Fotografia d’autunno

Vivian Maier

Se a primavera fioriscono le rose si potrebbe quasi dire che d’autunno fioriscono le mostre. Di fotografia. Nella stagione del foliage vanno in scena, nel Bel Paese, tre esposizioni tra le più interessanti in circolazione, assolutamente da visitare durante una gita fuori porta o un lungo weekend.

Vivian Maier: Nelle sue mani
All’Arengario di Monza arriva Vivian Maier, la fotografa bambinaia che ha rivoluzionato il concetto di street photography. La rassegna, visitabile fino all’8 gennaio, seleziona oltre 100 scatti tra le migliaia che ci ha lasciato in eredità questa vorace, ma fino alla sua morte sconosciuta, artista, molte delle quali finora mai esposte in Italia. Dalle immagini in bianco e nero a quelle a colori, passando per le pellicole 8mm, Maier indaga tra le vite che passano e si muovono intorno a lei, con un occhio attento e uno spirito curioso. Per saperne di più sull’esistenza della tata americana c’è il documentario, Alla ricerca di Vivian Maier, realizzato da John Maloof, agente immobiliare che comprò casualmente 120 mila negativi andati all’asta a causa delle gravi difficoltà economiche in cui versava la fotografa prima della morte.
www.arengariomonzafoto.wordpress.com

Henri Cartier Bresson – Fotografo
Sempre a Monza, alla Villa Reale, arriva uno dei più grandi maestri della fotografia, Henri Cartier Bresson. 140 scatti che ripercorrono la sua arte, capace di cogliere la contemporaneità delle cose e della vita. “Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge – spiegava il Maestro – In quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale”.
La mostra sarà aperta fino al 26 febbraio 2017.
www.villarealedimonza.it

Rodrigo Pais – Abitare a Roma, in periferia
Il fotografo italiano Rodrigo Pais analizza la capitale italiana, testimoniando non solo un periodo storico dal punto di vista dello sviluppo urbano, ma analizzandolo nelle trame più sottili. La sua fotografia, realizzata con Leica o Rolleiflex, è la rappresentazione di una realtà cruda e diretta, che restituisce all’osservatore l’identità di una città che si trova nei volti della gente, nei luoghi e nei paesaggi in cui abitano. L’esibizione è organizzata in tre sezioni. La prima, affidata all’architetto Stefano D’Amico, ricostruisce lo sviluppo edilizio pubblico e privato, con i suoi difetti e pregi, a partire dagli anni ’50, con il Piano INA-CASA. La seconda, illustra le lotte per il diritto alla casa di una popolazione emarginata, in una situazione abitativa costituita da baracche precarie realizzate con materiali di fortuna, fino ad arrivare ai movimenti più consapevoli e organizzati da enti come il Sunia. La terza sezione è riferita al sociologo Franco Ferrarotti che, fin dagli anni ’70, si è occupato delle periferie di Roma, andando ad abitare per un certo periodo in una baracca al Borghetto Latino.
Museo di Trastevere fino al 13 novembre 2016
www.museodiromatrastevere.it

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