SOTTO UN’ALTRA LUCE: L’ALCHIMIA DI GIANFRANCO FERRE’

Le donne saranno sempre affascinate dai materiali preziosi e dalle lusinghe che risultano dal connubio tra il loro corpo e la lucente magnificenza dei monili posseduti: simbolo di ricchezza e prestigio, prima ancora d’essere rappresentazione della personalità e del sé. Nella storia, i gioielli e nei gioielli, un mondo. O meglio: il mondo, quello inimitabile di Gianfranco Ferré. Nell’austera Sala del Senato di Palazzo Madama, a Torino, dal 12 ottobre 2017 al 19 febbraio 2018 vanno in scena le sue creazioni più preziose nella mostra “Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: “Gioielli e Ornamenti”, curata da Francesca Alfano Miglietti. L’esposizione – organizzata e prodotta da Fondazione Gianfranco Ferré e Fondazione Torino Musei – presenta in anteprima mondiale 200 oggetti-gioiello, che ripercorrono per intero la vicenda creativa del celebre stilista italiano, partendo proprio dall’arte del suo esordio, da quei primissimi successi come creatore di bijoux ed accessori che Gianfranco Ferré aveva ottenuto prima di fondare la società che porta il suo nome e di divenire direttore creativo di Christian Dior tra il 1989 e il 1996. Pietre lucenti, metalli smaltati, conchiglie levigate, legni dipinti, vetri di Murano, ceramiche rètro, cristalli Swarovski, e ancora legno e cuoio e ferro e rame e bronzo, secondo l’usuale confronto dello stilista con la materia, su cui interveniva direttamente, in tutte le sue identità e della sua elaborazione innovativa, a cui applica la coerenza e il rigore degli studi giovanili in architettura e design e attraverso cui si fa narratore. Gianfranco Ferré ha scelto negli anni una forma di creatività che sceglie l’ornamento e che fa dello stesso un rito antichissimo, un oggetto per il corpo che ne diventa quasi protesi, estensione, in una fusione tribale. Gli oggetti in mostra, realizzati per sfilate dal 1980 al 2007, sono infatti descritti come complemento dell’abito e suo accessorio ma vengono esposti insieme ad alcuni capi in cui, «è proprio la materia-gioiello a inventare e costruire l’abito, diventandone sostanza e anima. Potrei dire persino che, nella mia immaginazione, il gioiello mi aiuta a ‘costruire’ il corpo, a scolpirlo con nitore», come raccontava lo stilista stesso. Abiti e accessori: l’uno specchio e al contempo chiave interpretativa dell’altro. L’allestimento, realizzato dall’architetto Franco Raggi, si inserisce perfettamente nella linea narrativa dei monili, mediando tra la grandiosità dello spazio e la ricchezza dei gioielli, tenuti in penombra come fossero ancora visti attraverso gli occhi delle Madame che abitavano il palazzo alla luce fioca delle candele, e si risolve in sei strutture di ferro sopraelevate, arrugginite e brutalmente espositrici della loro povertà materiale. Ad ognuna di esse un nome legato ai quattro elementi naturali, visibili e invisibili, fisici e spirituali Acqua, Aria, Terra e Fuoco e all’Energia e Potenza contenute in essi e nient’altro. Un richiamo all’Arte Povera, nata proprio a Torino, che comprendeva il senso dei materiali sia dal punto di vista alchemico che in quanto essenziali per la vita. Creare, d’altronde, era per Gianfranco Ferré sinonimo di trasformazione e di azione sul mistero di quest’ultima, proprio come un alchimista.

Gianfranco Ferrè, Sotto un’altra luce

Torino, Palazzo Madama, dal 12 ottobre 2017 al 19 febbraio 2018

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