the alpines

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Gli Alpines, il duo formato da Catherine Pockson e Bob Matthew, sono una band che fa capo a nuova wave di pop britannico. Tra i loro fan ci sono artisti del calibro di The xxThe Maccabees e Florence Welch, e per molte buone ragioni. ‘Completely’, l’ultimo singolo è sicuramente una delle canzoni più sofisticate mai realizzate ad oggi, capace di mostrare, ora più che mai, una creatività senza limiti. Nella nuova lirica targata Alpines, la strada intrapresa è quella di un sound più sperimentale e raffinato che trascende definizioni di genere, in un equilibrio bilanciato tra appeal commerciale e sensibilità melodica, fatta di vocalizzi decisi e immersivi che si incontrano con una musicalità incalzante. La band è anche tuttavia spesso a contatto con il mondo della moda, avendo collaborato con brand All Saints, Paul Smith, Urban Outfitters, e magazine com Madame Figaro.

Li abbiamo incontrati per parlare di una canzone intensa dalle atmosfere ipnotiche e del loro stile ricercato e anti-convenzionale.

Perché il nome “Alpines”?
Farà sorridere ma entrambi amiamo la montagna. Uno dei nostri primi viaggi on the road è stato sulle Alpi ed è dopo essere tornati che abbiamo battezzato il nostro nome. Gli “Alpines” sono piccoli fiori che vivono in alte quota sui monti e sono incredibilmente resistenti, capaci di sopravvivere anche in condizioni estreme. Ci siamo fatti trasportare da questo simbolismo e dalle emozioni scaturite da un luogo magico. E proprio in quei momenti e per il significato che questo nome ci sembrava calzare a pennello.

La vostra musica viene influenzata da…?
Da ogni musicista e canzone che ci piace. Dalle persone che ci circondano e che amiamo e dai paesaggi. La Natura, con i suoi suoni e colori, è una fonte inesauribile d’ispirazione.

Le vostre icone musicali?
Bob: Brian Eno e D’Angelo.
Catherine: Prince ed Erykah Badu.

La vostra canzone preferita di tutti i tempi?
Bob: “Something” dei Beatles.
Catherine: “Blowing In The Wind” di Bob Dylan e “When Doves Cry” di Prince. 

Le cose positive e negative di fare parte di un duo?
Ci sono molti aspetti positivi,  hai sempre una cassa di risonanza e questo significa che puoi mantenere lo slancio e portare avanti le attività in maniera congiunta. Siamo così fortunati che tra di noi possiamo ricreare l’intero mondo del suono e del visual che vogliamo associargli. Significa che lavoriamo veramente tanto e non siamo per niente bravi a ritagliarci tempo libero o vacanze. L’unico aspetto negativo è che alcune volte può diventare veramente dura essere solo in due nella band, anche per questo è tuttavia fantastico suonare dal vivo, perché abbiamo le nostre parole chiavi per comunicare tra noi, quando per esempio deve partire una batteria ed espandere la dinamica musicale. 

Ci potete parlare del vostro stile? Quanto impegno mettete nella vostra immagine?
Supponiamo che il nostro stile possa essere definito in termini semplici come minimal, leggero e strutturato. Al momento non stiamo incorporando molti colori, riguarda più la silhouette, linee forti e fantasie stampate. Pensiamo molto alla parte visual della band. Vogliamo dare l’idea di un look che va a tempo con la velocità del nostro sound, così che si complementi l’uno con l’altro. Quando scrivevamo l’album avevamo una lavagna per i mood che includeva molte immagini di paesaggi desertici, architettura Bauhaus, edifici di Mies Van Der Rohe, collezioni di Alexander Mc Queen, lavori d’arte di Pierre Soulages e foto di Ansel Adams e molto altro! Siamo ispirati dall’arte e dalla ricerca iconografica che sono una parte importante per lo sviluppo del nostro sound e dello stile. 

Tra le vostre tracce quale scegliereste per diverse occasioni, a cosa vi fanno pensare?
Completely – Questo è il nostro ultimo singolo e lo suonerei mentre si guida verso un’uscita serale, riguarda l’abbracciare la verità di una situazione lasciandoti andare, rendendoti completamente vulnerabile con qualcuno.
No Other Lover – questa è una di quelle che suonerei per fare ballare la gente
Oasis – questa la suonerei d’estate quando il sole tramonta con gli amici intorno a bordo piscina, bevendo un cocktail e godendosi il momento.
Chances – questa è una di quelle che suonerei alla fine di una serata. Avete presente quel momento in cui tutti se ne sono appena andati a casa? Ha un umore che si addice a quella situazione. Parla che di quegli attimi in cui bisogna prendersi il rischio di stare con qualcuno pur sapendo che il sentimento potrebbe non essere corrisposto. Amiamo anche il remix che ne ha fatto Cyril Hahn.
Saviour – questa canzone parla di speranza e della capacità di accettare qualcuno che ti aiuta in periodi difficili.

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