Siamo tutti sulla stessa arca: il libro della Genesi secondo Diego Passoni

Diego Passoni è un’artista a 360°, tra radio, televisione, danza e scrittura. Prima della notorietà con il grande pubblico però, ha una storia di giovane frequentatore di oratorio, poi educatore e ancora in prova in una comunità religiosa. In quegli anni di Bibbia ne legge un bel po’ e con il tempo realizza che il libro più venduto al mondo (e meno letto) non dà risposte, ma suscita in noi un sacco di domande. Perché chi l’ha scritta voleva donarci l’opportunità di trovare la verità.

Probabilmente nessuno, prima d’ora, aveva suggerito la lettura del primo libro della Genesi per mettere ordine nelle nostre vite. Noi ci siamo messi alla prova e l’abbiamo letta insieme a lui. Chi vuole accettare la sfida?

Ph: Pietro Baroni



Chi è Diego Passoni? Cosa diresti a quei lettori che ancora non ti conoscono?

Sono un uomo che ha avuto molte vite, e non vede l’ora di scoprire quale sarà la prossima. Sono stato frate e poi ballerino in televisione, faccio radio da tanti anni, ho un marito e sono della vergine. Sto seguendo il fil rouge che tiene insieme tutti questi mondi, vediamo dove mi porta.

È appena uscito il tuo nuovo libro, da dove nasce l’ispirazione per questo progetto?

Nello scorso lockdown ho sentito la necessità di tornare un po’ alle radici, al senso delle cose, e così ho riletto per l’ennesima volta un libro a me molto caro, la Genesi. Il primo libro della Bibbia è conosciuto da tutti, ma più per sentito dire. Difficilmente viene letto, perché ci hanno fatto credere sia inaccessibile, comprensibile solo dopo anni di studi. Invece chi lo ha scritto voleva parlare a tutti. Anzi, questi racconti erano inizialmente orali, quindi diretti a persone analfabete. Non serve essere istruiti per capire. I racconti antichi hanno una sapienza alla portata di tutti coloro che sono in ascolto e in ricerca. Non ci sono risposte preconfezionate. Tutt’altro! Leggendo sono le domande che sorgono in noi ad essere importanti. 

Per me la Genesi è il ritratto più amorevole e vero mai scritto sul cuore dell’essere umano. Altro che Freud!

In questo momento storico siamo davvero tutti sulla stessa arca?

Siamo SEMPRE sulla stessa arca, che è questo pianeta bellissimo e fragile. Le convenzioni umane nella storia hanno sempre cercato di creare realtà diverse, in cui vigessero leggi diverse da quelle del mondo in cui viviamo. C’è qualcuno di più alieno alla vita naturale di noi cittadini urbanizzati, che non sapremmo distinguere un bacca buona da una velenosa, che mangiamo animali di cui non conosciamo  minimamente il ciclo vitale o l’ambiente ideale (chi di noi sa quanto vive una gallina in natura?). La nostra unica arca può essere un paradiso  se collaboriamo, se ce ne occupiamo e ci occupiamo gli uni degli altri.

Chi leggerà il libro potrà trovare molti spunti di riflessione anche su come affrontare l’imminente lockdown, tu con quale spirito ti approcci a questo periodo?

La Genesi scommette su una realtà che può sembrare dura. Noi siamo, tutti, esattamente dove dovremmo essere. Piangersi addosso non serve. Questo è il Nostro Tempo, e tutto quello che ci serve è già a nostra disposizione. Dipende tutto dalla nostra capacità di cercare il senso ultimo delle cose che ci accadono. Il Dio della Genesi, a differenza delle altre divinità di quei tempi, non vuole essere implorato per scongiurare il male. Ci dice che non ci sono preghiere da recitare o candele da accendere per avere successo, felicità, salute. Dice qualcosa di molto rivoluzionario tanto per la mentalità di allora, quanto per quella di oggi:Io sarò con te sempre. Ovunque tu dovrai andare. E dove ti sembrerà di non trovare una via, io ti aiuterò a trovarla.

Una delle parole chiave nel testo è gratitudine. Un sentimento dimenticato al giorno d’oggi?

Dopo aver creato l’intero universo, è scritto che DIo si riposò il settimo giorno, il sabato. Un giorno creato apposta per noi, per riposarci e contemplare la meraviglia in cui esistiamo, e ricordarci che per quanto il nostro lavoro può fruttare molto, noi non siamo che un soffio di vita, e quindi tutto, ma proprio tutto è un dono.

Come completeresti il detto : quando il gioco si fa duro…?

..respira e non farti intimorire dalle apparenze. 

Se dovessi fuggire di casa in poco tempo cosa porteresti assolutamente con te?

Solo mio marito. Non sono attaccato a nulla.

Un posto lontano (o vicino) in cui andrai quando saremo usciti dalla pandemia? 

Tel Aviv.

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