Dietro le quinte della prima digital fashion week italiana: Serdar Uzuntas

Gli stakeholder del Made in Italy raccontano il proprio approccio alla digitalizzazione della Settimana della moda  

Production & interview Alessia Caliendo

Ph Matteo Galvanone

Serdar Uzuntas, designer originario della città di Izmir, a seguito degli studi presso la Central Saint Martins di Londra ha lavorato alla creatività di alcuni marchi a Istanbul, ma è già dalla sua prima collezione che il suo eponimo marchio menswear viene selezionato e presentato a Pitti uomo e, a seguito, durante la Milano Fashion Week.

Parlaci del progetto visivo ideato per la prima Digital Fashion week Made in Italy e quali sono state le fasi di produzione.

Il messaggio del prodotto visivo realizzato trasmette un senso di pace e consapevolezza. Vale a dire che, nonostante tutto, siamo sopravvissuti e stiamo bene.  E’ la profonda positività a contraddistinguerlo come la felicità che esplode in ogni forma d’arte. Mi sento di invitare tutti a danzare con ottimismo senza rimpiangere la mancata presenza delle presentazioni e degli show.

Pensi che tale rivoluzione digitale , che ha reso la presentazione delle collezioni assolutamente mainstream, esplorando e promuovendo nuovi linguaggi visivi degni del più rivoluzionario film festival, possa segnare la fine degli eventi fisici

Gli eventi fisici si fonderanno con quelli digitali.  In questo momento però è davvero importante pensare alla tutela della nostra salute quindi ben venga l’utilizzo delle piattaforme digitali per promuovere il prodotto moda.

Quanto è cambiato il tuo mindset professionale Post Covid? 

La vita è una sola e dobbiamo avere cura di noi stessi. Il mio mindset creativo è stato pervaso dalla gioia di circondarsi dalla bellezza della ricerca. Il momento di progettazione è stato focalizzato sul creare una collezione semplificata al massimo, confortevole e sostenibile. 

Come ha reagito la tua vena creativa nell’immaginare un uomo post pandemico?

E’ un uomo che ama il lifestyle ed ha un approccio cosmopolita.

Il viaggio è nelle sue vene e la palette cromatica rispecchia tutti i luoghi che ho personalmente vissuto girando per il mondo.

Se dovessi fare proiezioni per la prossima stagione quale sarebbe lo scenario in termini di comunicazione e vendita del prodotto?

La tecnologia sarà più forte che mai e condizionerà il nostro lavoro nel bene o nel male. Ho una visione alquanto fantascientifica del prossimo futuro e, da amante del genere, non vedo l’ora che ciò accada.

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