John Dagleish: l’attore trasformista

Istrionico, con modi da perfetto gentleman e un sorriso che conquista. John Dagleish ti conquista con ironia e charme, e non si può fare a meno di notare la somiglianza con Vincent Cassel, in versione British. Dalla passione per il teatro (fa parte della compagnia di Kenneth Branagh) fino al grande cinema, John è il perfetto caratterista, capace di interpretare ruoli comici come drammatici, John Dagleish non è ancora famoso a livello internazionale, ma noi di Manintown scommettiamo sul suo talento, che quest’autunno vedremo nel controverso Farming film sul razzismo in Inghilterra e in Judy, il biopic sulla vita di Judy Garland.

Sapevi cosa significasse il termine “Farming” prima di prendere parte al fim?

“Farming” è un termine colloquiale usato dagli assistenti sociali britannici per descrivere una pratica diffusa negli anni ’60, ’70 e ’80 che vedeva i genitori nigeriani mandare i propri figli a vivere con famiglie affidatarie della classe operaia in Gran Bretagna, credendo che ciò avrebbe dato loro una vita migliore. Il rovescio della medaglia di questo “farming out” è focalizzato in modo straziante in questo film autobiografico diretto da Adewale Akinnuoye-Agbaje. Io non lo avevo mai sentita prima come parola, mi preoccupava anche essere capace di esprimere appieno un personaggio che non è fittizio ma è reale. Quello che sorprende, e in qualche modo scuote, è che il film rappresenta la brutale vita vissuta in prima persona dal regista, che però ha saputo dirigerci magistralmente, sapeva cosa voleva.


Ci racconti la trama?

Basato sulla sua storia di vita di Adamsale Akinnuoye-Agbaje, Farming traccia lo straordinario viaggio di un giovane ragazzo nigeriano che, lottando per trovare un’identità, s’imbatte in una banda di skinhead nell’Inghilterra del 1980. All’età di sei settimane, il protagonista Enitan è affidato alle cure di una famiglia di operai bianchi nella città portuale di Tilbury, nell’Essex. La sua nuova madre surrogata, Ingrid (Kate Beckinsale), diventa un genitore adottivo complesso e fa fatica a guidare il nuovo arrivato. Incerto del suo posto nel mondo e privo dell’amore di una madre, desidera disperatamente appartenere a un gruppo ed è vittima delle aggressioni dei bulli, si ritrova ad essere ricoperto di talco pur di voler sentirsi bianco. Da vittima diventa però carnefice contro i suoi stessi connazionali, entra infatti a far parte di una banda locale di skinhead guidata da Levi, il mio personaggio, che decide di accoglierlo come fosse un suo esperimento, quasi al rango di un animale domestico, trattandolo con crudeltà anche se Enitan riconosce in lui l’unico riferimento che ha. La bellezza della storia, oltre che parlare di un argomento mai trattato prima, mostra il percorso di crescita di un giovane uomo che subisce la discriminazione razziale e che deve combattere le avversità. Si renderà conto che, in un mondo di odio, la sua battaglia più dura è imparare ad amare se stesso e accettarsi.

Come è stato interpretare un personaggio così violento come Levi?

È molto difficile calarsi nei panni di un bad boy come lui. Levi è sicuramente il personaggio più dark che ho mai interpretato. La parte più dura, oltre le orribili azioni che compie nel film, è stata la trasformazione fisica che ho subito, la preparazione fisica, il look e soprattutto l’essermi rasato come un vero skinhead. Guardarsi allo specchio, ripensare alle riprese non è stato facile per me, così come accorgermi di come mi guardavano le persone per strada, il sentirmi non a mio agio con me stesso. Come sono riuscito a non crollare? Ho studiato il background del mio personaggio, non per cercare di giustificare il suo comportamento, ma per provare a capirlo. Dietro la ferocia c’è sempre la disperazione.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sarà Judydiretto da Rupert Goold e in uscita in autunno. Renee interpreta Judy Garland, in particolare nell’inverno del 1968Judy Garland arriva a Londra per una serie di concerti “tutto esaurito” di cinque settimane al night club “Talk of the Town”. Nel film ci sono anche Michael Gambon, Jessie Buckley, attori incredibili. Penso che la performance di Renee come Judy sia fantastica e lei è una delle attrici più brillanti con cui abbia mai lavorato. Io intervengo interpretando Lonnie Donegan il cantante di skiffle (un sottogenere del jazz) che era tenuto a sostituirla in caso di assenza o ritardo. La grande diva è ormai anziana ed è in una spirale di alcohol e pillole, fa fatica ad esibirsi, ma è pur sempre una star.

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