Contrastare l’ansia usando il CBD

Negli ultimi anni di attacchi di ansia sono diventati un problema molto grave per tantissime persone, perché a quanto risulta da alcuni studi circa il 25% della popolazione a causa dello stress e dello stile a cui sono costrette li ha riscontrati almeno una volta nella vita. 

Secondo lo studio del progetto europeo ESEMeD, gli attacchi di ansia cronica coinvolgono il 2% della popolazione in paesi come Francia, Italia, Germania Belgio Spagna e Olanda, con un trend pericolosamente in ascesa.

A livello clinico vengono proposte molte soluzioni per questo tipo di problematica, alcune coinvolgono psicoterapia e meditazione, altre sono più indirizzate verso un approccio farmacologico. Anche il CBD contenuto nella cannabis light, però, può essere notevolmente di aiuto per il contrasto di situazioni di ansia e stress permanenti. Purtroppo la legislazione italiana è un po’ confusa ed è necessario fare chiarezza sulla normativa in merito alla canapa legale che puoi leggere qui.

Che cos’è l’ansia

Di solito si utilizza in maniera impropria questo termine per indicare una condizione di paura e agitazione generalizzate che portano all’impossibilità da parte di un soggetto di svolgere in maniera normale le proprie funzioni.

È uno stato di agitazione che coinvolge anche fenomeni fisici come respiro affannoso, nausea, sudorazione, accelerazione del battito cardiaco, la sensazione di vertigini ed una diffusa secchezza della bocca.

Secondo studi clinici, situazioni di questo tipo sono molto frequenti per una considerevole fetta della popolazione europea, che tocca quasi 2,5 milioni di soggetti, che spesso riportano il continuo susseguirsi degli attacchi di ansia, anche non giustificata. 

Questa si manifesta cioè anche quando sembra non esserci una diretta fonte di stress ed è quindi molto complicato agire eliminando il problema all’origine. L’ansia, infatti si autoalimenta se non viene affrontata alla radice, diventando un meccanismo distruttivo e che porta alla ricerca di vie di fuga non salutari.

Dalle statistiche risultano essere leggermente più colpite da queste tipologie situazione le donne, mentre i maschi di solito tendono a ricondurre questi sintomi a disturbi di altra natura come la depressione e la distimia sempre più frequenti soprattutto tra i giovani.

Quali sono le cause di ansia e stress

Non si può delineare un quadro unico del soggetto ansioso, ma molto spesso la situazione si manifesta per colpa dello stile di vita a cui si costretti, in particolare dalla costante presenza di cambiamento a cui ci si deve per forza adattare.

Di solito è piuttosto facile riuscire a riconoscere la fonte più evidente dei problemi, perché la situazione precaria, in particolare dal punto di vista lavorativo e sentimentale e lo stress correlato alla continua ricerca di nuovi posti di lavoro perché non si riesce ad ottenere un contratto a tempo indeterminato sembrano essere le fonti più diffuse.

C’è poi in generale un deterioramento dei rapporti sociali che impedisce a molti di trovare una valvola di sfogo fisiologica di favorire le normali funzionalità organiche che in condizioni ottimali allontanano il pericolo di attacchi di ansia.

Ci si può affidare al CBD per l’ansia?

Da molto tempo si stanno studiando cure farmacologiche e fitooterapeutiche poco invasive per trattare gli stati ansiosi, in particolare quelli frequenti e cronici. Gli esperti hanno riscontrato come l’impiego di cannabis light possa essere di ottimo ausilio nel caso di disturbi mentali non gravi, cioè quando lo stato non è considerabile patologico, ma potrebbe cronicizzarsi e portare a gravi conseguenze se non affrontato per tempo.

L’olio di CBD sembra questo momento un’ottima fonte di controllo per le manifestazioni somatiche dei disturbi legati all’ansia e allo stress, perché consente di rilassare la muscolatura e riordinare i pensieri, evitando che si possano manifestare le classiche situazioni di confusione e rush tipiche degli stati ansiosi.

Queste infatti di solito conducono ad una spirale discendente che può addirittura portare ad attacchi di panico e in molti casi a optare per soluzioni provvisorie molto dannose, come per esempio cercare di abbassare i livelli di ansia utilizzando l’alcool, che notoriamente non è una soluzione, ma una causa di ansia.

L’olio di CBD, assolutamante legale, contiene quantità variabili di cannabidiolo a seconda della tipologia e della lavorazione. Si tratta di un cannabinoide che è noto per non possedere proprietà psicoattive. Questo significa che differenza del più famoso THC, assumere il suo olio non comporta nessuna forma di sballo o di alterazione mentale. 

Il CBD va ad interagire con il cosiddetto sistema endocannabinoide umano, che è legato al fatto che la cannabis per millenni è stata parte dell’alimentazione e quindi ci siamo sostanzialmente adattati ai suoi principi attivi.

Nel sistema sono presenti numerosi recettori che svolgono funzioni regolatorie per quanto riguarda gli equilibri del sistema nervoso e muscolare, senza però indurre stati di coscienza alterata. Si tratta di molecole in grado di legarsi al CBD e di essere sostanzialmente attivate dalla sua presenza.

In particolare sarebbero due specifici recettori cioè il CB1R e il 5-HT1A quelli interessati all’effetto del cannabidiolo, da quanto risulta da uno studio condotto dall’università di San Paolo in Brasile.

La ricerca medica si è concentrata principalmente sullo studio del recettore 5-HT1A, che è coinvolto in stati di depressione. Questo è un regolatore di 3 specifiche sostanze, neurotrasmettitori necessari per il mantenimento dell’equilibrio mentale di un soggetto. Nella fattispecie si tratta di dopamina, noradrenalina e serotonina.

Questi tre si trovano a volte chiamati con nome di neurotrasmettitori della felicità perché la loro alta concentrazione è correlata a stati di tranquillità e rilassamento.

Questi elementi sono alla base del contrasto degli accessi di ansia, perché riducono problematiche come il respiro affannoso e il battito cardiaco accelerato, che sono le basi meccaniche di questa situazione.

I vantaggi del CBD 

A quanto risulterebbe dagli studi dell’università di San Paolo, i due recettori sarebbero molto più sensibili al CBD piuttosto che ai farmaci SSRI, cioè gli inibitori selettivi del reuptake di serotonina, gli ingredienti degli psicofarmaci e degli antidepressivi di ultima generazione.

Nel 2006 il dipartimento di farmacologia e tossicologia dell’università di Bonn in Germania ha determinato la funzione allosterica negativa del CBD nei confronti dei recettori coinvolti nella dipendenza da sostanze stupefacenti.

In sostanza il cannabidiolo inibisce l’azione dei recettori μ-oppioidi e δ-oppioidi e la conseguente produzione di dopamina e serotonina in caso di assunzione di sostanze tossiche, riducendo quindi il desiderio e il craving che sono alla base della dipendenza da eroina. 

Trovare il CBD di qualità

Attualmente in Italia il CBD è disponibile in prodotti legali con concentrazioni di tetraidrocannabinolo pressoché nulle, principalmente su portali internet, che sono in grado di garantire qualità e filiera controllata. I canapai certificati, infatti sono alla base di un prodotto sicuro e a regola per il commercio e l’uso umano. 

Justbob.it è uno dei più famosi per distribuzione di prodotti contenenti cannabidiolo di qualità, con un controllo selettivo delle fonti e di tutta la trafila, sempre nel rispetto delle normative imposte dalla legge dello Stato italiano e dall’Europa, garantendo controllo, qualità e soglie di THC molto al di sotto della concentrazione massima.

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