Random a Sanremo: la musica, la fede, il primo amore


E’ il più giovane tra gli artisti in gara nella categoria big di questo 71mo Festival di Sanremo, Emanuele Caso, in arte Random, con i suoi soli 19 anni colleziona già sei dischi di platino e 210 milioni di ascolto. 
E’ il 2019 a farlo conoscere al grande pubblico con il singolo “Sono un bravo ragazzo un po’ fuori di testa” dall’EP “Montagne Russe” e presentato all’edizione “Amici speciali” di Maria De Filippi. 
Si distingue subito per la sua spontaneità e la sua simpatia, e sul palco dell’Ariston porterà un sound tutto nuovo con il grande e nobile obiettivo di tornare al grande significato della “canzone”. 


Random, prima volta sul palco dell’Ariston, prime impressioni 

Sto sognando ad occhi aperti e non vedo l’ora di salire sul palco! Provo da sei mesi, un lavoro lungo che sarà concentrato in 4 esibizioni da 3 minuti ciascuna, cioè 12 minuti di concentrazione per un lavoro di 30 persone.

Calcoli sempre tutto?

Sarà l’ansia, pochi giorni fa mi ha fatto addirittura perdere la voce e pensavo “finito il sogno, non posso cantare”, poi è tornato l’entusiasmo e mi ha dato la forza di trainare tutto il team e decidere che voglio godermi il momento, vada come vada, senza rimorsi. 

“Torno a te”, la canzone in gara, parla della tua prima storia d’amore, ce la vuoi raccontare? 
Sì, il pezzo parla della mia prima storia d’amore e invita l’ascoltatore a tornare a vivere ogni giorno della sua vita come il primo amore, con spensieratezza, coinvolgimento, con apertura, soprattutto in un momento come questo che ci ha costretto al distanziamento sociale, ci hanno tolto l’abbraccio, il contatto umano, e quando questo viene a mancare ti accorgi solo allora di quanto sia importante. 

Il mio primo e unico amore lo ricordo bene, mi ha segnato, avevo 7 anni e una fissazione per quella bella bambina che da adolescente è diventata la mia fidanzata. Con lei ho vissuto le prime volte, i baci, gli anniversari, e poi i tradimenti. Tradito. Da qui sono ripartito, dal dolore ho costruito il mio percorso musicale e professionale, una sorta di ripicca per fargli capire il valore di quanto avesse perso. In qualche modo oggi gliene sono grato, surreale come le situazioni si ribaltino. Prima dedicavo a lei le mie canzoni, con un pizzico di rabbia e voglia di rivincita; oggi tutto l’amore lo dedico a me.

E oggi senti di aver superato quel momento? 
Credo di avere un blocco, sono molto più diffidente, vivo le emozioni ma con il freno a mano tirato. Sono convinto che un giorno arriverà la ragazza giusta per me; oggi mi innamoro della vita, della mia famiglia, dei miei amici, della musica, del mio team. 

Hai dichiarato che nella lontananza da casa, in questa esperienza al Festival, ti mancherà più di tutto abbracciare le persone che ti hanno permesso di stare sul palco. Chi sono?
Sono tutte le persone che mi hanno sostenuto nonostante si pensasse all’inizio che ero solo una meteora, uno qualunque che arriva dal nulla, che ti ritrovi in classifica ma pensi che il pezzo dopo non arriverà mai. E invece con la mia musica e grazie a chi ha creduto in me e al loro amore, il loro sostegno, sono ancora qui. E sono grato a tutti.

Random

Come sarà cantare su un palco vuoto? 
Forse è un bene che non ci sia pubblico, mi concentrerò sulla performance chiudendo gli occhi. 
Mi spiace solo non poter uscire da quella sala e trovarmi migliaia di persone che mi incoraggiano e fanno il tifo per me. Ma chissà, potrebbe esserci una seconda volta…

Hai dichiarato di essere molto credente, da dove arriva la tua fede?
i miei genitori sono pastori di una chiesa evangelica; inizialmente la preghiera era un rito, un dovere, e questo mi allontanava dalla Chiesa. Crescendo ho capito l’importanza di credere in un Dio buono, un Dio che ha avuto un piano per me e mi ha dato quello di cui ho bisogno, compresa la mia nuova strada.

Nella musica c’è la sua mano?
Certo, è ovunque, anche nei nuovi pezzi dove ho ripreso il gospel, dove uso molto la voce. 
E le mie canzoni parlano di lui senza parlarne esplicitamente, perchè serve sempre la chiave giusta. Io credo di aver trovato il modo, il mio modo.

Quanto ha influenzato il lockdown sulla tua musica? 
Mi ha costretto a pensare al passato in maniera nostalgica, non potendo vivere delle esperienze ho ricordato quelle vissute e lo ho messe in musica. Dal punto di vista artistico mi ha quindi aiutato, ma io sono un compagnone, amo parlare con la gente, stare in mezzo a loro e questo mi è mancato molto; insomma io chiacchiero con tutti, se non si riesce a parlare con me significa che sei proprio antipatico! (ride) 

Tra 20 anni come ti vedi?
Ricco sfondato su uno yacht gigantesco; felice con una famiglia unita e con un sogno realizzato: quello di riportare in auge il vero significato della musica, e cioè quello di raccontare le emozioni. 

Cosa ti aspetti da Sanremo?
L’affermazione da artista emergente ad artista affermato. Io amo la musica, voglio vivere di questo, so che devo dire ancora tante cose e portare sonorità nuove in Italia. 

Quando ti esibirai? 
Il 3 marzo, non so ancora in che ordine, ma tirando a indovinare sarò sicuramente primo, terzo oppure ultimo, perchè tutti i numeri significativi nella Bibbia e che ricorrono nella mia vita sono l’1, il 3 o tra gli ultimi. Scommettiamo?!

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