Jessica Winter, Pregoblin e altre magnifiche stranezze

Se doveste formare una band, che nome scegliereste? Sicuramente, a meno che non si tratti di una band Black metal, tutto ma non Pregoblin. Eppure la stramba scelta si è da subito rivelata vincente: quando, anni fa, leggevo questo nome tra quelli delle band inglesi emergenti era l’unico che mi rimaneva veramente impresso. Il mistero Pregoblin era infittito da uno scarnissimo profilo Facebook corredato solo da una foto sbiadita e rovinata di una bambina che sembrava esser stata presa da una lapide di campagna abbandonata alle intemperie e all’incuria. Nessuna ulteriore informazione se non altre enigmatiche foto-collage prive, apparentemente, di un senso logico. Poi, improvvisamente, nel 2019, il debutto con il singolo più accattivante e bello di quell’anno acclamato dalla critica specializzata, “Combustion”.

Scoprii che la band era formata da due componenti: l’affascinante Alex Sebley, un vero dandy Baudleriano di periferia completamente immerso nella creatività poetica e nei fumi dell’oppio e Jessica Winter, stupenda con i suoi occhiali da vista retrò e il suo look così (per fortuna) distante dai banali e scontati canoni estetici della scena musicale underground. Entrambi provengono da precedenti ed illustri collaborazioni con artisti come Fat White Family, Gorillaz e The Horrors.

Dopo l’esordio con “Combustion”, i Pregoblin sfornano una manciata di brani. Quattro, per l’esattezza. Quattro gemme, tra loro assai diversi ma ugualmente impeccabili nella loro scrittura di cristallino e strambo pop d’autore. L’ultima uscita è la meravigliosa e sognante “Snakes and oranges”, piccolo capolavoro pop con un ritornello che ti entra in testa e non ti esce più.

Dal canto suo Jessica Winter inizia parallelamente una carriera da solista in cui la sua angelica voce viene subito magistralmente messa in risalto nel suo brano di debutto “Sleep Forever” del 2019. Seguono una serie di singoli che vanno poi a formare il mini-album di 5 canzoni “Sad Music”. Le sonorità rimangono pop ma, rispetto ai Pregoblin, gli arrangiamenti sono più sofisticati e le atmosfere teatrali.

L’ultimo singolo di Jessica è “Psycho” canzone dall’incedere epico e misterioso, accompagnato da un video particolarmente eccentrico ed inquietante.

Jessica e i Pregoblin sono un’adorabile anomalia composta da ingredienti spesso volutamente (e solo apparentemente) sgangherati ed improbabili ma sempre attraversati da una vera vena poetica intrisa di meravigliosa malinconia che con orgoglio si contrappone allo scontato, sfavillante e artefatto panorama musicale contemporaneo. Per queste ragioni vi consiglio di scoprire la loro musica e di innamorarvene: non ve ne pentirete.

Ecco l’intervista che abbiamo fatto a Jessica Winter in cui ci racconta come si sono formati i Pregoblin e il perché della scelta dello strambo nome, dei suoi problemi di salute che non l’hanno mai abbattuta e altre stranezze…


Ph: NAN MOORE

Ciao Jessica, intanto grazie di questa intervista per i lettori di MANINTOWN! Ci racconti come hai conosciuto Alex Sebley e come è nata l’idea di formare i Pregoblin e perché avete scelto questo nome per la band?

Io e Alex ci siamo conosciuti su Facebook – lui stava promuovendo a un concerto di Harry Merry e io sono una grande fan di Harry. Per com’è fatto lui, Alex aveva creato l’evento, ma non il link per comprare i biglietti. Io gli ho inviato un messaggio per comprare un biglietto e da li’ ci siamo messi a chattare. E’ strano perché successivamente abbiamo scoperto di essere entrambi di Hayling Island; un’isola al largo di Portsmouth. Abbiamo scelto PREGOBLIN perché dovevamo fare un concerto ma non avevamo ancora un nome. E’ iniziato come come scherzo, ma poi ce lo siamo tenuti. Il Pregabalin è una medicina che cura la dipendenza da eroina, ma agisce anche contro il dolore cronico. Quindi abbiamo quel farmaco in comune.

Definite vostra musica come “weird pop”. In effetti è difficilmente catalogabile. È molto fruibile ma, allo stesso tempo, sembrerebbe non voler essere mainstream. Cosa ci dici al riguardo?

Alla gente piacciono le sfide.



Ti ho sempre ammirata per il modo del tutto naturale in cui non hai mai fatto mistero di un tuo problema fisico dovuto ad una displasia dell’anca. Ci racconti il tuo rapporto con questa malattia e se ha influito sulla tua carriera artistica?

Ho vissuto molti lockdown nella mia vita in ospedale. Ho trascorso sei settimane alla volta stesa sulla schiena incapace di muovermi dalla vita in giù e questo ha probabilmente influenzato la mia etica del lavoro. Sono molto grata di aver potuto fare della musica la mia carriera e lavoro sodo quando sto bene abbastanza per farlo. Non mi lascio stressare e sono felice di poter condurre attività come camminare, stare all’aria aperta e più in generale essere viva. La vita e’ un grande privilegio e temo sempre l’improvviso che ci possa essere tolta da un momento all’altro..

Avendovi visti più volte dal vivo trovandovi sempre fantastici, mi ha sempre molto intrigato la presenza scenica che trovo originalissima e fuori da ogni cliché: la tua voce unica, il tuo look, il tuo muoverti in scena sembrano sovvertire quelli che sono gli stereotipi di una frontwoman. Cosa ne pensi di questa osservazione e ti piace esibirti?

Grazie! Ad essere sincera non ci ho mai pensato molto. Mi esibisco nel modo che mi e’ più comodo. Amo danzare, mi e’ sempre piaciuto… sul palco non sento più il dolore… dev’essere l’adrenalina. Ne pago il prezzo il giorno successivo, ma in quei momenti ne vale la pena. Mi piace intrattenere e dare un po’ di gioia a chiunque mi guardi. Penso che in qualsiasi cosa sia importante non prendersi troppo sul serio!

È uscito da pochissimo il tuo ultimo bellissimo singolo “Psycho” accompagnato da un video molto affascinante e abbastanza inquietante. Ce vuoi parlare di come è stato realizzato?

Questa canzone e’ nata in un contesto sterile. La Warp Publishing mi corteggiava e mi aveva offerto di partecipare a un ritiro di scrittura di una settimana. Ogni giorno avrei incontrato una persona nuova: alcuni erano produttori, altri artisti, altri scrittori e alla fine di ogni giorno dovevo scrivere una canzone nuova . L’intera cosa mi pareva cosi’ repellente che DOVEVO farla. Al terzo giorno avevo imparato a gestire l’ansia di dover conoscere gente nuova e mi avevano assegnato Bobby aka S Type e un artista chiamato LYAM. Entrambi si rivelarono fantastici: trascorremmo la giornata a scrivere una canzone che, ricordo, era piuttosto bella, ma poi YAM dovette andarsene. A me e Bobby rimanevano due ore, per cui iniziammo una jam session…. 2 ore dopo PSYCHO era nata. Era successo tutto cosi’ rapidamente che non avevo pensato potesse essere un buon brano. L’anno dopo l’abbiamo ripresa in mano entrambi e abbiamo pensato “e’ bella”, cosi’ ho fatto una vera e propria registrazione e ho chiamato Gam dei SWEAT per avere l’accompagnamento delle corde ed era fatta. C’e’ da dire che quando crei qualcosa cosi’ alla leggera, senza pensarci troppo, o darci troppo peso, hai meno probabilità di rovinarlo.

Quando è prevista l’uscita del tuo album solista?

Sto ancora decidendo. Per ora sto solo scrivendo scrivendo scrivendo. Tuttavia adoro gli EP: una piccola raccolta di canzoni, non poche, non troppe.

Quali sono i tuoi rapporti con la mitica scena di South London? Ci sono degli artisti o gruppi con i quali ti senti più in sintonia?

La ’South London Scene’ – ci sono cosi’ tante scene nel sud di Londra, ma credo che tu di riferisca a quella che fa capo al Windwill. Credo che sia merito di Tim Perry di aver creato una comunità li’. Invita sempre gruppi di generi differenti. Mi ha appoggiato sia come solista che con PREGOBLIN e trova sempre modi nuovi perché la gente si ritrovi insieme. L’ho incontrato circa un mese fa per strada e benché la musica live sia stata bandita quest’anno, mi parlava di voler fare una space opera e chiamare diversi musicisti di band differenti per quella serata. Lo adoro!

Qual è il tuo background musicale e cosa ascolti maggiormente in questo momento?

A due anni le mie gambe erano tenute separate da un tutore… le tastiere mi intrattenevano per ore. Mia nonna inizio’ a pagarmi le lezioni di piano quando avevo quattro anni e fu allora che iniziai a imparare la musica classica. Sto ascoltando Amara ctk100, 100 Gecs, Jazmin Bean, Salvia, ShyGirl, A G Cook, Sorry, Grace Lightman, Deep Tan, SWEAT, Comanavago, Lauren Auder, Eartheater, Daniel Johnston, Cottontail, Slayyter, Lynks, Diane Chorely, Lucy Loone, Zheani, Sundara Karma, Squid, Tïna, ZAND e altri.

Tornando ai Pregoblin, dopo l’esordio con il capolavoro pop di “Combustion”, avete fatto uscire una serie di singoli, molto diversi tra loro: “Anna”, “Love Letters”, “Gangsters” e, forse il mio preferito, la stupenda “Snakes & Oranges”. Quando è prevista l’uscita del vostro primo attesissimo album e che cosa ci dobbiamo aspettare?

Speriamo di iniziare l’album all’inizio del nuovo anno. Abbiamo già scritto molte demo nuove…

Film e libro della vita?

“La famiglia Addams” e “Il Profumo” (di Süskind)

Ti piacerebbe diventare una popstar o è una cosa a cui non tieni particolarmente?

LOL


Traduzione e adattamento – Valentina Ajello

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