Stefania Spampinato – A passi di danza dalla Sicilia a Hollywood

Photographer Davide Musto @davide_musto
Styling & Interview di Rosamaria Coniglio @rosamaria_coniglio
Hair&Makeup Marta Ricci per Simone Belli @marta_ricci_mua @simonebellimakeup
Photographer assistant Dario Tucci @dariotucciph e Edoardo Russi @edoardorussiph
Total look Dolce&Gabbana @dolcegabbana

È ormai a tutti nota come la Dottoressa Carina De Luca che ha portato una tempesta di energia alla longeva serie tv Grey’s Anatomy, dalla sua 14a stagione. A cominciare dalle spassose conversazioni col fratello Andrew (Giacomo Gianniotti), in un rapidissimo ritmo di botta e risposta, con un carico di gesticolare e accento siciliano, che non ci hanno messo molto a conquistare il pubblico, il suo ruolo ha alzato il livello dell’attenzione degli appassionati della serie, in un momento in cui alcuni personaggi chiave della storia dell’ospedale più famoso del mondo, erano scomparsi. Non che questo avrebbe mai portato i fan ad abbandonare le vicende dei protagonisti del Grey Sloan, ma – senza dubbio – già dalle prime puntate nei panni della Dottoressa che studia le cellule cerebrali femminili durante l’orgasmo, Stefania entra a gamba tesa nelle corde del suo pubblico.

Il suo personaggio, Carina, che riflette la solare personalità dell’attrice e il suo sorriso ipnotico, oltre ad essere portatore sano di buon umore – che non è poco, garantito – è anche protagonista di una storia d’amore importante con la Dottoressa Robbins, puntando i riflettori sulla bellezza e il valore dell’amore libero e lontano dai pregiudizi, tema che Shonda Rhimes (sceneggiatrice e produttrice della serie) affronta con disinvolta franchezza, attraverso le storie di tutti i personaggi, mixando pepe, ironia e componente tragica, con un equilibrio magistrale che non sarebbe possibile senza attori dalla personalità forte e trainante come quella della siciliana Stefania Spampinato.

Abbiamo avuto la fortuna d’incontrarla a Roma, durante una pausa dalle riprese a Los Angeles, e ci siamo fatti raccontare il suo approccio col palco, le tappe che l’hanno portata al successo e i suoi obiettivi e siamo convinti che arriverà ovunque, perché ha il talento, insieme al fuoco e l’energia del vulcano della terra da cui proviene, oltre a una bellezza che incanta, ma questo potete vederlo da soli, attraverso l’obiettivo di Davide Musto in total look Dolce & Gabbana.

Ci racconti il segreto del successo del tuo personaggio all’interno di Grey’s Anatomy?
Sicuramente quell’elemento di spontanea italianità. Quando abbiamo girato il primo episodio, diretto da Jesse Williams (l’affascinante Dr. Jackson Avery), in cui Carina e Andrew discutono animatamente in siciliano, abbiamo lavorato molto d’improvvisazione, e la produzione l’ha trovato così divertente che ha pensato di lasciare la scena in lingua originale. Il pubblico l’ha adorata”.

Una passione per il mondo del cinema che ti ha coinvolto fin da bambina?
“In realtà da ragazzina volevo fare l’avvocato, affascinata dai principi della professione dopo aver visto Codice D’Onore, poi abbiamo capito che era la passione per il cinema e per lo spettacolo in generale a crescere e a voler venir fuori e in questo i miei genitori mi hanno sostenuta”

In che modo? Da dove hai iniziato da giovanissima?
“Ho iniziato a studiare danza, prima la classica e poi ho proseguito con la moderna. Mi ricordo che durante i primi anni mia madre mi cuciva i vestiti per il saggio, col tempo è diventata così brava che ha iniziato a farli per tutta la scuola”.

Quando sei andata via dalla Sicilia?
“Dopo il diploma mi sono trasferita a Milano, dove ho studiato Arte e continuato a ballare, finché non ho deciso di andare a Londra dove ho lavorato come ballerina in produzioni come The Voice, Xfactor, e in vari spettacoli con importanti nomi tra cui Kylie Minogue e grossi brand commerciali che mi hanno permesso di viaggiare molto.
Quando decisi di spostarmi in America, andai a Los Angeles, e capii che per continuare a ballare avrei dovuto ripartire da zero – lì era quella la prassi – e quando, per caso, un giorno andai a seguire una lezione di recitazione con un’amica, ne fui conquistata: capii che avrei dedicato il mio tempo a questo”.

Non solo Grey’s Anatomy, Glee e Station19, la fortunata serie satellite del medical drama di Shonda Rhimes. Hai recitato in Italia anche con Siani, come ti sei trovata con il cinema italiano?
“Con Siani ho recitato ne “Il giorno più bello del mondo” e con lui mi sono trovata molto bene: mi ha messo in testa il pallino della regia a cui ho deciso di dedicarmi. L’ho osservato a lungo, saltando tra lui e il montaggio, nelle pause tra una scena e l’altra. Mi piace la parte del cinema italiano, quella più vera, più spontanea, che riesce a riflettere realmente le vite delle persone, anche nei suoi aspetti più difficili da accettare, o nei suoi sentimenti più profondi, che trovi solo scavando”.

Con quale nome italiano ti piacerebbe lavorare?
Un regista con cui mi piacerebbe lavorare é il Muccino di Sette anime o comunque interpretare drammi interiori come La Scelta di Sophie

Che progetti hai per il futuro?
Ho deciso di trascorre la pausa dalle riprese di Grey’s Anatomy a Modica, nella mia terra, dove girerò un corto che racconta il rapporto madre – figlia, un primo vero approccio alla regia in cui esplorerò quello che è stato anche il mio rapporto con mia madre. Da quando sono andata via, all’età di 18 anni, abbiamo mantenuto un intenso rapporto epistolare, un uso antico ma profondo per raccontarsi e sentirsi vicine, finchè non l’ho persa 5 anni fa.

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