PATCHOULY: la nuova fragranza di Etro

Il suo nome, nell’antica lingua tamil, significa “foglia verde”. E proprio verde è la fragranza che si sprigiona dal patchouly dopo la lenta essicazione e la successiva distillazione, che con la forza del vapore ne porta allo scoperto l’anima cangiante. Quando nell’Ottocento sbarca per la prima volta in Inghilterra, questo vegetale odoroso diventa subito un must degli intellettuali e dell’alta borghesia vittoriana; nello stesso periodo a Parigi i preziosi scialli di cashmere venivano venduti dentro casse piene delle sue foglie, che avevano la funzione di preservarli dalle tarme. E quel profumo impregnava a lungo il tessuto, rendendolo ancora più sensuale, esotico e avvolgente.
Simbolo di una certa idea d’Oriente, il nuovo Patchouly di Etro è un autentico condensato di nomadismo contemporaneo. Ma a differenza del jus creato nel 1989 all’interno della prima, storica capsule di fragranze della Maison, l’ultima eau de parfum ha un accento meno secco e acquisisce all’interno della trama olfattiva una consistenza di velluto: il sandalo s’innesta sulle note dolci del balsamo Tolu, del labdano, dell’ambra e della fava tonka, il seme nero portatore di buona sorte, e sul finale sfuma su una scia di vaniglia. Impreziosisce il flacone il classico, elegantissimo, motivo Paisley.

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