On stage: si nota all’imbrunire con Silvio Orlando

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L’altra sera al Teatro Quirino di Roma abbiamo visto con piacere una gran bella pièce, ‘Si nota all’imbrunire’, scritta con gentilezza e umorismo fine e sagace da Lucia Calamaro, un vero talento, e interpretata magistralmente dal grandissimo Silvio Orlando che ultimamente abbiamo visto nella serie televisiva di Paolo Sorrentino ‘The young pope’ e ‘The new pope’, e che ora è a teatro a Roma fino al 2 di febbraio in un dramma esistenziale sulla solitudine.

Un tema che ha stimolato fior di scrittori e drammaturghi, Checov e Pirandello in primis, ma anche l’esistenzialista Ingmar Bergman, solo per citarne alcuni. Questo dramma leggero ma pensoso esplora con una elegante e sapida tessitura drammaturgica il tema della ‘solitudine sociale’, il morbo del terzo millennio che affligge giovani e anziani e che ha una diffusione davvero trasversale. Non per niente in Francia esiste ‘la giornata della solitudine’ mentre in Inghilterra esiste addirittura un ministero della solitudine. Non è solo depressione, non è tanto e solo spleen, è un senso di abulia che avvolge e condiziona la percezione individuale della realtà e che rimanda alla disamina umana del decadentismo.

Molti parlano di nuovo rinascimento ma in fondo si potrebbe pensare, per descrivere l’epoca in cui viviamo, a una nuova decadenza che amplificata dai social media, prima cassa di risonanza del nuovo solipsismo, corrode dall’interno l’anima umana, in un momento di grande alienazione e di inesorabile crisi di valori. Torna il soggetto sbarrato di Lacan nella riflessione amara e poetica di Silvio che, dopo aver perso la moglie, si ritrova ad adagiarsi in solitudine come un eremita.

Silvio si è seduto nel vero senso della parola, è un uomo che più che esistere desiste. La sua famiglia non gli è più familiare e i suoi tre figli Alice (Alice Redini) che ha velleità di poetessa, Maria (Maria Laura Rondanini) una psicologa molto rigida ma anche fragilissima, e Vincenzo (Vincenzo Nemolato che abbiamo visto recentemente nel cast di ‘Martin Eden’) che ha sempre deluso suo padre e ama esibirsi nel canto, sono anch’essi attanagliati da mille insicurezze e inquietudini molto radicate.

La compagnia di Silvio Orlando che porterà lo spettacolo in tournée per l’Italia fino a Maggio, è stata applaudita la sera della première da Gigi Proietti e Maurizio Lombardi. L’incomunicabilità e il senso di inettitudine erigono muri insormontabili fra Silvio e il resto del mondo. “Essere socievoli è faticoso, mi sono abituato all’assenza e mi sento debitore nei confronti di chi mi ama, in fondo il mio paese interiore è privo di abitanti”, dice il protagonista, riflettendo in modo dolente sulla sua condizione di isolamento interiore.

Fra risvolti tragicomici e intermezzi musicali questo dramma introspettivo si snoda con un testo agile e scorrevole che alterna riso e lacrime come nella vita e che approfondisce mirabilmente la psicologia dei personaggi. Da segnalare l’istrionica abilità di Roberto Nobile che ricordiamo ne ‘La scuola’ sempre accanto a Orlando e che sulla scena interpreta il fratello del protagonista solitario. La compagnia di Silvio Orlando che porterà lo spettacolo in tournée per l’Italia fino a Maggio è stata calorosamente applaudita la sera della première da Gigi Proietti e Maurizio Lombardi. Vivamente consigliato.

Ph: Claudia Pajewski

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