Diego Armando Maradona: 13 frasi da ricordare del Pibe

Diego Armando Maradona, classe 1960, ci ha lasciati il 25 novembre 2020. Un mare di lacrime lo ha accompagnato nell’oltretomba. Era un semplice giocatore di pallone, dicono. No, Maradona ero lo sport, anzi un idolo, l’idolo della gente comune. Era un ragazzo povero definito da molti “disgraziato” diventato un idolo ed amato come un dio. Un uomo che ha fatto sognare tutto il mondo e che rimarrà per sempre nei cuori di tutti noi.

Ecco le sue frasi più celebri

13 frasi celebri di Diego Armando Maradona

  1. “Non ho toccato io quella palla, è stata la mano di Dio” (in merito al famoso gol durante i Mondiali Messico ‘86 nel match contro l’Inghilterra)
  2. “Se non sono felice dentro, non riesco ad essere un campione”
  3. “In campo non ci si batte con le armi, ma col pallone” (22 giugno 1986, partita dei Mondiali contro l’Inghilterra)
  4. “So di non essere nessuno per cambiare il mondo, ma non voglio che qualcuno entri nel mio per condizionarlo”
  5. “È fantastico ripercorrere il passato quando vieni da molto in basso e sai che tutto quel che sei stato, che sei e che sarai non è altro che lotta”
  6. “Io corro, io lotto, ma soprattutto dialogo con la palla per divertire la gente”
  7. “Se stessi con un vestito bianco a un matrimonio ed arrivasse un pallone sporco di fango, lo stopperei di petto senza pensarci”
  8. “Che significa Napoli per me? È la mia casa”
  9. Ho due sogni: il primo è giocare un Mondiale, il secondo è vincerlo (Giugno 1978)
  10. “Voglio diventare l’idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires” (5 luglio 1984, alla presentazione ufficiale allo stadio San Paolo, oggi stadio Diego Armando Maradona, davanti a 70.000 tifosi)
  11. “Sì, ho litigato col Papa. Ci ho litigato perché sono stato in Vaticano e ho visto i tetti d’oro e dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupava dei bambini poveri. Allora venditi il tetto amigo, fai qualcosa!” (9 novembre 1985, dopo aver sentito la messa in Vaticano)
  12. “Giocare senza un pubblico è come giocare all’interno di un cimitero” (16 settembre 1987 dopo la partita Real Madrid-Napoli a porte chiuse).
  13. “Io sono sinistro, tutto sinistro, di piede, di fede, di cervello”

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