Interview: Travis Scott

Jacques Webster, alias Travis Scott, non è un uomo di molte parole, ma quando parla arriva dritto al punto, così come le sue canzoni, che scalano la vetta delle classifiche di tutto il mondo. Il suo nuovo album, Birds in the Trap Sing Brian McKnight è costituito da forti melodie e importanti contributi vocali, con i Weeknd, Young Thug, Cassie, Kid Cudi, un grande mentore per Travis insieme a Kanye West, ai Swizz Beatz, Bryson Tiller e altri del calibro di Kendrick Lamar e Andre 3000. Ha prodotto un album con una missione ben precisa: soddisfare i fan con la sua trap music, un genere di rap accelerato, cui è stato egli stesso uno dei primi fautori insieme al gruppo di rapper di Atlanta Migos, Young Thug e Gucci Mane. La copertina dell’album, scattata niente meno che da Nick Knight, mostra Scott come un personaggio a metà strada tra un uccello e un angelo caduto, avvolto nel fumo bianco intento a fare qualcosa di maestoso. Non è più il pupillo promettente o un prodotto confezionato del settore, è finalmente pronto a volare libero e a diventare il prossimo storyteller nella musica rap. Spesso ha a che fare con la moda, (è amico di Riccardo Tisci) e ha recitato nel recente film di Yves Saint Laurent, per la collezione primavera/estate 2017, disegnata da Anthony Vaccarello nel quale indossa un abito che prende fuoco irradiando fiamme, elemento che fa riferimento al suo soprannome, “La Flame“. Ci siamo avvicinati a questo personaggio a tratti schivo, per svelare le sue passioni, che comprendono anche il design, l’architettura e, inaspettatamente, la medicina.

Qual è il tuo rapporto con la moda?
Credo che sia interessante, è qualcosa che fa parte di me, perché mia madre lavorava nella moda e penso che questo abbia contribuito a farmela scoprire sin da piccolo.

Come definiresti il tuo stile? La musica fa rima con lo stile?
Il mio stile non ha confini, rappresenta sempre quello che sento. Personalmente ritengo che la musica sia un’estensione di te e deve abbinarsi al tuo stile.

Come ti sei approcciato al fashion system?
Ho proposto qualcosa che non c’era, un genere nuovo: la musica trap, un rap più adatto ai party. Il primo successo lo devo al mixtape “Days before Rodeo”, poi hit come Skyfall sono diventati dei tormentoni. Ho iniziato ad esibirmi durante la New York Fashion Week e a Parigi, per suonare alle feste di Alexander Wang, Givenchy, Adidas e altri.

Molti artisti collaborano con gli stilisti. Vorresti creare il tuo marchio di moda?
È un’idea interessante, ma mi sto concentrando sulla musica. Sto facendo delle collaborazioni con altri designer. Con Helmut Lang apriremo dei negozi alla fine di gennaio. Sto lavorando alla progettazione delle mie collezioni Travis Scott.

Puoi raccontarci qualcosa del tuo ultimo album?
Birds è il modo in cui mi sentivo nel momento in cui stavo componendo, mi sentivo male, stavo facendo un album contro tutto e tutti. Volevo far sapere alla gente  dove mi trovavo in quell’istante. Adesso mi sento come se mi fossi tolto un peso dallo stomaco, più leggero, pieno di energia per il 2017. Ora mi sento al posto giusto e nel momento giusto.

Qual è la tua canzone preferita di tutti i tempi, e perché?
Mi dispiace davvero per MANINTOWN, ma è impossibile rispondere. Ho troppe canzoni preferite!

Il palco richiede un sacco di energia, qual è il tuo segreto per essere sempre al meglio?
Ho solo un segreto: tantissima Sprite. Ha un sapore così buono, che mi fa andare avanti.

Come interagisci con il tuo pubblico?
Il mio atteggiamento è molto accogliente. Sono molto riservato e protettivo con i miei fan, mi relaziono con loro, ciò che mi interessa è farli divertire, soprattutto durante i concerti dal vivo, mi piace fare di tutto per essere il più vicino possibile a loro.

Quali sono le tue influenze musicali?
Un sacco di musica psichedelica, rap duro, beat che catturano la mia attenzione.

Chi consideri il tuo mentore?
Direi che tutti i miei amici più cari di oggi sono stati i miei mentori, ma ho un paio di figure ispiratrici, quali Kid Cudi e Kanye West.

Cosa rappresenta West per te?
Kanye è uno dei miei migliori amici, è una figura importante nella mia vita e continuo a imparare molto da lui, ogni volta che ci incontriamo.

Chi sono i tuoi artisti hip hop emergenti preferiti?
Made in Tokyo e 21 Savage – è stato bello averli nel mio album.

Vorresti essere un mentore per alcuni di loro?
Sono sempre disponibile ad aiutare gli altri artisti, cerco sempre di farlo.

Quando hai deciso di diventare musicista?
Quando ero un ragazzino, ho sempre voluto fare musica, ho preso da mio padre.

Cosa sognavi di diventare quando eri più giovane?
Volevo essere nefrologo, un medico specializzato nella cura dei reni e delle malattie renali.

Dove vuoi arrivare in futuro?
Voglio continuare a fare grandi tour, sperimentare nel mondo del design e dell’architettura. Crescere sempre di più. Senza limiti.

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Photographer: Mike Piscitelli
Fashion Stylist: Nicolas Klam                        
Stylist Assistant: Ali Miller
Groomer: Phil Brown
Shot at the Mondrian, Los Angeles

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