Gli artisti under 35 da tenere d’occhio

La curiosità spinge l’essere umano a percorrere nuovi sentieri: ciò, ovviamente, è valido anche per gli artisti. Quando decidono di esprimersi esplorando diversi media, vivono davvero in modo creativo. Perché anche nella vita quotidiana quando decidiamo di sperimentare, ad esempio, nuovi comportamenti per migliorare la qualità della nostra esistenza o comunichiamo in modo efficiente, pensiamo davvero. Ecco, il pensiero è anche la matrice dell’arte. Dal logos interiore incessante di alcune brillanti menti, noi di Man in Town vi presentiamo la new generation di artisti italiani che dovete assolutamente conoscere.


Luca Bosani, performer e investigatore del reale


La tua formazione? 

Nel 2009 mi sono diplomato presso il Liceo Scientifico Tecnologico, Ettore Majorana di Rho. Successivamente, nel 2012, ho conseguito una Laurea Triennale in Design degli Interni, presso il Politecnico di Milano. Nel 2013 ho frequentato la Foundation in Slade School of Fine Art di Londra e nel 2014 ho conseguito il Higher National Certificate in Fine Art presso il Kensington & Chelsea College di Londra. Nel 2015 ho frequentato il corso di Storia dell’Arte Contemporanea / Performance presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e infine nel 2017 ho conseguito un Master in Performance (Contemporary Art Practice), presso il Royal College of Art di Londra.

Progetti in cantiere?

Una live performance personale presso la San Mei Gallery a Londra a inizio Novembre 2020 e una performace collettiva presso l’Interior and the Collectors a Lione a Ottobre.
Inoltre, sto organizzando ‘NON-OBJECTS’ collettiva presso la galleria del Morley College a Londra, alla quale prenderanno parte artisti quali Rosie Gibbens, Tamu Nkiwane, Victor Seaward. Poi qualcosa di forte in Italia di cui non posso ancora rivelare i dettagli.

Cosa ascoltavi da piccolo e crescendo?

Da piccolo ascoltavo le parole del mio professore di filosofia, da grande ascolto il mio istinto.

Regista, attore e attrice preferiti?

Kim Ki Duk, Rodolfo Valentino, Hari Nef

Pittore, scultore, architetto preferito?

Artemisia Gentileschi, Louise Bourgeois, Bruno Munari

Descrivi i diversi media che esplori, La sua Evoluzione stilistica e verso dove stai andando?

Partendo dalla performance, esploro, confondo e combino pittura, scultura e design della moda. La mia evoluzione stilistica è evoluzione di senso. Nelle forme e nei colori che sperimento, racchiudo idee e concetti che non si possono esprimere altrimenti. Dove sto andando? Dove altri non osano andare.

Perché sei un artista?

Ritengo che la parola artista non sia la più accurata per descrivere ciò che sono. Troppo carica e abusata. Preferisco ‘investigatore del reale’ o ‘esploratore di senso’. Non sono ciò che faccio ma credo fortemente in quello che sono. Rispondere al perché sono quello che sono è ardua impresa, certamente non posso essere altro.


Tommaso Ottomano, director e musicista


La tua formazione?

Sono autodidatta, ho imparato attraverso la sperimentazione, prima con la musica e poi con il video. Ho sempre preferito fare ricerca e “studiare” da solo senza per forza ricevere l’insegnamento di qualcuno. Credo che la scuola sia sicuramente un valore aggiunto ma non indispensabile. 

Progetti in cantiere?

Sono costantemente a lavoro su più progetti. A parte quelli che mi danno da vivere, questi ultimi 2 mesi mi sto muovendo per iniziare la produzione di due progetti personali che diventeranno poi delle video installazioni e che vorrei proporre l’anno prossimo.

Cosa ascoltavi da piccolo e crescendo?

Ho sempre ascoltato solo buona musica, di ogni genere, grazie soprattutto a mio padre. Sono cresciuto con dischi Dylan, Pink Floyd, Battisti, Battiato, Lolli, Velvet Underground, Beatles, Nick Drake… e continuo a scoprire nuove cose al loro interno. Negli ultimi anni invece sto facendo molta ricerca fra i nuovi artisti, soprattutto esteri, ma sono fan davvero di pochissimi artisti moderni.

Regista, attore, attrici preferiti?

Domanda a cui non posso dare una risposta definitiva perchè cambio costantemente idea a seconda dei giorni. Oggi direi David Lynch, John Malkovitch, Mariangela Melato, ma domani sicuramente ne direi altri. 

Pittore, scultore, architetto preferito?

Dali, Canova, Nanda Vigo


ANKKH, duo artistico composto da Kristofer ed Ektor, visual artists, Dj e performance art.


La vostra formazione?

La nostra formazione è iniziata dal momento in cui ci siamo incarnati su questo piano terrestre, abbiamo sempre avuto la passione per l’arte e lo spettacolo, con una sensibilità elevata abbiamo compreso prematuramente il nostro estro creativo. L’adolescenza l’abbiamo passata frequentando il liceo artistico per poi laurearci all’Accademia di Belle Arti di Bologna in pittura e arti performative. Ciò che più ci ha permesso di comprendere chi siamo è stato l’apprendimento delle discipline spirituali e olistiche (meditazione e rituali), il viaggio iniziatico a Londra e i clubs, lavorando per la scena underground di musica elettronica.

Progetti in cantiere?

Sono diversi i prossimi progetti essendo poliedrici: scatteremo con degli artisti dalle frequenze simili alle nostre, che esplorano varie tecnologie odierne, dalla 3D Art alla scultura futuristica con materiali inusuali. Uno di loro sarà _VVXXII. Nel frattempo ci stiamo focalizzando sulla musica che ci porterà ad esibirci live tra qualche mese. 

Cosa ascoltavi da piccolo e crescendo?

Da piccoli ascoltavamo il cantautorato italiano, così come le icone del rock e del punk, affascinati da quelle figure eccentriche e folli, come David Bowie e Peaches. Ora invece viaggiamo nella wave contemporanea hyper pop, avant music, gender fluid come Arca, Dorian Electra, FKA twigs, Ashnikko, Sophie, ShyGirl, Tommy Cash. Siamo amanti della techno e dell’acid house, genere che suoniamo, come Kettama, Zora Jhones, Bryan Kessler.

Descrivete i diversi media che esplorate, la loro evoluzione stilistica e verso dove state andando?

Abbiamo iniziato dipingendo a quattro mani, opere ad olio su pannelli di legno, e nel frattempo abbiamo imparato a cucire comprendendo il valore della moda, fino a scoprire la performance art che racchiudeva al meglio tutte le nostre qualità ed interessi. Così abbiamo portato il pennello dalla tela ai nostri visi, sviluppando il make up e diventando noi stessi i personaggi dei nostri quadri. Ora stiamo affinando l’aspetto musicale che completerà la rappresentazione totalitaria di quello che è il nostro concetto di esibizione live.

Pittore preferito?

Alex Grey, Alesandro Sicioldr, Agostino Arrivabene, HR Giger, Erial Ali.

Perché siamo artisti?

Siamo artisti perché abbiamo imparato ad incanalare l’arte e diventarne portatori, vogliamo utilizzarla come mezzo espressivo per poter sensibilizzare le persone, in particolar modo le nuove generazioni. L’arte permette di mostrare altri modi di essere, di comunicare dei messaggi, nostro caso sono improntati sul risveglio della coscienza. Siamo artisti perché non potremmo essere altrimenti ed il mondo ha bisogno di arte libera. Gli umani devono comprendere al meglio l’utilizzo della creazione, intesa sia come opera materica che di trasmutazione interiore.

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