New faces: Giorgio Belli

Ph: Davide Musto

Styling: Rosamaria Coniglio

Ass. Ph: Emiliano Bossoletti

Location: Castello di Torre in Pietra, Roma

Location Manager: Luisa Berio


Giorgio Belli è solo agli inizi della sua carriera, ma grazie alla giovane età e al temperamento, riesce nel 2017 ad ottenere l’ammissione al Centro Nazionale di Cinematografia YD’Actors – Yvonne D’Abbraccio Studio che gli permette di accedere così al corso Accademico Triennale, superando una selezione serrata su scala nazionale. Forte di determinazione ed entusiasmo già dai suoi primi provini ottiene subito grandi consensi e approda nel 2019 alla piattaforma Netflix vincendo il ruolo di Pietro nella serie Luna Nera che segna il suo debutto come protagonista in 190 paesi. Avremo modo di rivederlo ancora in video o forse anche a teatro come lui stesso anticipa, ma intanto conosciamolo meglio nell’intervista…

Raccontaci il tuo percorso fino ad oggi…

Fin dagli ultimi anni del liceo non ero sicuro che quello che stessi vivendo fosse abbastanza, non amavo il fatto che il futuro che mi si prospettava davanti dovesse essere per forza vincolato ad una singola scelta che avrei dovuto portare avanti nel bene o nel male per tutta la vita. Poi andavo al cinema e tutte quelle storie così diverse e fantastiche mi travolgevano ogni volta a tal punto che uscendo dalla sala dicevo: ‘’Vorrei essere come loro’’. Così un giorno senza dire nulla ai miei feci, su suggerimento di un amico, il provino d’ingresso alla YD Actors – Yvonne D’Abbraccio Studio e dopo una lunga selezione mi ritrovai dentro quel mondo folle con tanta voglia di imparare e zero esperienza. Ho avuto la fortuna di incontrare una persona dedita e appassionata come Yvonne, sono cresciuto molto sotto la sua direzione, abbiamo passato insieme e con gli altri ragazzi giorni e notti intere a studiare in Accademia, senza mai fermarci, l’unico motore era la passione per quello che facevamo e questo mi ha sempre affascinato molto. Poi sono arrivati i primi provini e subito dopo le prime esperienze lavorative. Luna Nera è stato il mio esordio su un set, una prima esperienza sicuramente unica nel suo genere, bella ed impegnativa, devo ringraziare tutte le persone che l’hanno vissuta con me, specialmente la mia insegnante e coach per avermi costantemente affiancato durante questo viaggio incredibile. Adesso non so come continuerà la mia strada, ma guardando a qualche anno fa forse lanciarsi ad occhi chiusi dietro ad una passione non è stata poi un’idea così tanto folle.

Come gestisci il successo che ti ha portato Luna nera?

Per quanto mi riguarda ho sempre inteso il successo come una cosa soggettiva, per me significherebbe avere un giorno la possibilità di interpretare e dare vita ad un personaggio che rimanga nel tempo e nel cuore delle persone, che lasci qualcosa di importante agli spettatori una volta usciti dalla sala, così come è successo e succede tutt’ora a me quando vedo sullo schermo i grandi del mondo del cinema. Quindi in realtà rimango molto tranquillo e concentrato sulla mia crescita attoriale e personale, così da poter essere pronto il giorno in cui magari arriverà quest’occasione.

Con quali registi ti piacerebbe lavorare in futuro?

Ce ne sono diversi, amo il cinema italiano e penso che nel nostro paese ci siano registi di altissimo livello. A partire da Paolo Sorrentino per cui stravedo, mi piacerebbe poi molto lavorare con Matteo Rovere e i fratelli D’Innocenzo. In un’ottica un po’ più internazionale, ma sempre rimanendo in tema sarebbe un sogno prendere parte ad un progetto di Stefano Sollima.

Sempre parlando di serie invece, una che stai apprezzando?

Una serie che ho finito da poco, iniziata per curiosità, ma che mi ha conquistato subito dopo le prime puntate è ‘’Normal People’’ su Starz Play. Come dice il titolo è la storia di due ragazzi “normali” attraverso la loro vita insieme e separati, ma raccontata in una maniera così profonda e reale che ti porta a riconoscerti in quello che vivono i personaggi anche se forse non lo ammetteresti mai. I due personaggi principali sono interpretati da Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal, e a mio parere hanno fatto un lavoro straordinario.

I capi essenziali nel tuo armadio?

Dipende da come mi sento ogni giorno, il mio armadio straripa di capi i generi, passo dalla camicia al pantalone aderente e stivaletto al jeans strappato e felpone più cappello da pescatore con una facilità incredibile. Mi diverte vestirmi come se stessi interpretando un personaggio.

Un luogo che vorresti visitare?

Ho il sogno di girare l’Indonesia zaino in spalla, senza meta, unico punto di arrivo prefissato è Bali, vorrei fermarmi lì un po’ più tempo a vivere di surf e falò notturni. Appena sarà possibile voglio andare, è troppo tempo che lo pianifico, e non sono del tutto certo che tornerò.

Progetti imminenti?

Mi stavo dedicando ad un progetto a cui tenevo molto, ma purtroppo la pandemia l’ha bloccato sul nascere e non so se riusciremo a riprenderlo. Dopo l’esperienza delle serie tv avevo il sogno di confrontarmi con il teatro. Ho molto rispetto di ciò che il teatro incarna per la recitazione e non penso che si possa salire su un palco con tanta leggerezza, c’è bisogno di una grande preparazione sia singola che collettiva. Purtroppo questa situazione ha fatto saltare un po’ tutti i piani, ma spero comunque in futuro di riuscire a coronare anche questo sogno.

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