DART lancia un nuovo format museale dinamico a Milano – Museo della Permanente “xx Il Grande 900 Italiano” e “I capolavori delle collezioni private”

L’arte ci insegna ad osservare e a trarre significato dalle cose, ci fornisce una chiave di lettura della società contemporanea e ci abitua a coltivare il pensiero critico.
Dopo un lungo periodo di stasi per il mondo dell’arte e dell’intrattenimento dal vivo, Milano riapre le porte del Museo della Permanente con una chiave rivoluzionaria, forgiata da Piergiulio Lanza e Riccardo Manfrin.
Si chiama DART (Dynamic Art Museum), l’ambizioso progetto che fa da ponte tra il mondo del collezionismo privato e il pubblico. Un nuovo format espositivo, capace di mettere insieme oltre 120 capolavori provenienti da collezioni private di tutto il mondo, altrimenti impossibili da scoprire, perché la maggior parte di esse vengono custodite gelosamente nelle case dei collezionisti o nelle safety house.

“Il ruolo del collezionista è fondamentale” racconta Piergiulio Lanza “perché i privati investono in catalogazione e restauro, e senza il loro contributo la maggior parte delle opere andrebbero perse di vista o rovinate”

Due piani, per due periodi storici di straordinario fervore artistico, ospiteranno dal 5 giugno al 1 agosto 2021 la mostra “XX – Il Grande 900 Italiano” con una selezione di capolavori di artisti tra cui Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Achille Perilli, e un’altra selezione di capolavori di maestri quali Caravaggio, Tiziano, Artemisia Gentileschi, Canaletto, provenienti da collezioni private prestigiose.

Attraverso una carrellata in compagnia di Pierluigi Lanza, scopriamo opere inedite o viste molto raramente, che ci restituiscono, in molti casi, un punto di vista inaspettato dell’artista, traendo dall’opera d’arte quell’impagabile senso di stupore.
Lo troviamo nelle terracotte di De Chirico, così distanti dall’immaginario collettivo dell’artista, eppure così importanti per comprendere il suo percorso: come l’Ippolito e il suo cavallo in terracotta che precede il famoso dipinto di quindici anni.

Un Boldini dal registro a tratti trasgressivo, nella sua rappresentazione di Donna sdraiata in lettura, la cui pennellata più violenta in alcuni punti, rende il senso della velocità e una visione insolita della sua opera.
Un’interessante sperimentazione materica di Piero Manzoni con delle Chiavi inglesi in olio e catrame su tela. Uno dei concetti spaziali di Lucio Fontana ancora soltanto dipinto su un piatto di ceramica.
Protagonisti di un periodo di grande effervescenza artistica e sperimentazione, che scopriamo essere stati influenzati, nei loro percorsi, da correnti lontane da quelle per le quali sono conosciuti, è il caso di un olio su tela astratto senza titolo di Enrico Castellani che pochi anni dopo si dedicherà con estrema precisione alle estroflessioni, per arrivare a un affascinante Achille Perilli nella sua versione più materica.

“Al piano superiore c’è la vera anima di Dart” spiega Piergiulio Lanza “sono pezzi iconici, assolutamente liberi da un percorso espositivo”
Un esemplare di Venere allo specchio di Tiziano; una straordinaria pala preparatoria per La Morte della Vergine Maria, in cui emerge la cucitura della tela e la concentrazione del dolore straziante di Maddalena; due interessanti ritratti di Caterina Sandella nelle diverse versioni di Tiziano e di Tintoretto.  

L’esposizione dinamica di Dart, oltre a prevedere l’arrivo continuo di nuove opere d’arte, durante i mesi d’apertura della mostra, ha in programma stimolanti incontri infrasettimanali con storici dell’arte che forniranno al pubblico, approfondimenti e chiavi di lettura inedite sulla vita degli artisti. Un invito a tornare più volte, per fruire appieno di un format costruito con la passione di chi l’arte ama condividerla, non semplicemente metterla in mostra.



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