Sensazioni tattili e nouvelle couture per Touch me Made in IED

Tecnologia e virtuosismi sartoriali si fondono armonicamente nella passerella dei diplomati IED Roma 2019 in fashion design e Design del Gioiello che ha animato il calendario dell’ultima edizione di Altaroma.

I ragazzi di IED Roma hanno la stoffa e sanno fare squadra. Lo hanno dimostrato nel final work di qualche giorno fa dal titolo emblematico ossia ‘Touch me’, sinonimo di una miscellanea di stili e di mondi creativi, per ‘una moda che vuole essere vissuta, indossata, toccata’. La sfilata dei giovani talenti versione 2019 di fashion Design e Design del Gioiello di IED (Istituto Europeo di Design) Roma, presentata al ‘Pratibus District’ di Viale Angelico nel calendario della rassegna di Altaroma, segue di qualche settimana l’exploit di ‘The time is now!’.

Un grande evento moda che a Firenze, durante Pitti Uomo 96, ha risollevato la questione del futuro del pianeta mobilitando varie sedi IED d’Italia, il CID e Greenpeace Italia sull’emergenza della sostenibilità declinata in 5 minicollezioni da uomo molto apprezzate anche dai media. E pochi giorni fa nella capitale durante la maratona di moda, gli studenti diplomati IED Roma selezionati da una giuria di qualità composta da esperti del settore e giornalisti, hanno sfilato in pedana come stilisti veri, proponendo una roboante contaminazione fra lo streetwear hi-tech e la tradizione sartoriale.

Uno dei temi chiave della sfilata di fine corso di quest’anno è stato il phygital, una crasi di physical e digital, che fa coesistere fisico e digitale, sintetizzando la necessaria unione tra atomo e bit sulla scorta di quello che secondo Walter Benjamin era ‘il balzo della tigre all’indietro’. Touch me è un richiamo provocatorio, un invito a vivere la vita avvalendosi di tutti i sensi.

“La felice combinazione tra alta sartoria e ricerca tecnologica ha dato vita a una selezione di progetti talmente intensa da poter essere sentita in profondità, anche senza poter essere toccata” ha dichiarato Laura Negrini, direttore di IED Roma. I ragazzi si sono sbizzarriti fra pizzo sangallo e vinile, ricami certosini e tecniche avant-garde, cappe di taffetas e abiti da disco queen del futuro, tessuti olografici e iridescenti e outfit zen e molto giap. Come nel caso di Cecilia Fefè e Andrea Luisa Berger, un’italiana e una norvegese, che oltre ai progetti distinti ispirati al nuovo Oriente dalla Turchia al Sol Levante, hanno unito le forze insieme al giovane creativo Rom Uzan per il progetto ‘Parcae’ ispirato ai fluidi pepli dell’antichità classica che si racconta sul filo delle Parche, e presentato a Firenze durante ‘The time is now!’.

“I nostri studenti si sono confrontati con il ritorno alla manualità, alla tradizione e alle lavorazioni artigianali senza dimenticare il supporto che hanno potuto trarre dalla tecnologia, che in Touch Me diventa un ulteriore stimolo per la creatività”, commenta Paola Pattacini, direttore di IED Moda Roma. La sfilata si è svolta a poche settimane da un importante riconoscimento per lo IED: l’inclusione per varie categorie di premi nella classifica annuale ‘The best Fashion Schools in the World’ elaborata dalla rivista ‘Business of Fashion’ (BOF).

Foto: Luca Latrofa

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