NICOLE FEDELE, VANTO MADE IN ITALY DEL PARAPENDIO

Derivato del paracadute, il parapendio è un mezzo per volare sempre più attraente. Sembra un hobby più che uno sport, eppure fondendo le due accezioni potremmo definirlo semplicemente “passione”. Da sempre associato a un’idea di libertà, il parapendio è, invece, una vera e propria disciplina sportiva e come tale ricca di competizioni, nazionali ed internazionali, che comportano coppe e medaglie. Il vanto di casa nostra, però si chiama Nicole Fedele. Classe 1984, è una giovanissima friulana che ha già collezionato tante qualifiche: pilota biposto e competitrice di alto livello, aiuto-istruttore e guida esperta per il volo libero in Friuli e Slovenia. Innumerevoli le sue premiazioni, tra le ultime, nel 2015, medaglia di Bronzo individuale Campionato Mondiale FAI, 1° posto femminile, 10° posto assoluto Nordic Open e record del mondo di distanza in linea in Brasile con un volo di km 401 (prima donna al mondo a rompere il muro dei km 400). Conosciamo meglio questa giovane esperta.

Nicole, come ci si innamora del parapendio? In particolare, cosa le ha fatto scattare il “colpo di fulmine” per questa attività?
È stato amore a prima vista, come ho alzato gli occhi al cielo e ho visto per la prima volta questo “oggetto volante” che veleggiava fra le nuvole il mio pensiero è stato: “Qualunque cosa sia, voglio farlo anch’io!” E da lì tutto ha avuto inizio. Ovviamente non tutti si appassionano al parapendio nella stessa maniera, né lo vivono con lo stessa intensità. Per alcuni è un modo come un altro per staccare la spina, uscire dalla routine quotidiana, condividere un pomeriggio o una giornata con gli amici mentre per altri è una sfida continua, un gioco in cui non si smette mai di imparare, uno strumento per testare i propri limiti e cercare di migliorarsi, un veicolo silenzioso con cui scoprire luoghi remoti e ancora inesplorati.

Riesce a descrivere e a farci comprendere a parole la sensazione del volo?
A parole è difficile anzi oserei dire impossibile descrivere le sensazioni che il volo può trasmettere. Vi invito a guardare un breve video, girato di recente, che secondo me rende perfettamente l’idea di cosa si provi a stare sospesi, da soli in mezzo alla natura più vera ed incontaminata, sentire l’adrenalina pura che scorre nelle vene e l’energia che ti avvolge come un’aura invisibile.

Le è mai capitato di trovarsi in pericolo o vedere qualcuno in situazione di pericolo durante il volo? Come ha reagito?
Posso dire che in 15 anni di volo ne ho vissute e viste parecchie. Spesso fa più effetto vedere dall’esterno un altro pilota vivere situazioni di pericolo, perché non sai mai se sarà in grado o nella condizione di poter reagire prontamente, pertanto osservi quello che accade con un senso di totale impotenza. Certo è che in questo sport l’esperienza si fa quasi sempre sul campo – forse dovrei dire “in cielo” – dai libri si possono apprendere molte nozioni, ma la pratica è un’altra cosa. Non esiste un vademecum che ti insegna come comportarti in una determinata situazione, piuttosto che in un’altra. Spesso tutto accade nell’arco di pochissimi secondi ed è fondamentale avere la prontezza e l’esperienza per saper reagire nella giusta maniera, evitando di peggiorare le cose. A distanza di qualche anno gli incidenti che ho avuto non li vedo più come un’esperienza negativa, ma fanno parte del bagaglio di esperienza che mi porto dentro: mi hanno insegnato che non bisogna mai abbassare la guardia e mai sfidare troppo la Natura.

È uno sport adrenalinico per eccellenza. Cosa consiglia a chi vuole intraprenderlo?
Il modo migliore, ovvero quello più sicuro, per avvicinarsi a questo sport è quello di fare un volo in biposto con un pilota abilitato e possibilmente esperto e/o frequentare un corso presso una scuola di volo certificata dall’Aeroclub d’Italia.

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