Drinking Bio: sai che c’è di nuovo

“Il futuro del vino cambia direzione”. Potrebbe iniziare così un viaggio attraverso le novità del biologico in fatto di drinks e distillati, che sempre più assurge a trend per i consumatori, soprattutto i più giovani e in cerca di nuove tendenze. A conclusione della mostra Live Wine tenutasi a Milano a febbraio di quest’anno, si può affermare il grande successo ottenuto da vini e birre biologici. La richiesta di questi prodotti, oltre che dall’Italia, viene soprattutto da Germania e Stati Uniti e, anche se il prodotto è leggermente più caro rispetto ai vini tradizionali, i risultati di vendita sembrano non scoraggiare le aspettative. Le regioni più alla avanguardia nella viticoltura Bio sono la Sicilia, la Puglia, la Toscana, seguite dalla Calabria, con i vini di Cirò aiutati dal terreno fertile dal quale, ai tempi degli antichi greci, si ricavava il vino da offrire ai vincitori delle olimpiadi. Le aziende che hanno deciso di investire in questo settore, avvalendosi di enologi esperti, si sono trovate, nonostante i dubbi iniziali, a farla da padroni sul mercato mondiale. L’Italia infatti è fra i primi produttori di vino biologico a livello internazionale. Sicuramente una svolta importante è dettata dalla tendenza del momento riguardo al mangiar sano, all’importanza del cibo veg e, in fatto di bere, dalla necessità di lavorare sulle questioni solfiti, mosti concentrati e additivi. Oltre alle grandi aziende, ci sono tanti piccoli produttori che, con impegno e pazienza, stanno ottenendo dei validi risultati, offrendo varietà di vitigni diversi dai soliti cabernet, merlot, chardonnay, imprenditori che presentano uve autoctone, che “parlano” della terra e del suolo da cui nascono.
Questi piccole realtà si stanno affermando anche sulla birra, che sempre al live wine quest’anno ha visto il trionfo del birrificio artigianale Baladin, fondato da Teo Musso. All’ultima edizione hanno partecipato 257 aziende, testimonianza, oltre che di grande interesse verso la materia prima, di inventiva, qualità e fantasia. La vasta geografia birraria vede Lombardia, Trentino e Veneto, oltre alle Marche, nelle prime posizioni in fatto di realizzazione. Sostenibilità e legame con il territorio sono le armi vincenti dei nostri distillati. Tornando fra le viti, un vigneron di nicchia è l’azienda siciliana Alice Bonaccorsi, che produce vino Bio con certificato ICEA alle falde dell’Etna, mentre le cantine Nicosia sempre vicino al vulcano affrontano le etichette Bio vegan. La cantina Di Cato produce vino Bio sulle colline di Vittorito, in provincia dell’Aquila e il suo fiore alla occhiello è un ottimo Montepulciano. Per quanto riguarda la birra, è d’obbligo un assaggio della Wayan di Baladin, in provincia di Cuneo, o un sorso di una birra di Eko’, birrificio specializzato in birre di puro malto. Dalle prealpi bellunesi arriva invece il progetto Ofen, birra distribuita con parsimonia e prodotta con materie prime provenienti da circuiti equo-solidali. Anche i primi erboristi a Milano hanno iniziato a commercializzare questo tipo di prodotti.
Cheers, eco.



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