L’edizione 2021 del MM Award – International creative award premia i nuovi talenti del design

Sono stati svelati i vincitori dell’edizione 2021 del MM Award – International creative award, progetto lanciato nel 2017 dall’agenzia di consulenza creativa MM Company (che vanta tra i propri clienti brand del tenore di Prada Group, Micam e cc-tapis) per promuovere
e, appunto, premiare i nomi più promettenti del design italiano e non solo, nello specifico di tre ambiti che corrispondono alle categorie dell’award, ossia Fashion, Product e Interior Design.

Il contest si propone di creare e rafforzare una comunità di talenti provenienti da ogni parte del mondo, così da facilitarne la connessione con media, aziende e altri operatori del settore; è aperto a tre tipologie di partecipanti: studenti e new talent fino ai 25 anni;
professionisti e creativi di età compresa tra 26 e 35 anni; società, studi e collettivi fondati da massimo dieci anni.


Limitandoci al fashion design, la giuria (presieduta dal co-fondatore e creative director di MM Company Marco Magalini e formata da esperti, stilisti e altri addetti ai lavori come Federica Biasi, Luca Larenza, Studio DiDeA e Leonardo Talarico) ha deciso di premiare, tra i
giovani under 25, Tamara Fontana, che precede Sonia Ciamprone e Pawel Lyskawinski. Se la vincitrice, attraverso il progetto I Think Therefore I Am (Somewhere Else), esplora i paracosmi, realtà immaginarie popolate da figure che indossano outfit dall’allure avant
garde ed escapista, la Cloudy Imperfection della seconda classificata (che prende spunto dagli offuscamenti della depressione), considera i capi degli strumenti con cui esternare la propria interiorità, caratterizzati da lavorazioni studiatamente “imperfette” quali tagli in
sbieco rifiniti da cordoncini e plissettature manuali; Lyskawinski, invece, riversa negli abiti poliedrici di Nomadic Serendipity la sua concezione della moda come un viaggio in continuo divenire.



Passando ai professionisti, il terzetto dei vincitori è composto nell’ordine da Annarita Bianco, Giulia Soldà e Chiara Maltinti: la prima con il progetto 3020 – Artifacts from next millennium riflette sulle conseguenze dell’antropocene – l’era odierna nella quale l’azione
dell’uomo condiziona la vita sul pianeta a tutti i livelli, immaginando un futuro segnato da processi geologici influenzati da rifiuti elettronici e detriti, esemplificato qui da rocce sintetiche che includono scarti di cavi usb; la seconda nella sua Maatroom Collection n.0
firma un guardaroba definito da linee pulite e costruzioni dal gusto architettonico, riflesso dell’idea di femminilità sussurata ed equilibrata a lei cara; la terza grazie a Fit in home diluisce i confini tra abbigliamento e living, trasformando tre complementi d’arredo Ikea in
altrettanti capi dalla superfici fortemente materiche.



Per quanto riguarda aziende e studi professionali, il marchio brasiliano Room si è aggiudicato la vittoria con Pillow, un sandalo a fasce bombate frutto di uno studio meticoloso delle proporzioni; a seguire le mise girlish di Laju Slow Apparel, confezionate in modo da sprecare la minor quantità possibile di tessuto, e il borsone multiuso di Solferini Milano.
Il modello produttivo Zero Waste, che prevede di non produrre indumenti in più rispetto alle effettive richieste, la filiera corta, italiana al 100%, e il ricorso a filati certificati Gots e fibre di derivazione biologica sono poi valsi a Laju Slow Apparel la menzione speciale ‘Made in Italy is’.




La moda, a ben vedere, si è ritagliata spazi di tutto rispetto anche nella categoria Interior Design, tra il Concept store per Golden Goose di Sofia Teresa Bonvicini, esempio riuscito di combinazione della brand identity di una boutique con il genius loci della città che la ospita
(nel caso in questione, la metropoli cinese Shenzhen), l’analogo di Keti Diakonidze per Yves Saint Laurent, che indaga il rapporto simbiotico tra la maison e il mondo dell’arte, e lo Store Concept dello studio Stile Bottega Architettura, che mette da parte i trend du moment in favore di soluzioni capaci di trasmettere l’identità del marchio.
Tutti i vincitori, oltre agli attestati di merito e ai trofei griffati Cimento (riservati ai primi classificati), riceveranno un supporto comunicativo che può contare su un network di giornalisti, un database profilato e i contatti legati al concorso e all’agenzia MM Company.



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