The new Italian Wave: Ludovico Tersigni

Ludovico Tersigni è tra i giovani talentuosi, che sono parte di una nuova generazione italiana che sta riscuotendo grande successo, anche grazie a Netflix. Il suo successo è stato decretato da due serie tra le più amate e seguite non solo dai teen, come come Skam Italia e Summertime. Carattere riservato e  poco incline ai social, lo abbiamo incontrato a Roma, dove in esclusiva per MANINTOWN ha anche indossato i panni di un dandy, protagonista di una notte romana anni Trenta nel servizio che scoprite qui.



Come è nata la tua passione per il cinema?

È nata prima la passione per il teatro e la musica (amo suonare la chitarra) e poi sono arrivato al cinema. Ho iniziato sin dalle elementari con le prime recite a scuola e ho poi continuato alle medie e superiori a coltivare questa passione a livello amatoriale. 

Quando ti sei detto voglio fare l’attore? 

Non l’ho ancora detto io. È stata una cosa fluida e ho tentato di cogliere le opportunità. Il primo film  Arance e martello l’ho fatto con Diego Bianchi e quel provino è stata la mia occasione. Sono stato preso per il ruolo e poi il film è andato a Venezia; lì ho incontrato Vittorio Pistoia, che mi ha chiesto se volessi entrare nella loro agenzia per fare una prova e ho accettato, anche se dovevo ancora laurearmi. La laurea non l’ha più vista nessuno ma in compenso ho fatto tante cose, ho preso tanti provini e ho continuato negli anni successivi con ruoli molto formativi. È stato un percorso a tratti difficile, per esempio il film ‘Slam. Tutto per una ragazza’ con Andrea Modaioli è stato lungo e complicato. C’è stato bisogno di un allenamento perché il protagonista è uno skater e ho dovuto raggiungere un buon livello in poco tempo. È uno sport che comporta infortuni ed è rischioso. Quindi farlo con l’idea che non ti dovevi fare male è stata una bella sfida.



Ti piacciono le sfide…

Non solo nel cinema, ma anche nello sport come l’arrampicata, dove il rischio è più controllato; tu sai qual è il tuo livello quando approcci una parete e sai di stare in sicurezza. 

Secondo te perché il successo incredibile di Skam Italia?

Skam Italia è un ritratto fedele della realtà dei giovani di oggi. Il successo è dovuto a questa fedeltà. I produttori, i registi e gli attori non vogliono fornire un modello, ma un’idea di quello che è per noi il liceo oggi. Oltre a quello tematiche complesse affrontate in un’età che è l’età della costituzione della personalità, sono dei momenti che ti resteranno dentro per tutta la vita. Questo secondo me è il punto di forza di Skam: la non belligeranza nei confronti dei giovani. È una dichiarazione di alleanza, “noi siamo dalla vostra parte”. È anche un’interrogazione: “noi crediamo che ci siano queste cose, a voi sono successe?”. La cosa bella è che rispondono, si immedesimano e ne parlano. E la cosa bella che la serie ha saputo coinvolgere generazioni diverse.


Nella serie il tuo personaggio conosce un’evoluzione e crescita. Quanto c’è di te in Giovanni il tuo personaggio?

In Giovanni c’è forse una parte di me che ho lasciato da parte. Nessuno di noi vorrebbe crescere. Come dice Caparezza: “è che ho un progetto in mente, di rimanere sempre adolescente”. Giovanni è un po’ il retaggio delle esperienze che ho avuto al liceo e che sono rimaste un po’ inespresse. 

L’altra versione di Skam l’avevi vista?

Sì ma dopo la prima stagione. Ho visto la prima puntata prima di iniziare le riprese e ho visto qualcosa di Skam Francia ed è stato interessante vedere le varie modalità interpretative e i temi diversi in ogni Paese. Skam credo sia uno dei progetti più belli cui ho partecipato. 



Summertime è arrivato a seguito di questo? Come l’hai vissuto?

E’ sicuramente una serie più d’intrattenimento e con un obiettivo di essere più accogliente. Si rivolge a un pubblico più ampio. A livello sociale Skam è una mina, apre degli spazi. Summertime invece accoglie e non si possono mettere a confronto. 

Secondo perché stiamo vivendo un’ondata di serie televisive di genere teen.

Io credo che questo sia dovuta all’età del fruitore, che adesso è molto giovane. Io per esempio alle medie nel fine settimana andavo al cinema con i miei amici.  Era un’usanza, si litigava anche per la scelta del film. E’ proprio diversa la modalità di fruizione. A me dispiace un po’ vedere i giovani molto legati agli schermi, se ci fosse più equilibrio forse sceglierebbero di fare anche altre cose. 



Oggi i giovani sono anche molto legati ai social, tu ad esempio sei un po’ diverso…

La gestione del tempo è molto delicata. Rischi di passare un’ora o due davanti al cellulare e poi non hai fatto niente. Hai visto delle foto dei tuoi amici, vedi cos’hanno fatto nelle stories, hai “partecipato” alla loro vita, ma in una modalità virtuale. Quindi la mia domanda è: poi nella vita reale noi siamo ancora in grado di stare insieme, andare fuori, organizzarci, partire, fare le cose per vederci? O basta sentirci al telefono per avere quel rapporto? Per questo cerco di investire il mio tempo anche in altre cose che non siano soltanto virtuali.



Quindi nel tempo libero che passioni coltivi?

Negli ultimi anni ho avuto la crisi manuale, mi sono reso conto che non sapevo fare molte cose con le mani e ho iniziato un percorso che ha toccato vari ambiti dal restauro (ho fatto un’accademia di liuteria) fino al costruire una chitarra acustica. Mi sono reso conto di come il lavoro manuale aiuta a liberare il pensiero, perché la concentrazione ti fa dimenticare ciò a cui stai pensando e quindi i pensieri si chiariscono. Il fare qualcosa di manuale, la concentrazione e poi il vedere l’opera finita non solo è una grande soddisfazione, ma è anche terapeutico. Adesso sto facendo un corso di scultura in argilla e ho finito la mia prima Venere e adesso sto facendo un busto equino molto difficile. Ci sto mettendo molto tempo però il maestro è contento. 



Che progetti hai per questa summer 2020?

Stiamo lavorando alla seconda stagione di Summertime e si riparte per Ravenna tutti insieme. Nella nuova serie ci saranno interessanti sviluppi e crescita nei personaggi, che l’anno scorso si sono incontrati…stay tuned



Manintown x Gucci

Photography: Manuel Scrima @manuelscrima

Video: Marlon Rueberg @marlonrueberg

Camera operator: Jacopo Lupinella @jacopolupinellaph

Talent: Ludovico Tersigni @ludovicotersigni

Art Direction & Styling: Giorgia Cantarini @giorgiacantarini

Styling Assistant: Giorgia Musci @mushiland

Grooming: Francesca Bova @francesca_bova_

Location: Hotel Valadier – Roma  @hotel.valadier

Production: Manintown @manintownofficial

Theme SHIFT#4 BY XU & TIM ROWE from BLUESHIFT

Special thanks: Sonia Rondini e Lapalumbo comunicazione

Special Thanks: Sonia Rondini @sonia_rondin

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