Sushi all’italiana: dal Giappone all’Italia

Il sapore della cucina del Sol Levante, con i condimenti all’ italiana e un design che ricorda le Hawaii nascosto, però, in una viuzza laterale “vecchia Milano”, nei pressi di Corso Sempione. Fusion è l’aggettivo che caratterizza Kitchen Society, la sintesi del percorso di vita dello chef Alex Seveso, con tante esperienze condensate in gusti decisi, ma armoniosi. Appassionato giocatore di golf e del bien vivre, stile Miami Beach di 20 anni fa, Alex ha sempre amato il sushi e il sashimi, eleggendolo a suo principale nutrimento. Rispetto a quello che si prova in Italia, però, indipendentemente dal ristorante di lusso o dal take away finto giapponese, il sushi qui è sempre intriso da forte salsa di soya e wasabi, tanto da perdere il gusto del pesce fresco. Il condimento sovrasta il sapore del piatto.
Ecco come nasce l’idea di un sushi all’italiana: le migliori tecniche giapponesi unite ai condimenti italiani, la materia prima viene così esaltata da selezionati olii extravergine d’oliva, capperi di Pantelleria, granelle di pistacchio di Bronte, creme di tartufo bianco e di erbe, spezie mediterranee. A Miami il successo. La proposta di aprire catene di ristoranti, società e franchising. L’Italia chiama e Alex Seveso decide che vuole un unico ristorantino, il suo, dove poter sperimentare continuamente nuovi piatti nell’amata Milano, che lo ha visto nascere. Cosa non manca mai nelle creazioni dello chef? Un gusto orientale abbinato al meglio dei sapori italiani, un forte senso dell’estetica e quel tocco caraibico immancabile in chi ha vissuto a Miami.
I must da provare sono il Nigiri Rocher, un gamberone affumicato al pepe, con granella e crema di pistacchio che s’ispira, come tecnica di pralinatura, al noto cioccolatino; la Polpo salad, si parte da un semplice polpo lessato e poi grigliato, abbinato a un’ insalata di cavolo cappuccio con avocado, acciughe e paprika dolce; i risottini fusion con riso giapponese non mantecato (da provare la versione giallo Milano, per una vera e propria fusion) con gamberi, avocado, peperoni e crema al tartufo bianco o quello con mix di salmone, orata, tonno e gamberi con olive, capperi e basilico; tra gli uramaki rolls i migliori sono quelli con orata, burro e salvia (una rivisitazione di una classica ricetta lacustre, il risotto con pesce persico).
Se la novità è la regola, il menu continua a cambiare a seconda dell’estro dello chef: per l’estate i nuovi antipasti come il burger di salmone scottato alla piastra su riso condito e alghe goma wakame; la caprese di tonno tonnato con mozzarella di bufala; il totanetto scottato, ripieno di riso con peperone su purea di fagioli cannellini al vino bianco; il gunkan di King Crab, con acciughe del mar Cantabrico; gli uramaki di gamberi rossi al pesto ligure e diverse proposte con jamon iberico Pata Negra de Bellota de cebo de campo, anche in versione mini hamburger, stanno conquistando rapidamente la clientela.
Lo chef non ama mettersi in mostra, preferisce incontrare i clienti per caso, perché spinti nel vicoletto invisibile di via Chizzolini, per il passaparola, per la curiosità, per il gusto. Preferisce lasciar parlare i Paesi che ha visto, amato, vissuto.

 

Kitchen Society
Via Gerolamo Chizzolini 2
20154 – Milano
Tel. 340.6763939
Chiuso domenica e al pranzo di sabato
Orari cucina: 12-14.30/19.30-23.30

www.kitchensociety.it

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