Intervista a Sergio Ruggeri, il bullo di “Baby 2”

Sergio Ruggeri, è la new entry della seconda stagione della fortunatissima serie Netflix “Baby”, ovvero Vittorio, il bullo del liceo. Che cosa hanno in comune Sergio e Vittorio? Davvero nulla, lui, bellissimo venticinquenne romano è un vero bravo ragazzo che ti sorprende per la sua estrema educazione. Insomma, questo è solo l’inizio, lo rivedremo presto sul silver screen.

Come sei entrato a far parte della seconda serie di Baby per Netflix?

La serie di provini a cui sono stato sottoposto è stata lunga, infatti mi avevano già visto per la prima serie, poi ovviamente le cose vanno come devono andare e in quel caso la fortuna non è stata a mio favore. Per la seconda stagione le cose son andate diversamente ed è così che son diventato Vittorio.

Il tuo rapporto con la moda è cambiato dopo essere entrato a far parte nella serie più fashionable che abbiamo in Italia?

Posso dirti che mi appassiona tantissimo il mondo della moda, ambiente di cui ero solo spettatore prima, invece, ora essendo curioso per natura amo vedere il cambiamento e l’evoluzione del settore. Per adesso faccio i miei abbinamenti al meglio, poi avendo suscitato l’interesse di diversi brand tutto diventerà più facile.

Raccontami del momento più esilarante del set di Baby

Al di la del set, in primis dovrei dirti proprio il momento del provino, in quanto i due registi che sono Andrea De Sica e Letizia Lamartire, non ti chiedono di portare esattamente il copione, anzi ti lasciano la libertà di improvvisare. E questo non avere troppe indicazioni ti lascia lo spazio di fare qualsiasi cosa pur di convincerli che sei tu la persona giusta. Invece come scena recitata, senza dubbio la festa di Halloween, che si è svolta in un castello, ed eravamo veramente in tanti, tutti truccati e vestiti fino a notte fonda. È stato davvero magico.

Sei il bullo della scuola, ti è mai capitato nella vita reale di assistere a qualcosa di simile?

Nella serie il mio personaggio è davvero una persona orribile che punta l’attenzione sul terribile fenomeno del bullismo, per fortuna non ho mai dovuto assistere né come vittima né come carnefice a qualcosa di simile. Conoscendomi se mi capitasse non starei a guardare, anzi cercherei di aiutare il più debole.

Che tipo di attore sei? Hai fatto studi o è tutta farina del tuo sacco?

Inizialmente sono stato autodidatta, però per svolgere questo mestiere bisogna avere il maggior numero di strumenti possibili per andare avanti, infatti quando non sono impegnato a girare studio. Frequento una scuola di allenamento, dove mi sento libero di esprimermi al meglio e credo mi stia aiutando tantissimo.

Quanto sei consapevole dell’essere “gnocco” e quanto pensi ti possa aiutare nel tuo lavoro?

Non voglio essere ipocrita, quindi posso solo dire di essere riconoscente ai miei genitori per il lavoro svolto! Però allo stesso tempo so che questo è solo il biglietto da visita, poi ognuno di noi ci deve mettere del suo per portare avanti l’azienda.

Che cosa ti rende più felice?

I rapporti stretti con le persone che mi circondano, ho una comitiva di amici non numerosissima, ma contano davvero molto per me. E poi anche in famiglia so che quando ho bisogno posso contare su tutti. Non posso non dire però che amo viaggiare, infatti ho fatto un road trip a piedi in Malesia per un mese l’estate scorsa, solo uno zaino da quindici kg e due amici, ho avuto modo di visitare dei luoghi incredibili.

Invece che cosa ti fa arrabbiare maggiormente?

Mi altero per le questioni di principio, soprattutto con le persone che non mantengono la parola o ancor peggio, quando si prendono troppa confidenza e risultano maleducate.

Crediti foto: Ernesto S. Ruscio/Getty Images for Netflix

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