Hollywood celebra l’Oscar della denuncia e dei colpi di scena

Si è svolta l’altra notte all’insegna della doppia G, glamour e gaffe, l’ottantanovesima edizione degli Oscar hollywoodiani. La sfarzosa e un po’ insolita cerimonia dominata dai colpi di scena si è svolta al Dolby Theatre di Los Angeles in un’atmosfera rutilante ma anche di denuncia. Il presidente Donald Trump non si è fatto vivo né sul red Carpet né alla cerimonia di premiazione: forse un gesto politico? Ai posteri l’ardua sentenza. Intanto la serata presentata da Jimmy Kimmel che per l’incarico prestigioso ha percepito un compenso astronomico di 15 mila dollari si è svolta non senza sorprese. Infatti il film La La Land distribuito in Italia da Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema e vincitore di 7 Golden Globe e di 6 Oscar dei quali miglior regia (Damien Chazelle), migliore fotografia (Linus Sandgren), migliore attrice protagonista (una smagliante Emma Stone) migliore scenografia (Sandy e David Wasco) migliore colonna sonora (Justin Hurwitz) e miglior canzone (City of Stars, di Justin Hurwitz) per un disguido dovuto alla consegna della busta sbagliata è stato per errore annunciato come premio Oscar per il miglior film che invece è stato poi attribuito a Moonlight. Il film di Barry Jenkins distribuito in Italia da Lucky Red si è aggiudicato ben tre statuette fra le quali quella per il miglior film prodotto da Adele Romanski, Dede Gardner e Jeremy Kleiner, quella per la miglior sceneggiatura non originale attribuito a Barry Jenkins e Tarell Alvin McCraney e quella per il miglior attore non protagonista consegnato a Mahershala Ali. La Lucky Red di Andrea Occhipinti ha festeggiato oltre all’uscita di Moonlight in oltre il doppio delle sale, ben 140 schermi superando di gran lunga le aspettative, anche per l’Oscar al miglior film straniero a un’altra pellicola distribuita da Lucky Red e cioè ‘Il Cliente’ di Ashgar Farhadi il cineasta iraniano che ha conquistato la sua seconda statuetta. In reazione alla posizione xenofoba del governo Trump di fronte alla questione dell’immigrazione, Farhadi non ha ritirato il premio personalmente motivando così la sua scelta:“E’ un grande onore vincere questo premio per la seconda volta” – ha dichiarato per via indiretta – “Ringrazio i membri dell’Academy, la mia troupe, i miei produttori. Mi dispiace non esserci. La mia assenza è dovuta al rispetto verso i miei concittadini e gli abitanti degli altri sei paesi a cui una legge disumana ha impedito l’ingresso negli Stati Uniti. Dividere il mondo tra ‘noi’ e i ‘nemici’ crea paure, e produce una giustificazione ingannevole per la guerra. Il cinema può catturare le qualità degli uomini, combattere gli stereotipi e creare un’empatia tra gli esseri umani che oggi serve più che mai”. E se il premio Oscar come miglior attore protagonista è andato a Casey Affleck per ‘Manchester by the sea’ della Universal Pictures e prodotto da Matt Damon, quello per la migliore attrice non protagonista se l’è accaparrato la meravigliosa Viola Davis, grande e sensibile interprete del film ‘Fences (Barriere)’ distribuito anch’esso da Universal Pictures. La geniale Colleen Atwood si è confermata come la migliore costumista per ‘Animali fantastici e dove trovarli’ distribuito per l’Italia da Warner Bros.Pictures mentre il bel film di Mel Gibson con protagonista il talentuoso Andrew Garfield ‘La battaglia di Hacksaw Ridge’ distribuito da Eagle Pictures e Leone Film Goup ha portato a casa 2 statuette quella per il miglior montaggio (John Gilbert) e l’Oscar per il miglior sonoro attribuito a Kevin O’Connell, Andy Wright, Peter Grace e Robert Mackenzie.

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