Penélope Cruz ed Elodie, regine di stile – e bravura – alla Mostra del Cinema di Venezia

Una spagnola e un’italiana, un’attrice Premio Oscar e una cantante di grandissimo successo prestata al cinema. Ad unirle, un red carpet speciale, quello della 79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel pieno del suo svolgimento, dove sono arrivate entrambe lo stesso giorno, a poche ore di distanza l’una dall’altra. Stiamo parlando di Penélope Cruz e di Elodie, protagoniste assolute di due dei film italiani più attesi qui al Lido: L’immensità di Emanuele Crialese (la prima), e Ti mangio il cuore (la seconda) di Pippo Mezzapesa.

Penélope Cruz ed Elodie, star di due dei film più attesi a Venezia 79

Due pellicole che hanno diviso la stampa, tra applausi e critiche, stroncature e promozioni come possono esserci solo in ogni festival che si rispetti, in nome di quel “purché se ne parli” che funziona sempre, soprattutto per i film che andranno poi nelle sale o sulle piattaforme. Quello di Mezzapesa, ad esempio, uscirà nel 2023 sulla nuova piattaforma Paramount+, ma prima ancora sarà nei cinema (dal 22 settembre) grazie a 01 distribution. Quello di Crialese, invece, già acclamatissimo regista di Respiro e di Nuovomondo (Leone d’Argento proprio qui a Venezia), uscirà tra pochi giorni, il 15 settembre per Warner Bros. Ma torniamo alle due femmes fatales che hanno conquistato il Lido, ognuna a suo modo, entrambe determinate ed appassionate più che mai, belle, bellissime, regine sul grande schermo e di stile.

Penelope Cruz artwork
Penélope Cruz, artwork di Jacopo Ascari in esclusiva per Manintown

“La maternità è un qualcosa che mi appartiene, un mondo infinito da scoprire” (Penélope Cruz)

Penelope Cruz ha deciso di sfilare sul red carpet con un abito di pizzo nero e fucsia firmato Chanel, mentre Elodie è arrivata con un abito nero a sirena di Valentino, raffinatissima nella sua algidità. Due donne, entrambi madri nei rispettivi film, la Cruz anche nella vita. “Ho fatto sette film con Pedro Almodovar e in cinque sono una madre, non so perché”, ci dice. “Ci ho pensato e ho capito che in realtà la maternità è un qualcosa che mi appartiene, perché è un mondo infinito da scoprire, così come la famiglia”. Nel film di Crialese, prodotto da Wildside, interpreta Clara, una donna che vive nella Roma degli anni ’70, madre di tre figli. Una di loro, Adriana (Luana Giuliani), è una dodicenne che vuole essere un maschio e farsi chiamare Andrea con tutto ciò che la cosa comporta. Clara all’inizio non capisce, pensa che la ragazzina abbia dei disturbi psichici, poi però riesce a trasformare quell’insicurezza e a fare in modo che la sua insoddisfazione vada ad unirsi al suo dolore, diverso, ma non per questo meno profondo. “Quella donna non è pazza – precisa più volte Penelope – ma in lei c’è la voglia di una sufficiente follia, necessaria per poter sopravvivere”. “È una donna infelice, intrappolata nella famiglia e nella casa in cui vive. Il suo è un matrimonio finito, ma resta saldamente una madre complice dei suoi figli, soprattutto di Adriana, così diversa e anche lei infelice che attende gli alieni che la portino via in un altro mondo in cui sentirsi meglio e chiamarsi diversamente”. “Una donna – conclude – che rappresenta tanti tipi di madre nella complessità di questo ruolo”.

Il debutto di Elodie sul grande schermo con Ti mangio il cuore

Elodie artwork
Elodie, artwork di Jacopo Ascari in esclusiva per Manintown

Elodie non è ancora madre, “ma chissà che prima o poi non accadrà”, ironizza, ma neanche più di tanto lei, fissandoci con i suoi occhi scuri che ammaliano e conquistano. In Ti mangio il cuore, tratto dall’omonimo libro-inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini (da noi è pubblicato da Feltrinelli), prodotto da Indigo con Rai Cinema, è Marilena, colei che sarà la prima donna/pentita della mafia foggiana. Come una Giulietta con il suo Romeo, ma in salsa pugliese, è la protagonista di questo noir dove vittime e carnefici si susseguono ripetutamente fino a confondersi, dove non c’è spazio per la giustizia, ma solo per salvarsi, laddove si può. Un mondo bucolico mostrato in tutta la sua crudeltà attraverso l’amore impossibile tra lei, moglie del boss dei Camporeale, e Andrea (Francesco Patanè), l’erede dei Malatesta. Nessuno si salva da solo, ma in questo caso neanche in due, perché la passione, soprattutto quando è fatale, fa nascere solo errori, odi e dissapori impossibili da dimenticare e da perdonare. “Marilena è una donna vera -spiega Elodie – una donna con un carattere complesso che si ribella a certi schemi”. Lo è anche la Cruz – una donna che salva (sua figlia) perché vorrebbe essere salvata – a suo modo, simboli – entrambe, anche se in maniera completamente diversa – della volontà di andare avanti nonostante tutto, di resilienza. “Resistere non serve a niente”, scrisse Walter Siti in un suo romanzo intitolato proprio così che gli valse lo Strega. Delle volte, invece, serve eccome, e queste due donne, almeno sullo schermo, ne sono la prova.

Elodie Mostra cinema Venezia
Elodie in Valentino Haute Couture alla 79esima Mostra del Cinema di Venezia

Nell’immagine in apertura, Penélope Cruz vista dall’illustratore Jacopo Ascari

© Riproduzione riservata

x

x