La “Cultura Italiana” secondo Diss Gacha

Il mese di maggio è stato a dir poco esplosivo per Diss Gacha, che ha pubblicato il suo nuovo album Cultura Italiana Pt.1 e si è esibito sul palco del MI AMI Festival 2024.

Diss Gacha Cultura Italiana
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La stella ascendente Diss Gacha

Con un entusiasmo contagioso e la passione travolgente di chi crede davvero in quello che fa, il ventiduenne Diss Gacha ha “solamente” un paio d’anni di carriera alle spalle, ma la sua voce è già considerata una delle principali della sua generazione. Le fondamenta per il successo, d’altronde, ci sono tutte.

Gabriele Pastero si distingue per il suo talento nel maneggiare le rime e per essere riuscito a dar vita a un linguaggio originale e particolarissimo. Il suo stile e la sua presenza scenica sono davvero unici e la sua trasparenza gli ha permesso di circondarsi di una fanbase che lo ama e lo rispetta. Sono stati proprio i suoi “ballas” infatti ad averlo catapultato nel panorama musicale italiano contemporaneo, dopo aver reso virale su TikTok il pezzo Captato, che ottiene il disco d’oro nel 2023. Da quel momento Diss Gacha è cresciuto molto, riuscendo a delineare con sempre maggiore accuratezza i contorni del proprio personaggio e della propria musica.

Il suo secondo disco, Cultura Italiana Pt.1, rappresenta infatti l’intero mondo artistico e personale di Gacha. Anticipato dall’uscita del brano +++! a inizio anno, l’album è stato pubblicato il 31 maggio e costituisce il primo vero strumento di espressione personale dell’artista. “Italiana” è lo stile con cui Gacha propone un concetto speciale di “Cultura”, strettamente legato alla sua vita. Si tratta di una rivisitazione contaminata delle sue origini, profondamente influenzate dalla cultura contemporanea americana. Los Angeles, in particolare, è un po’ la sua seconda casa: è qui che ha lavorato all’album ed è questo l’origine del suo titolo di Principe del Mississippi. In questa Cultura Italiana Pt.1, l’America è testimoniata anche dalla presenza di cori gospel in diversi brani del disco e dal featuring con Wiz Khalifa in Mississippi Drive. La seconda collaborazione internazionale per Gacha, che segue Lamborghini Narcos con Lil Gotit del 2022.

Diss Gacha Cultura Italiana
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«In questo disco, ho cristallizzato alcune fasi importanti della mia vita e questo mi ha fatto stare bene, sono felice del lavoro svolto»

Nel post di Instagram con cui hai annunciato la pubblicazione di Cultura Italiana Pt.1, hai espresso un pensiero che ho trovato molto bello: «Forse un disco non cambierà il mondo, ma cambierà il Nostro di mondo, e quello di tutti quelli che hanno la fortuna di decidere di entrare in questo viaggio». Indipendentemente dall’effetto che i nostri progetti hanno sulle vite altrui, a volte è importante riconoscere il modo in cui in primis influenzano noi stessi e la nostra esistenza. Per cui la mia prima domanda è: quanto e in che modo questo album specifico ha influito sulla tua vita? Sia a livello personale che lavorativamente parlando.

Sicuramente tanto. A livello personale, questo disco mi ha accompagnato in una fase di crescita, ha coinciso con una serie di momenti significativi della mia vita durante i quali avevo più bisogno di esprimermi. Anche a livello lavorativo, questo disco ha rappresentato una crescita, perché avevo necessità di parlare di cose nuove, di esprimermi in maniera diversa rispetto a quanto fatto prima, mi sono sentito più pronto nel farlo. In questo disco, ho cristallizzato alcune fasi importanti della mia vita e questo mi ha fatto stare bene, sono felice del lavoro svolto.

«Mi sono sentito più tranquillo e più libero nel poter parlare di più di me»

Nella musica, secondo il tuo parere, gli album sono il modo migliore per riuscire a esprimersi appieno e instaurare un rapporto con la propria fanbase. È proprio ai tuoi fan, infatti, che dedichi Due minuti e 10, dove rifletti sull’importanza del riconoscersi veramente felici, nel momento in cui lo sono anche le persone che ami. Come è nato e cresciuto questo album?

Questo album è nato dall’esigenza di esprimermi maggiormente. Dal punto di vista produttivo Sala ha lavorato a suoni più innovativi, ricercati. Da parte mia c’è stata la voglia di raccontarmi un po’ di più, dopo che i miei fan hanno capito le mie prime cose. Mi sono sentito più tranquillo e più libero nel poter parlare di più di me. Sentivo che c’era il bisogno di dover parlare un po’ di più di me. L’idea di Cultura Italiana c’è dal 2019, abbiamo sempre voluto chiamare il nostro primo disco così. Abbiamo pubblicato più singoli, finché tutto è cresciuto passo dopo passo, anche grazie alle esperienze che abbiamo avuto la fortuna di fare e alle collaborazioni che abbiamo realizzato. Abbiamo guardato il nostro quadro e ci siamo detti che per la parte prima era tutto giusto, boom.

Cultura italiana è anche il titolo del primo brano del tuo primo album Cultura. Dal momento che la lungimiranza è un’attitudine che ti caratterizza e a cui tieni molto, mi chiedo: la scelta di intitolare il secondo album allo stesso modo di quel brano era nei piani sin dall’inizio o è qualcosa che è nato in un secondo momento? Qual è il legame (se ce n’è uno) tra i due titoli?

C’è sicuramente un legame, il brano Cultura Italiana è stata una sorta di anticipazione, in una chiave un po’ più gospel. Il testo è profondo e personale, parlo un po’ più di me. Non ce ne siamo accorti, perché è stato fatto in maniera naturale, ma quando è successo ci siamo detti: “Cazzo è tutto collegato, è incredibile”.

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«Abbiamo sentito che le cose che stavamo facendo erano giuste, avevano bisogno di quella conferma, eravamo nella settimana in cui usciva Cultura Italiana Pt.1»

A maggio ti sei anche esibito al MI AMI 2024. Ci racconteresti com’è stato e cosa ti sei portato a casa da quest’esperienza?

Era la prima volta al Mi Ami e mi è piaciuto veramente tanto. Era un pubblico diverso dal solito ed era molto interessato ad ascoltare la musica, anche se alcuni non mi conoscevano. Sono fiero e grato di aver inserito il coro gospel all’interno del live. C’è stata un’emozione assurda, la fanbase era carichissima, sono davvero felice di come è andata. Abbiamo sentito che le cose che stavamo facendo erano giuste, avevano bisogno di quella conferma, eravamo nella settimana in cui usciva Cultura Italiana Pt.1. Abbiamo sentito che eravamo nel punto giusto.

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«Anche se a volte possono sembrare più attraenti le situazioni al limite, quelle rischiose e ambigue, la verità è che tutti vogliono vivere bene e stare bene»

In un’altra intervista hai affermato di essere consapevole del peso che hai sulle spalle, della responsabilità legata all’impatto culturale che eserciti su chi ti ascolta. C’è qualcosa che vorresti trasmettere in particolare o un “segno” che vorresti lasciare con la tua musica?

Il segno che vorrei lasciare è quello di far stare bene sia me che le persone che ascoltano la mia musica… i fan, le persone che vogliono entrare veramente nel mio viaggio e quelle che mi stanno accanto, che sono le più importanti della mia vita. Mi piacerebbe anche essere un esempio per i nuovi artisti che arriveranno, che possano dire “Cazzo lui ha sempre creduto in quello che voleva” e che seguano il fatto che noi non abbiamo mai droppato, ma abbiamo sempre fatto musica per noi. Spero di lasciare una traccia positiva nel mio mondo e in tutte quelle che ci vogliono entrare. Anche se a volte possono sembrare più attraenti le situazioni al limite, quelle rischiose e ambigue, la verità è che tutti vogliono vivere bene e stare bene.

Ultima domanda. Credi molto (e giustamente) nell’importanza del riconoscere le peculiarità di ogni artista, affinché venga spinto proprio per le sue caratteristiche e non lo si riduca a diventare uno dei tanti che hanno un successo momentaneo perché seguono il gusto o il trend del momento. Quali sono le tre caratteristiche che meglio definiscono e distinguono Diss Gacha?

Credo molto nel riconoscimento delle caratteristiche peculiari di ogni artista, quelle che lo differenziano. Non sarò mai favorevole ad uniformarmi, la cosa più bella è portare la musica nel mainstream e non fare musica per il mainstream. Le tre caratteristiche che distinguono il mio progetto sono le sporche, che mi caratterizzano tanto; poi la seconda caratteristica è l’attitudine, la positività, e la terza è quella di fare ciò che ci piace, non necessariamente secondo la tendenza del mercato attuale, anche andando un po’ controcorrente.

Jacket Avirex
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Quest’estate Gacha porterà dal vivo le nuove canzoni con Cultura Italiana Summer Tour, passando dai principali eventi live estivi come il Nameless Festival (15 giugno) e il Red Valley Festival (17 agosto).   

Credits

Photographer: Nico Gulino (1st, 2nd, 4th, 5th photo) – Giovanni Zanotto (3rd photo)

Stylist: Francesca Cavalcanti

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