Festa del Cinema di Roma, 14° edizione

Anche quest’anno dal 17 al 27 ottobre all’Auditorium Parco della Musica va in scena la 14° edizione della Festa del cinema di Roma. Tra Roma e il cinema esiste un connubio indissolubile fin dagli inizi del ‘900, quando nacque la CINES, prima casa di produzione cinematografica italiana. Da allora, con la presenza di diversi studi di produzione ne fa la mecca di registi e produttori di tutto il mondo.

La natura dell’appuntamento romano è, infatti, nella sintesi tra una programmazione di qualità e una fruizione popolare: bambini e ragazzi delle scuole, giovani in fila per gli incontri con attori e registi, famiglie che condividono il piacere di un film per tutti.

Vi sono professionisti che verificano le tendenze del settore, studenti e studiosi che scoprono qui le opere più innovative, tanti che affollano il red carpet, uno dei più suggestivi al mondo, per applaudire le star e strappare un autografo, insomma persone di tutte le età, cultura ed estrazione sociale. Questo week- end proprio sul red carpet gli ospiti sono stati tanti, anzi tantissimi. Ho avuto modo di parlare proprio con Ron Howard, regista di Pavarotti, il film documentario che racconta vita e retroscena, con il suppporto di Nicoletta Mantovani vedova del tenore.

Quando gli domando se fosse la sua prima volta al festival mi dice con rammarico di si, in quanto tante altre volte avrebbe dovuto esserci ed invece alla fine non è riuscito per motivi di lavoro. Ci tiene a sottolineare la sua vicinanza alla famiglia, quindi la voglia ed il dovere di essere presente alla proiezione.

Tanti se lo ricordano come Ricky Cunningham della fortunatissima serie televisiva “Happy Days”, beh di strada ne ha fatta il ragazzo. Tra gli altri ospiti super attesi ci sono stati i protagonisti di “Downtown Abbey” che dalla serie ne hanno tratto un film, molto suggestivo il red carpet che con centinaia di figuranti in costume rigorosamente anni 30’ ci hanno riportato indietro nel tempo.

Il regista Michael Engler non si è sentito di fare l’intervista in italiano, anche se avrebbe potuto, ma per pudore di sbagliare ha preferito proseguire in inglese. La sua vicinanza con il bel paese è davvero forte, infatti i suoi studi cinematografici li ha svolti proprio a Roma, ed ogni occasione di vacanza per lui è sempre una buona occasione per tornarci. Per Michael infatti essere nella città eterna a presentare il suo film con un connubio di arte e storia pensa essere l’occasione perfetta.

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