Arazzi Animalier: l’arte social pop di Michele Tombolini al Salotto Di Milano

L’arte è una lente d’ingrandimento sul mondo, che ci costringe a non ignorare orrori e contraddizioni del nostro tempo. In un percorso in cui il confine tra ironia e denuncia si assottiglia fino a scomparire completamente, prende forma la poetica di Michele Tombolini, in un universo social pop, fatto di collage, pittura, scultura e istallazioni che raggiungono, a tratti, i nuovi codici multimediali.

A questo privilegio non vuole rinunciare Michele Tombolini. Quello di avere un canale di comunicazione diretto e immediato col pubblico, per dar voce a chi non l’ha abbastanza forte da poter essere ascoltato.

Come può essere quella di una bambina, vittima di violenze domestiche, e non solo. Una bambina a cui hanno rubato l’infanzia e contaminato la libertà, necessaria per far volare la fantasia. Ed è con quella fantasia che l’artista, nel 2014, denuncia uno degli scandali più diffusi al mondo, come a volergliela restituire, rappresentata attraverso una farfalla, nella sua opera Butterfly, che s’inserisce nel progetto internazionale Indelible Marks, sulla facciata di un bel palazzo su Krossener Strasse (civico 36). L’artista, che non lascia nulla al caso, ha voluto rappresentare l’opera di 30 metri in un luogo emblematico per questa tematica, proprio nei pressi di una scuola.

Ed è proprio Berlino che, come una seconda casa, lo ha accolto per nutrirlo di quella che è ora diventata la sua poetica, che influenzata dall’affascinante universo della street-art, è fatta di murales, stickers e collage. Impreziositi da elementi che fanno chiaro riferimento alle sue radici, nei tessuti preziosi degli arazzi veneziani, a lui tanto cari anche perché il suo studio degli anni a Venezia, si trovava vicino alla fabbrica di Rubelli, tessutaio di prestigio da generazioni.

La sua vivace rappresentazione della realtà, anche nelle tematiche più crude, affrontate in maniera del tutto dissacrante, accompagna il percorso creato dal gallerista Cristian Contini insieme a Fulvio Granocchia al Salotto di Milano, in mostra fino al 18 luglio.

Con una vena irriverente Donuts Saved (2016) rappresenta l’arrivo dei migranti su un donut gonfiabile, sostituito con spirito dissacrante al gommone su cui aggrappano tutte le loro speranze, senza la certezza di riuscire a trovare terra ferma, vittime di un sistema che su questa speranza ha pianificato un sistema di guadagno a cui è difficile rinunciare per chi sta al potere.  

Il tema dei migranti l’ha ripreso in un intervento che ha fatto parlare di sé appena un anno fa, quando ha applicato una X sulla bocca del Piccolo Migrante di Banksy comparso a Venezia nel maggio 2019 (che ha poi rimosso dopo 24 ore), per rafforzare il messaggio dell’artista anche a distanza di un anno dalla sua comparsa.

Nel periodo precovid, i suoi collage dal sapore surrealista evocano un presagio di solitudine, asocialità e di privazione della libertà. Una rappresentazione curiosa di una realtà ancora non accaduta, ma non lontana da quella che poi è diventata attualità. Segno di uno sguardo attento e consapevole della realtà e di un assoluto rigetto nei confronti dell’indifferenza.

Sempre al covid, alla questione vaccini in particolare, s’ispirano altri arazzi in cui il tema centrale è il raggiungimento dell’immunità di gregge, con tutti gli errori del caso in cui le persone sono state vittime e cavie di un virus e di un sistema politico, in una doppia accezione che vuole essere quasi un invito a vivere la vita da individuo consapevole, senza rientrare in quell’informazione di massa che uniforma come animali di un gregge.

È un messaggio di speranza l’ultima installazione dell’artista X Square, presentata al centro della piazzetta di Calle Corte Legrenzi il 18 giugno. Due dita incrociate che verranno presentate nelle principali piazze del mondo per ispirare ottimismo nelle persone che sono state colpite direttamente o indirettamente da un virus di cui ancora non si conosce la reale provenienza ma contro il quale l’artista risponde con l’amore, perché il suo lavoro, nella denuncia e nel sostegno, è sempre rivolto ai più deboli e alle vittime di un mondo sempre più difficile da abitare.

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