Tiziano Guardini: l’eco-designer e il genderless tra identità e recupero

L’eco-designer Tiziano Guardini torna con un progetto che narra, attraverso il recupero, la ritrovata identità che nega ogni connotazione di genere.



Tiziano, sin dal suo debutto nel mondo della moda, ha creduto nella sostenibilità, facendosi capostipite di un progresso significativo del settore, sempre più accorto sulla salute del pianeta. Le sue collezioni sono state definite ECouture, termine coniato per la prima volta per descrivere un progetto che della natura fa la sua primaria fonte di ispirazione. Non a caso, Tiziano è riuscito a trasformare le radici e le cortecce degli alberi in abiti superlativi, da esposizione. La natura, dunque, è il punto di partenza per l’evoluzione del lusso, che fa della circolarità la sua peculiare norma. Romano, classe 1980, dopo la laurea in economia, intraprende un percorso di studi presso l’Accademia Koefia di Roma, conseguendo il titolo di Fashion Designer.



Il suo debutto nella moda avviene nel 2012, quando presenta una giacca realizzata con aghi di pino durante l’edizione limited/unlimited. Nello stesso anno è tra i partecipanti alla Vogue Fashion Night Out a Roma e sfila con una sua creazione nella storica Trinità dei Monti. Negli anni, partecipa a diverse manifestazioni che lo consacrano tra i nuovi designer da tenere d’occhio. Eventi nazionali e internazionali (nel marzo del 2016 vince il Bronze Hempel Fashion Award a Pechino) che gli permetteranno di essere notato dal premio Oscar Milena Canonero per la realizzazione dello spettacolo Cum Grande Humilitate presso il Duomo di Milano (qui tutti gli eventi e i premi vinti da Tiziano).





Genderless: tra identità e recupero

Ci troviamo a Cassano D’Adda nell’ex canapificio, un tempo faro per le aziende di moda degli anni 70 e 80. È qui che lo shooting ha inizio. Un luogo un tempo funzionale e oggi sfortunatamente in disuso. Negli scatti del progetto diventa, così, un rudimento del futuro dove, appunto, tutto acquista senso attraverso la sostenibilità e il genderless. Tutto è così ben calibrato. Anche gli abiti scelti per il progetto danno un continuum con tutto l’impianto artistico.




Il cappotto diventa quindi la mappa da seguire per raggiungere la visione dove uomo e natura vivranno finalmente in armonia. La collezione firmata Tiziano Guardini mira alla sostenibilità e all’innovazione, perché consapevole di dove viviamo. Grazie alla collaborazione dell’illustratore Luigi Ciuffreda, i capispalla raccontano i paesaggi e la visione personale e augurale di Tiziano Guardini stesso. Protagonista degli scatti è il fotografo Alessandro Zambon, impegnato a ricreare un set dove il passato dialoga con il presente. Passato che si assapora anche negli scatti in pellicola ma che guardano ad un futuro quasi spaziale, un giardino dorato ecosostenibile, con il cappotto total gold lavorato interamente a mano. Il presente è raccontato con dovizia dallo styling di Vins Coscia che abbina i capi nella consapevolezza che, oggi, dare un’etichetta alle cose e alle persone è deleterio per le nuove generazioni. I capispalla diventano così anche dei manifesti, da sfoggiare come armature colorate per essere “semplicemente” liberi.



Credits:
Model @anotherdavide
Photographer @alezambon
Styling @vinsc
Grooming @gianpaolodefrancesco
Special thanks @tizianoguardini
@luigiciuffreda @studioremediarelations @redsoxappeal

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