Larusmiani: una storia handmade che nasce nel cuore di Milano

Il marchio sartoriale più antico di via Montenapoleone, oggi guidato dalla terza generazione, si è posizionato come una delle realtà simbolo dell’artigianalità Made in Italy.

Insieme a Guglielmo Miani Senior, un sarto specializzato in tute e raincoat cuciti a mano, impermeabili come le ali di gabbiano, in latino Larus. Sembrava già scritto nel destino che questa avventura avesse tutte le basi per spiccare il volo. Già dai primi modelli si stava identificando un target ben preciso, quello di un gentleman in continua evoluzione di stile grazie alle influenze del contemporaneo.

Le boutique arrivano in poco tempo. Dal 1939 fino agli anni Sessanta vengono inaugurati quattro spazi tra via Montenapoleone, via Manzoni, Galleria e Corso Vittorio Emanuele II. Sono punti strategici da cui prenderà vita la pietra miliare del Fashion District meneghino. Intanto il successo si fa visibile nel mondo dello spettacolo: il fondatore diventa amico e outfitter di celebrità del calibro di Buster Keaton, Totò e Charlie Chaplin, mentre nel 1970 viene insignito come il più grande importatore dell’industria tessile inglese.

Tre anni dopo il figlio Riccardo diventa ceo, iniziando un forte investimento nella divisione tessile con collezioni handmade interamente fatte in Italia; alla fine degli anni 80 viene inaugurato l’headquarter vicino allo store, mentre il marchio inizia a posizionarsi come uno dei key supplier di tessuti di alta qualità per i fashion designer di tutto il globo. Oggi ne vengono venduti 2 milioni di metri all’anno in fibre naturali come cashmere, vigogna, lino, cotone e seta, prodotti tra Como, Varese e Biella. I vestiti e gli accessori sono creati nel Tailor shop in Toscana da un team speciale di artigiani.

Nel 2006 il testimone passa a Guglielmo Miani, rappresentante della terza generazione di famiglia, che assume la carica di amministratore delegato, per poi essere eletto presidente cinque anni dopo. Un know-how quello del tessile e dell’alta sartoria che Miani respira fin dalla nascita come parte del Dna della sua famiglia, unito a passione e determinazione. Il numero uno dell’azienda dal 2010 è anche presidente di Montenaoleone District, che riunisce 150 brand internazionali del lusso nel Quadrilatero della moda di Milano. Inoltre, è membro del Consiglio della Confcommercio, organo di rappresentanza di più di 700 mila imprese impegnate nel commercio e turismo in Italia.

Con il salto generazionale si sono delineati nuovi obiettivi di business incentrati sull’offerta abbigliamento. Il sofisticato approccio diretto verso il vero lusso è simboleggiato proprio dal gabbiano, ricamato all’interno delle giacche e dei cappotti come marchio di riconoscibilità ed eccellenza. Nel 2015, ’heritage cresce con la storica coltelleria Aldo Lorenzi che viene integrata negli spazi della boutique Larusmiani in via Montenapoleone 7.

Inaugurata nel 1954 e rinnovata in seguito dall’architetto londinese David Collins, è il più antico negozio pret-a-porter di Via Montenapoleone. Una superficie di 700 metri quadrati dislocata su tre piani fa immergere in un universo di eccellenza, fatto di opere d’arte, orologi vintage, libri antichi, in cui possono essere toccati con mano i capi Larusmiani. L’espansione fuori dai confini di nascita è stato un passo più che naturale.

La boutique estiva a Porto Cervo in Sardegna aperta quattro anni fa è stata seguita da uno store sulle Alpi svizzere a Saint Moritz. Il secondo step verso l’internazionale ha visto partnership nel settore dell’hôtellerie di lusso per l’apertura di altri punti vendita nell’isola caraibica di Saint Barth e nel 2019 a Parigi, anno in cui la maison è anche approdata nello shopping center Métropole di Monte-Carlo.

®Riproduzione riservata

Autore

Condividi