. La madre di Lawrence Julienne (Nathalie Baye) fatica molto ad accettare la diversità del figlio, cerca di razionalizzare, a tratti è lucida e spietata e a tratti lo riconduce a sé. Amore e odio dividono Lawrence, Fred e sua sorella Stéphanie (Monia Chokri), personalità forte e onnipresente nel film che fra inquadrature perfette e un gusto estetico di rarefatta eleganza lascia un segno e scandaglia l’intimità dei personaggi fino alle viscere. Preziosa la palette dei colori pastello che assume una valenza simbolica anche per i protagonisti del film. Suggestiva la scena del gran ballo in cui Fred si presenta avvolta in una cappa Haute Couture di Yves Saint Laurent, per rivelare un rutilante fourreau gioiello. ‘Lawrence mi ricorda la mia infanzia ma non certo nel senso che ero o sono insoddisfatto della mia identità-osserva il regista-mi ricorda l’epoca in cui prima di diventare un regista dovevo diventare un uomo ed è un omaggio alla storia di un amore impossibile, ambizioso, sconfinato che solo il cinema e i libri sanno mostrare”.

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