Franck Mesnel e Eden Park: 30 anni di sfide

Segni particolari: un papillon rosa. Un piccolo talismano di eleganza e di libertà creativa che da trent’anni è il simbolo e il logo di Eden Park il brand francese che deve il suo nome allo stadio di rugby di Auckland, in Nuova Zelanda, un vero e proprio tempio del rugby ed è giocato sui valori dello sport della palla ovale e su due capi icona: la maglia di Jersey dei rugbisti glamourizzata e il blazer formale. Oggi Eden Park guidato da Franck Mesnel che l’ha fondato nel 1987 insieme al suo socio Eric Blanc quando erano ancora studenti, è presente in 34 paesi del mondo con oltre 530 negozi dei quali 188 all’estero ed è in piena espansione. Per i suoi 30 anni il brand lancia anche una capsule collection di capi che rievocano le sue radici e rivisitano in chiave lifestyle le grafiche dello sport anglosassone per antonomasia. Manintown ha incontrato a Roma il presidente di Eden Park Franck Mesnel qualche ora prima di un match di rugby disputato nella capitale.

Come ha vissuto i suoi primi 30 anni in Eden Park e da dove nasce la sua passione per la moda? Questo brand è stato grande scommessa. Sono sempre stato appassionato di rugby e mi sono dedicato a varie attività fra le quali la pubblicità prima di decidere di mollare tutto e imbarcarmi in questa avventura che mi ha dato finora grandi soddisfazioni. Ho studiato per 7 anni Architettura ed è forse dai miei studi che ho attinto il desiderio di cimentarmi in qualcosa che unisse moda e sport, la filosofia di vita del rugby basato sulla disciplina e il rigore grafico sia dello sport che applicato al nitore delle linee dell’architettura. Facciamo grande ricerca di nuove tendenze soprattutto in Giappone ma anche a Londra, New York, Milano e Copenhaghen. Siamo molto dediti alla qualità dei nostri capi che in parte produciamo con tessuti italiani.

Qual è il suo rapporto con l’Italia? Ottimo, ammiro molto gli italiani per la loro bellezza e innata eleganza, usiamo tessuti italiani di Albini per le nostre camicie ultra ricercate e abbiamo due showroom, a Milano e a Catania con l’obbiettivo di aprire una boutique nel futuro proprio a Milano.

Ha delle icone maschili a parte i campioni di rugby? Il rugby ci fornisce i valori ai quali ispirarci: ‘Ubbidire per imparare a disubbidire’ è il nostro motto. L’adrenalina è molto importante nel nostro lavoro ma a parte questo ci piace l’idea di essere sempre più francesi nel futuro: il gentleman francese ha uno charme sbarazzino e un filo rétro come quello di Jean Paul Belmondo e Jean Dujardin. E’ pensando a loro e al french flair che rinnoveremo il concept dei nostri negozi.

Quali sono le sue passioni maschili? Ho sempre amato pilotare aerei ed elicotteri, il vento mi dà energia e mi spinge a fare sempre meglio. Trovo stimolante volare non per sentirmi dominante ma per la libertà che questo comporta. Amo anche andare in bicicletta e praticare lo spinning in palestra più volte alla settimana.

Il capo must del suo guardaroba? Una camicia col doppio collo che mi dà la sensazione di un foulard avvolgente, in generale amo i capi sovrapposti.

Un luogo fisico e un luogo dell’anima: Come ho detto andare ad alta quota mi fa sentire vivo e più creativo, mi dà adrenalina a livello fisico. A livello emotivo mi piace ritagliarmi momenti di solitudine assoluta per dedicarmi a me stesso. Il tempo per sé stessi è diventato un vero lusso e se fossi in un’isola deserta vorrei portare con me solo una matita e un taccuino per poter disegnare in libertà, oggetti, capi di vestiario, nuove idee. Non è il massimo?

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