Torino, città delle art fair

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Quando si diceva Torino, la prima cosa a cui si pensava era la FIAT, che invece ad oggi non esiste praticamente più nella città sabauda. Sulle ceneri del Lingotto, la ex fabbrica più grande della casa automobilistica nasce uno spazio espositivo immenso e con quel sapore dell’epoca industriale che non ha uguali. Proprio qui è andata in scena la ventiseiesima edizione di Artissima, dove hanno esposto settanta paesi diversi, tutte gallerie affermate e di prestigio. 

Anche questa edizione di Artissima è stata un’occasione per richiamare a Torino il grande pubblico ed offrire alla Città una piena visibilità internazionale. Con questo fine, la Fondazione Torino Musei, a cui fa capo la fiera, ha sviluppato nelle proprie sedi museali importanti iniziative tra cui l’Antologia di Paolo Icaro in GAM e una nuova collaborazione con la Fondation Prince Pierre de Monaco pour la création contemporaine che porterà il vincitore del loro premio Arthur Jafa a Palazzo Madama in occasione di Artissima” 

Negli stessi giorni invece per la sua quindicesima edizione Paratissima, l’esposizione di artisti nascenti, si è spostata in pieno centro, nel cuore della città, tra piazza Castello, il Teatro Regio, e la Cavallerizza, recentemente colpita da un incendio, e la Mole Antonelliana, per inserirsi in uno spazio immenso, di quasi 12mila mq. La location: quella che un tempo era la “Reale Accademia”, una scuola per la formazione dei giovani gentiluomini alla vita di corte, poi diventata Accademia Artiglieria, e ora dismessa.

È Guglielmo Castelli, Torinese, classe 1987, presentato dalle gallerie Francesca Antonini di Roma e da Rolando Anselmi di Berlino e Roma, il vincitore del Premio Ettore e Ines Fico, dedicato a un giovane artista scelto tra tutti quelli presenti in fiera; il premio viene bandito da Artissima in collaborazione con il MEF Museo Ettore Fico di Torino.

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