Come è cambiata la vita di un lavoratore in smart-working?

Lavorare da remoto prima del 2020 sembrava un sogno destinato a pochi eletti, fatto di sveglia tardi al mattino, pigiama comodo tutto il giorno e poca pressione da parte dei supervisori. Una volta che il lavoro da remoto è diventato una realtà per tantissime persone abituate in ufficio, tuttavia, sono emersi tanti altri aspetti che forse non erano mai stati considerati prima. In questa riflessione cercheremo di analizzarli tutti cercando di capire come è cambiata davvero la vita di un lavoratore in smart-working

Lo smart-worker è felice di stare a casa?

Prima di passare al vivo di questa riflessione vorremmo riprendere l’analisi condotta dal Sole24Ore da cui emerge che, effettivamente, le persone gradiscano di più il lavoro da casa per una serie di ragioni. In primo luogo perché possono dormire almeno mezz’ora in più al mattino ma anche perché dispongono di una miglior gestione del tempo e di vicinanza alla vita domestica. Per questo le persone si sono avvicinate ad attività dimenticate da tempo come sistemare armadi e sgabuzzini disordinati o rinnovare l’arredo ormai vecchio e consumato. 

Altri hanno migliorato il riposo e la beauty routine, mentre altri ancora dichiarano di poter trascorrere più tempo ad occuparsi di attività libere, come cucinare sano, passeggiare con il cane o vivere più da vicino la crescita dei bambini. L’altro lato della medaglia, tuttavia, riguarda la sensazione di sentirsi in prigione, di sedere per molte ore su sedie non adatte al lavoro da ufficio e di dover gestire situazioni imbarazzanti in video chiamata per via dei familiari che interrompono o figurano in video generando l’ilarità dei colleghi. 

Il lavoro tra chiamate su Zoom e video skills tutte da apprendere

Tra i cambiamenti a cui le persone hanno dovuto abituarsi c’è l’utilizzo di prodotti software multimedia per la gestione del lavoro e di quelli dedicati alle riunioni online. Oltre alle famose “call su Zoom e su Skype” si sono diffuse a macchia d’olio anche le analisi dei rendimenti o la formazione interna in video, ovvero distribuita via web direttamente dal PC. 

È per questo che anche i meno avvezzi alla tecnologia hanno dovuto prendere dimestichezza con strumenti nuovi, utili a gestire il lavoro e l’apprendimento. Ad esempio, attraverso l’utilizzo di multimedia software che permettono di registrare lo schermo e di editare video registrazioni in modo intuitivo e gratuito. In pratica stiamo parlando di prodotti software multimedia che permettono di agire sulle riunioni Skype o Zoom, di registrare lo schermo e di creare anche video tutorial per allievi e corsisti. 

Difatti non bisogna dimenticare che, ad oggi, più della metà della formazione in Italia sta avvenendo online e, quindi, chi necessita di creare corsi guidati, soprattutto legati ad aspetti molto tecnici, ha trovato in questo genere di multimedia software un’importante ancora di salvezza per gestire nuove moli di lavoro. 

La vita è peggiorata o migliorata con lo smart working?

Quindi la vita di un lavoratore in smart-working non è migliorata o peggiorata ma, semplicemente, cambiata. Difatti ai vantaggi derivanti dallo stare in casa e dal sentirsi più riposati si sono unite moli di lavoro diverse, che riguardano per lo più l’utilizzo di multimedia software e il portare a termine mansioni da svolgere in digitale. Anche le chiamate su Skype e le riunioni online possono diventare grande motivo di stress, se non vi è una gestione accorta della durata e, soprattutto, della cadenza a cui i lavoratori sono sottoposti. 

Infine un dato interessante che riguarda i cambiamenti sociali rispetto alle persone passate al lavoro da remoto riguarda la consapevolezza di sé. In pratica è stato riscontrato come il continuo vedersi riflessi su uno schermo abbia accentuato le insicurezze estetiche sul proprio volto. È per questo che molte cliniche specializzate in chirurgia plastica affermano di aver vissuto un incremento di richieste per piccoli ritocchini estetici su zampe di gallina e rughe di espressione. 

Difatti la vita prima della pandemia di questi lavoratori li buttava la mattina presto nel bel mezzo del traffico cittadino, in un ritmo in cui vi era molto poco spazio per la cura personale. Al contrario vedersi ripetutamente ripresi da una video camera e proiettati su uno schermo ha aumentato le insicurezze e la voglia di prendersi cura di sé migliorando la beauty routine e l’alimentazione. 

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