Calzedonia copre l’Arena di Verona con un concorso: i tre vincitori

Giovani architetti, ingegneri, una prestigiosa commissione giudicatrice e centomila euro stanziati dal Gruppo Calzedonia sono stati i protagonisti del Concorso Internazionale di Idee per la copertura dell’Anfiteatro romano, simbolo di Verona. Un importante concorso per la salvaguardia della famosa arena, il grande monumento che fa parte del patrimonio culturale Italiano. Ieri, presso l’aula magna del Politecnico di Milano, sono stati svelati i tre progetti vincitori tra gli ottantaquattro esaminati. Ospiti della conferenza Flavio Tosi, Sindaco di Verona, e Sandro Veronesi, presidente del gruppo Calzedonia, che hanno sottolineato l’importanza degli obiettivi posti dal contest; creare una struttura – meno invasiva possibile – studiata in modo da proteggere il monumento dagli agenti atmosferici, garantendo la messa in scena degli spettacoli anche in caso di maltempo, ma soprattutto in modo da assicurarne una migliore conservazione. L’intento dei partecipanti è stato infatti quello di ideare una copertura leggera, facilmente apribile, reversibile, che non snaturi in alcun modo l’arena e non interferisca con il contesto architettonico circostante.

È, il gruppo tedesco SBP e GMP ad aggiudicarsi il primo posto, con un premio di 40.000 euro. La proposta, definita “geniale” dalla giuria, elabora una struttura ad anello, poggiata sul bordo superiore dell’Arena, che permette di raccogliere i teli di copertura, disposti su un solo ordine di cavi, consentendo un rapido mutamento di assetto, da aperto a chiuso.
 A rendere il progetto vincitore è stato il sistema di riavvolgimento dei cavi, che può permettere di mantenere quasi completamente libero lo spazio aereo soprastante.

Il secondo, con un premio di 20.000 euro, presentato dal capogruppo Vincenzo Latina, propone una soluzione che non altera i caratteri architettonici del monumento, in quanto la copertura è sostenuta da un anello poggiato sul margine superiore dell’Arena, che permette la chiusura e la protezione con segmenti gonfiabili accostati. Un progetto coerente e lineare che però non si è aggiudicato la vittoria, a causa dei cavi arei costantemente presenti al di sopra della cavea, che interferiscono visivamente in caso di copertura aperta.

Il terzo modello classificato, con un premio di 10.000 euro, presentato da un gruppo italo-spagnolo con a capo Roberto Ventura, ha proposto una struttura composta da teli sostenuti da cavi, che poggia su un sistema di alti pali all’esterno dell’arena stessa. Nonostante la coerenza del progetto, l’ideazione soffre di un forte impatto visivo sia dall’esterno che nello spazio aereo della cava.

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