Dietro le quinte della prima digital fashion week italiana: Andrea Pompilio

Gli stakeholder del Made in Italy raccontano il proprio approccio alla digitalizzazione della Settimana della moda  

Production & interview Alessia Caliendo

Ph Matteo Galvanone

Dopo varie esperienze con prestigiosi brand italiani e stranieri, come Alessandro dell’Acqua, Prada, Calvin Klein e Yves Saint Laurent, Andrea Pompilio, nell’ultimo decennio, si è impresso nell’immaginario collettivo della stampa italiana e internazionale come una delle realtà più innovative e ragguardevoli nel settore moda uomo. 

Parlaci del progetto visivo ideato per la prima Digital Fashion week Made in Italy e quali sono state le fasi di produzione.

Si tratta di un progetto che riguarda me stesso. Il lockdown mi ha portato a rivisitare tutto ciò che ho fatto finora affermandosi come un passaggio professionale ricco di introspettività.

This is not a fashion movie. This is Andrea Pompilio.

Pensi che tale rivoluzione digitale ,che ha reso la presentazione delle collezioni assolutamente mainstream, esplorando e promuovendo nuovi linguaggi visivi degni del più rivoluzionario film festival, possa segnare la fine degli eventi fisici?

E’ una valida alternativa per il momento che stiamo vivendo e in futuro credo fortemente nel ritorno degli eventi. I video possono creare grande enfasi ma presenziare alle sfilate non ha prezzo in termini emotivi. 

Quanto è cambiato il tuo mindset professionale Post Covid?

E’ cambiato tantissimo e nel movie tale trasformazione si percepisce. Il loop isterico che circondava le professionalità del sistema moda aveva bisogno di un respiro a favore di modalità più slow. 

Condividendo la nostra intimità, le nostre paure e anche la solitudine durante le fasi  di lockdown siamo stati i protagonisti di un livellamento sociale e di un cambiamento epocale.

Come ha reagito la tua vena creativa nell’immaginare un uomo post pandemico?

In realtà l’uomo post pandemico non si differenzia da quello precedente.

A livello stilistico il focus resta il ritorno al passato e alle mie origini come designer che rivivono in un melting pot di eclettismo italiano e senso di rinascita.

Se dovessi fare proiezioni per la prossima stagione quale sarebbe lo scenario in termini di comunicazione e vendita del prodotto?

Per quanto mi riguarda ho un canale di distribuzione personale (sito web e ecommerce) che non subirà cambiamenti essendo già ampiamente digitalizzato. Sperimentare nuove forme di comunicazione in chiave diversa è la mia prossima sfida e ci sto lavorando.

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